Riscaldamento Mentale nello Sport

Posted by Alessandro Cosimetti on 16 Mag 2008 | Tagged as: benessere fisico, motivazione, obiettivi, pnl

riscaldamento-mentale-sport-obiettivi.jpgOgni volta che metto piede in palestra, non eseguo mai nessun esercizio senza un minimo di riscaldamento.

Il nostro corpo deve capire che a breve sarà sottoposto ad una prova e quindi dobbiamo evitare che venga preso alla sprovvista.

Non tutti eseguono il riscaldamento e non appena arrivano in sala, si fiondano direttamente sui pesi e i macchinari.

Solitamente sono le persone che non hanno grande dimestichezza con l’ambiente o che neanche sanno loro perchè si trovano lì.

Altri, per il semplice fatto di non conoscere bene determinati meccanismi e necessità del nostro corpo.

Ora, se ci dimentichiamo di eseguire un riscaldamento pre-allenamento, è scontato anche il fatto di non preparare la nostra mente all’attività fisica che il nostro corpo si appresterà ad eseguire.

Presumo quindi, che nessuno di loro esegua il riscaldamento mentale.

Nello sport individuale, molti preparatori concordano sul fatto di “sistemare la propria testa” prima di competere.

Non per niente il riscaldamento mentale è una pratica più comune nei sport di quest’ultimo genere.

Cosa importante è innanzi tutto, quella di non confondere il riscaldamento mentale con il semplice “caricamento psicologico”.

Il primo, è un processo mentale, schematizzato per creare il giusto atteggiamento mentale, concentrandosi soltanto su quello che più conta per noi in quel momento.

Forse a molti il riscaldamento mentale è più noto con il termine di visualizzazione.

Sicuramente, qualche volta ti sarà capitato di notare le gestualità e le mimiche ad esempio, di un saltatore poco prima della sua prestazione.

Nello sport infatti è una tecnica molto comune nell’atletica.

Sulla base di quest’ultimo concetto non possiamo dimenticare ciò che ci insegna la PNL sull’utilizzo dei nostri sensi di percezione: udito, vista, olfatto, cinestesico e gustativo.

Solitamente in maniera inconscia, si è più portati a fare un grande uso di quello visivo, mentre i professionisti, hanno imparato ad utilizzarli tutti in maniera equa.

Molte persone, affermano di non essere in grado di visualizzare, ma la realtà di tutti i giorni è piena di situazioni in cui i nostri sensi elaborano e comunicano tra di loro.

Il segreto è conoscere il meccanismo ed utilizzarlo in maniera conscia ogni qualvolta se ne ha il bisogno.

La visualizzazione, non è quello che molti pensano, ovvero un immagine fissa. Bensì è qualcosa di molto più completo, coinvolgente ed estremamente utile nella realizzazione dei nostri obiettivi sportivi.

Provare per credere!

Alessandro Cosimetti

http://www.riscaldamento-mentale-visualizzazione-sport.eoltt.com

Benessere finanziario ed impotenza

Posted by Alessandro Cosimetti on 15 Mag 2008 | Tagged as: benessere fisico, pnl, lavoro, stress

soldi-salute.jpgTempo fa scrissi un articolo dove ribadivo nuovamente la linea guida di questo blog.

In pratica sottolineavo la stretta relazione tra benessere fisico e benessere finanziario. A mio avviso l’uno dipendente dall’altro.

Spesso quando mi trovo a discutere di questo aspetto faccio sempre degli esempi.

Solitamente le persone credono che entrambi i settori siano ben distinti e che non abbiano particolari collegamenti tra di loro.

Approfitto quindi di questo articolo, per presentare quello che io considero un perfetto esempio di relazione tra serenità finanziaria e serenità psicofisica.

Sono sicuro che anche tu, ti sarai reso conto da una tua personale esperienza, o su quella di un tuo amico, di quanto un lavoro poco retribuito o poco motivante, renda una persona frustrata e demotivata.

Queste sensazione le conosco molto bene, avendo lavorato per anni in un ambiente ed in un settore che non rispecchiavano assolutamente la mia indole e la mia figura professionale.

Purtroppo neanche la presenza e la convivenza con colleghi con la quale avevo un ottimo rapporto, alleviavano il senso di rassegnazione che provavo ogni giorno.

Quasi mi ero convinto di dovere concludere la mia esperienza lavorativa (quindi fino all’età pensionistica) con un lavoro che non amavo per niente.

E’ inutile dirti che quando abbiamo il morale a terra e soprattutto quando vediamo il tempo consumarsi inutilmente sotto i nostri occhi, anche il corpo ne risente.

Questo mi succedeva anche ai tempi della scuola. Se prendevo un brutto voto, il desiderio di uscire e divertirmi con gli amici spariva all’improvviso.

La fisiologia in fondo è un condizionamento neurologico tra la mente ed il corpo.

Hai notato quale postura assume una persona con il morale a terra? Ed una invece che sprizza gioia da tutti i pori della sua pelle?

Indiscutibilmente le due cose, sono facilmente evidenziabili.

Anzi, ti dirò di più, spesso assumere inconsciamente la postura tipica di chi è abbattuto, richiama quel senso di disagio e frustrazione, in una maniera del tutto automatica ed involontaria (in PNL si chiama ancoraggio).

Se una persona ha problemi economici, come ad esempio la difficoltà a pagare il mutuo di casa o delle scadenze imminenti, secondo te come sarà la qualità del suo sonno durante la notte?

Basta uno sguardo per accorgersi se una persona soffre a causa di uno stato finanziario precario.

Infatti, sulla base di quest’ultimo concetto, questa mattina ho letto di una ricerca effettuata dalla clinica urologica di Firenze a margine della conferenza della società italiana di urologia.

benessere-finanziario-impotenza.jpgIl dato riscontrato sarebbe quello relativo alla relazione tra precarietà ed impotenza. Sembrerebbe che molti giovani riscontrino questo tipo di problema proprio a causa di un lavoro instabile ed incerto.

I pensieri e le preoccupazioni, scaturite nella mente di chi ha un impiego precario, sembrerebbero avere una ripercussione anche sulla loro vita sessuale.

Questo è un perfetto esempio di relazione tra benessere finanziario e benessere fisico.

Naturalmente esiste anche un rovescio della medaglia per tutti coloro che magari non hanno problemi economici, ma che a causa del proprio impiego lavorativo, trascurano la propria salute.

Proprio su quest’ultimo aspetto, ho il ricordo di certi colleghi che accettavano specifici incarichi in azienda.

Ricevevano l’auto di servizio, il pc portatile, il cellulare ed un aumento di stipendio.

Tu mi dirai: “Ottimo…e chi non accetterebbe?”

lavoro-stress.gifBhe, devi sapere che tutto questo aveva un costo, a mio avviso anche eccessivo.

Tutti coloro che accettavano un incarico del genere, con tutti i benefit a seguito, rinunciavano ad una cosa che a mio avviso non ha valore e che non può essere barattata.

Sto parlando naturalmente della libertà e della facoltà di decidere come gestire parte della propria esistenza.

Molto probabilmente anche tu conoscerai persone che per colpa del proprio lavoro, trascurano la famiglia, i figli, le proprie passioni, ecc.

Rendersi sempre reperibili e garantire una disponibilità quasi totale, a mio modesto parere non equivale a vivere.

Che me ne faccio di un cospicuo stipendio se poi non ho neanche la facoltà di godere dei benefici che potrebbe offrirmi?

I miei ex colleghi, si ritrovavano pieni di impegni, grandi responsabilità e sempre con meno tempo a loro disposizione.

Tutto ciò spesso li portava a provare un certa invidia verso tutti gli altri impiegati che uscivano dall’ufficio molto prima di loro e che non avevano i stessi carichi di lavoro.

Inutile elencarti le inevitabili conseguenze fisiche provocate da uno stile di vita del genere.

Alessandro Cosimetti

http://www.benessere-finanziario-fisico-impotenza-lavoro.eoltt.com

Quanto sono efficaci le scoperte sull’Obesità?

Posted by Alessandro Cosimetti on 14 Mag 2008 | Tagged as: benessere fisico, alimentazione, stress

obesita-zuccheri-psicologia.jpgE’ un argomento che ho trattato spesso in questo blog.

Naturalmente sto parlando delle ricerche relative alla patologia dell’obesità.

Più volte ho riportato scoperte e ritrovati della scienza su vari geni, ormoni, ghiandole, cromosomi, segmenti di DNA, ecc.

Quindi ogni qualvolta che reperirò informazioni a riguardo, mi troverai qui a comunicartele e a discuterne.

La nuova scoperta, è quella relativa alla secrezione di un ormone prodotto dalle ghiandole surrenaliche.

L’aldosterone (così si chiama), sarebbe il responsabile della provocazione dell’ipertensione nelle persone obese.

Lo studio è stato effettuato dalla clinica medica di Padova.

Tale ormone, nelle persone obese, provocherebbe il trattenimento del sale e dell’acqua nel corpo.

Anche in questo specifico caso, non voglio entrare nel merito veritiero della notizia e dei dati riscontrati, anche perchè ci vorranno altri studi per confermarlo a pieno titolo.

Assolutamente no, non sono un medico e mi tengo bene alla larga da valutazioni non di mia competenza.

Quello che ribadisco sempre, è quello di lasciare che tali studi e scoperte proseguano indisturbate il loro corso.

Ciò che mi preme maggiormente è offrire al tempo stesso, a tutti coloro che soffrono tali patologie, la possibilità di reperire dentro di loro soluzioni a portata di mano.

Non voglio dare nessun giudizio, in merito ai ritrovati della scienza, anche se spesso mi vengono in mente tutte le scoperte riscontrate e ritenute rivoluzionarie che al momento, non hanno sortito nessun risultato concreto.

Una cosa però, l’ho notata. I problemi rimangono, ma nessuno parla mai di dipendenza da zuccheri, di macronutrienti e del loro utilizzo, di psicologia rapportata al cibo, di attività fisica.

Bisogna ricordarci sempre che non tutti nutrono un interesse per questi argomenti (nel mio caso avvenne in questo modo).

Certe informazioni devono essere divulgate gratuitamente nella società, nelle scuole, anche a coloro che pensano di essere immuni da certe problematiche.

Questo, solitamente avviene soltanto perchè la bilancia e lo specchio al momento, sembrerebbero scongiurare il pericolo.

Alessandro Cosimetti

http://www.obesita-benessere-fisico-alimentazione.eoltt.com

La Curva dell’Efficienza

Posted by Raffaele Ciruolo on 13 Mag 2008 | Tagged as: creatività, apprendimento, leadership, lavoro, stress

autodisciplina-efficienza.jpgQuanto più disciplini te stesso a lavorare ininterrottamente su un singolo compito, tanto più migliori la tua curva dell’efficienza.

In questo modo riesci a portare a termine una quantità di lavoro sempre maggiore (e di qualità sempre più elevata) in un tempo sempre minore.

La chiave è l’autodisciplina.

Elbert Hubbard definì l’autodisciplina come interruzione e “capacità di costringerti a fare quello che devi fare, quando devi farlo, che ti piaccia o no!”.

Il successo, in qualunque campo, richiede un’enorme disciplina.

L’autodisciplina, la padronanza di sè e l’autocontrollo sono fondamentali per costruire un carattere forte e per ottenere prestazioni di spicco.

Cominciare un compito di alta priorità e persistere nel lavorare su di esso finchè lo si è completato al 100% è una vera prova di carattere, di forza di volontà e di determinazione.

La perseveranza è “autodisciplina in azione”.

L’essenziale  è saper valutare qual è la cosa più importante (e di maggior valore) che si possa fare in ogni singolo momento e lavorarci subito!

Come dice Brian Tracy: “Eat that frog!”.

Esercizio d’azione

Una volta che inizi a svolgere il tuo compito più importante, disciplinati a perseverare, senza nessuna distrazione, finchè arrivi al termine.

Consideralo  come un “test” per dimostrare che sei il tipo di persona che sa prendere la decisione di completare qualcosa e poi riesce a mantenere la promessa.

Articolo gentilmente concesso da Raffaele Ciruolo

==> L’AngoloDelPersonalCoaching.blogspot.com

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