Come viaggiare senza spendere una fortuna in souvenir
Viaggiare è bellissimo: nuovi luoghi e culture differenti dalle nostre. Incontriamo nuove persone, ed espandiamo la nostra vita attraverso le esperienze. La maggior parte di noi, quando viaggia desidera portarsi a casa piccoli “pezzi” dei luoghi visitati.
Ogni anno, attorno all’industria dei souvenir ruotano milioni di euro a sostegno di questo desiderio.
Questi ricordi hanno tutti una cosa in comune: costano. I prezzi vengono spesso assegnati per sfruttare la componente emotiva e la fase di rilassamento dei viaggiatori.
Se volete fare acquisti mentre siete in viaggio, un modo semplice per farlo è quello di evitare lo shopping nelle zone turistiche. Se si parla la lingua locale o avete amici del posto, potrete trovare offerte vantaggiose evitando le trappole.
Ricordate anche che in molte parti del mondo la contrattazione è di norma. Il prezzo che vi propongono all’inizio è probabilmente superiore a quello ci si aspetta di pagare. Non abbiate paura di negoziare.
Scegliete il vostro souvenir con attenzione. Chiedete a voi stessi «Questo è qualcosa che voglio veramente una volta tornato a casa?». Una scatola contenente la gioielleria artigianale è solo spazzatura se si tratta di prendere polvere in un armadio. Comprate solo le cose veramente di valore, proprio come se foste a casa.
Visitare un mercato aperto è molto più divertente di un centro commerciale, in quanto luoghi ideali per la contrattazione.
Applicate la stessa regola per i regali. Tutti noi vogliamo portare qualcosa alle persone care che ci aspettano a casa. Ma non c’è nessuna legge che dice diprendere un mucchio di cianfrusaglie durante il viaggio. Scegliete qualcosa di piccolo che riesca a far cogliere il senso del dono.
I migliori affari di solito si fanno nei negozi che vendono pochi prodotti ben conosciuti (locali). Avrete grande qualità con una spesa minima più di quanto possiate fare comprando questi prodotti in un negozio di importazione.
Scegliete la qualità rispetto alla quantità. Invece di appesantire le valigie di roba, scegliete piccoli regali e souvenir. Oppure semplicemente scegliete opzioni creative. Non ho ancora incontrato un nonno che non fosse felice di ricevere come dono un album fotografico delle recenti avventure del nipote.
Il rivoluzionario non ha un curriculum ma un blog personale dove raccontare la sua storia
Se hai un blog personale, molto probabilmente condividerai ciò che sto per dirti. Mentre se non hai ancora un blog personale stai perdendo la grande opportunità di farti conoscere. Questa strategia infallibile non funziona se non sei in possesso di un blog personale.
Che cosa è un curriculum?
Un curriculum è una lista dei tuoi titoli su una pagina. Ma in questo momento, gran parte delle aziende utilizzano il tuo curriculum come pretesto per escluderti a priori.
E’ qui che entra in gioco il nostro blog personale che compensa le carenze del curriculum. Stiamo nel 2010, è tempo di essere unici e originali. E’ tempo di essere rivoluzionari. Insomma un blogger reale!
Hai visto cosa sta accadendo nel nostro Paese con la legge bavaglio che include anche il lavoro di molti blogger? Secondo te, per quale motivo vorrebbero “imbavagliarli”? Semplice, perché i blog sono potenti mezzi di comunicazione!
Possiamo usarli come un trampolino di lancio. Il blog personale è una sorta di nuovo curriculum.
Cosa ha di così particolare un blog personale?
Nella nuova economia globale, le competenze e i titoli equivalgono a dei prodotti in commercio. I tempi stanno cambiando così rapidamente che è quasi impossibile tenere il passo con l’evoluzione in corso.
Quello che è importante nell’attuale panorama professionale non sono i titoli quanto la personalità, l’unicità, l’immaginazione, la pertinenza, arte, passione, legame personale, il coraggio e il problem solving. Queste sono cose che fanno la differenza nel mondo del lavoro.
Ci sono un’infinità di aspetti che non possiamo comunicare attraverso un curriculum.
Il blog personale nasce per raccontare una storia reale. Non è uno spazio dove esporre i titoli raccolti negli anni. Parliamo dell’opportunità di raccontare le cose che sappiamo fare. Capisci l’enorme differenza? Esprimiamo noi stessi attraverso un lungo racconto dal valore inestimabile.
E’ la nostra storia: cosa facciamo, come lo facciamo, quale risultati otteniamo, come risolviamo i problemi. Inoltre, attraverso il nostro blog personale riceviamo feedback, aiutiamo gli altri a raggiungere i nostri stessi risultati, ci esponiamo al pubblico cosa che un curriculum non lascia intendere.
Dai, parliamoci chiaramente: sul curriculum possiamo scrivere quello che vogliamo, ma sono i risultati a fare la differenza. Sul blog, ci sono una serie di parametri dalla quale non si sfugge. Se si bravo nel tuo lavoro, si vede eccome!
Il “rivoluzionario” non ha un curriculum. Il rivoluzionario ha una storia che ogni giorno viene registrata digitalmente, distribuita in tutto il mondo, commentata, condivisa, ammirata, odiata e infine amata.
Il tuo blog personale è l’occasione per dire chi sei e mostrare ciò che sai fare al di là delle competenze e titoli in tuo possesso.
Quella volta che scoprii il mondo dei blog personali
Il primo libro da me acquistato e letto sul blogging è stato “Blog!” di David Kline e Dan Burstein (all’interno la prefazione di Beppe Grillo, uno dei blogger italiani più conosciuti a livello mondiale). Un testo meraviglioso che lessi durante un viaggio in Spagna (nel 2007) ricco di case study di blog personali in vari settori: militare, politico, cinematografico, casalingo, musicale, business, ecc.
Ecco, se sei nuovo al blogging e vuoi farne parte, ti consiglio di accantonare per un attimo i libri tecnici su come costruire e gestire un blog e dedicarti a questa lettura. In “Blog!” non ti verrà spiegato come scrivere, impostare la piattaforma, e tutte le altre cose tecniche che puoi imparare in un secondo momento. Con questo testo, scoprirai gli incredibili benefici e vantaggi riscontrati attraverso un blog personale.
