Aumentare il coraggio: 8 strategie che sto applicando con successo per “avere più cuore”

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Aumentare il coraggio in 8 mosse

A che livello sta il vostro coraggio? Quando ne fate uso?

Il coraggio è esattamente come un muscolo. Se non lo usate, si estingue. Non sto parlando di atti di grande coraggio. Si tratta di momenti apparentemente poco influenti. Dopo tutto, se volete ottenere una nuova forma fisica, quest’ultima è il risultato di piccoli momenti di regolare attività fisica in grado di fare la differenza nel lungo periodo.

È possibile aumentare il vostro coraggio con questi semplici consigli. Ma prima di vederli, diamo uno sguardo più da vicino su cosa è il coraggio.

Che cos’è il coraggio?

Il coraggio è la capacità di affrontare pericoli, difficoltà, incertezze o dolore senza essere sopraffatti dalla paura.

La parola “coraggio” (dal latino coraticum o anche cor habeo, aggettivo derivante dalla parola composta cor, cordis, cuore e dal verbo habere, avere) significa “avere cuore“. Quindi, il coraggio è uno stato del cuore, la capacità di fare ciò che riteniamo giusto anche se le conseguenze delle nostre scelte e azioni possono farci paura.

Qui di seguito una serie di strategie da me testate per aumentare il mio coraggio:

  1. Iniziare qualcosa di nuovo. E’ difficile vestire i panni del principiante soprattutto dopo aver acquisito un certo grado di esperienza in un argomento/settore. Ci vuole coraggio per imparare qualcosa di nuovo ed essere un principiante in mezzo a una folla che in questo momento ha una presenza maggiormente datata rispetto alla vostra. E’ ciò che stiamo facendo con la GenesiSaw.
  2. Cambiare percorso. Troppo spesso la nostra vita corre su una pista con scarse varianti. Fate sempre la stessa strada da casa al lavoro? Cenate sempre nel solito ristorante? Provate qualche posto nuovo. Quello che faccio è studiare nuovi percorsi da intraprendere anche per recarmi presso luoghi fissi (ad esempio la palestra). Questa semplice variazione mi permette di vedere piccole ma significative sfumature dell’ambiente in cui vivo.
  3. Visitare nuovi luoghi. C’è poco da scrivere. Smettetela di andare sempre nei soliti luoghi e siate meno abitudinari possibile. Per il prossimo anno ho già pianificato due nuove mete che voglio visitare: Malta e Olanda.
  4. Dite quello che c’è nel vostro cuore. A volte sopprimiamo le parole che non trovano sbocco per uscire. Sono sicuro che a tutti voi capita. Così facendo, ciò che teniamo dentro è la paura di sbagliare. Un buon modo per addestrare il vostro coraggio è dire quello che pensate, senza rancore, ma con estrema sincerità. Lo sto testando da qualche tempo ed oltre avermi evitato un mucchio di guai mi permette di avere attorno soltanto persone di mio gradimento.
  5. Parlare con qualcuno che non conosciamo. Immaginate di essere ad una festa dove non conoscete nessuno. Comprendo come la situazione possa essere imbarazzante oltre che scoraggiante. Vi sentirete molto meglio se farete appello al vostro coraggio e inizierete una conversazione con qualcuno che non conoscete. Avete mai fatto caso come sia facile fare amicizia durante una vacanza? Perché nel nostro ambiente non è altrettanto semplice? Forse perché presi dalla spensieratezza del clima vacanziero, ci buttiamo senza pensarci troppo. Da persona estremamente silenziosa, sto imparando ad “attaccare bottone” con tutti! :-D
  6. Difendere qualcuno (o una causa). Se vedete qualcuno sul posto di lavoro trattato in malo modo, cosa fate? Prendete le sue difese oppure rimanete in silenzio? Quando vedete un’ingiustizia nella vostra città, cosa fate? Da anni faccio attivismo sia in Rete che per strada. Prendo a cuore le cause che reputo di comune interesse e per cui credo valga la pena lottare.
  7. Imparare a gridare. Se praticate arti marziali, una delle prime cose che avrete imparato è gridare. Ho sperimentato che molte persone gridano nei momenti inopportuni per poi starsene in silenzio quando dovrebbero invece far valere i propri diritti. L’autostima è così bassa che non sanno come alzare la voce. A loro suggerisco di imparare a gridare. Il grido che viene dalla pancia è una straordinaria fonte di energia e di coraggio. L’ho testato in varie occasione accompagnando il suono con un profondo sguardo di sfida.
  8. Vestirsi come ci pare. La nostra società ha delle regole forti sul modo di vestire in determinate occasioni. Adoro l’idea di esprimere il mio stato d’animo attraverso l’abbigliamento e in secondo luogo godo nel non cadere nella rete delle mode del momento. Nei colloqui con partner o clienti, non mi presento mai in giacca e cravatta perché la persona che ho davanti deve valutare le mie competenze dai risultati che ho conseguito e non dal tipo di abito che indosso. Provo una profonda diffidenza verso le persone che in certe occasioni si vestono in maniera totalmente opposta a come sono abituate. La considero una forma di truffa e inganno.
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4 Responses to Aumentare il coraggio: 8 strategie che sto applicando con successo per “avere più cuore”

  1. pino scrive:

    “Vestirsi come ci pare. La nostra società ha delle regole forti sul modo di vestire in determinate occasioni.”

    Anche io la pensavo come te, ma adesso ho cambiato pensiero.
    Ci sono delle situazioni in cui è opportuno vestirsi in una certa maniera, ad esempio:
    -)ad un colloquio di lavoro: per avere più probabilità di essere assunti.
    -)ad una cerimonia:perchè c’è una regola non scritta che dice di essere vestiti eleganti (leggasi in giacca e camicia)per fare buona impressione. Tanto è vero che alcuni locali fanno addirittura selezione (ovvio che chi la pensa come te non li frequenta :) ).

    Voglio dire… comprendo quello che dici, però io non lo vedo come “mancanza di coraggio” o come “privazione della libertà di essere me stesso” ma semplicemente “adeguarsi al mondo con le sue regole”.

    Saluti :)

  2. Marco scrive:

    Alessandro,hai perfettamente ragione.Io non sono un tipo da giacca e cravatta,non mi ci vedo proprio.Quelle occasione in cui le indosso ,fiere o ricorrenze particolari,non mi sento a mio agio,e’ come se mentis sia a me stesso ,come mascherarmi.
    Ma come dice Pino purtroppo la società impone certi ” format” o fai così o sei diverso.Molto triste davvero .Ritengo comunque che sarebbe giusto valutare la persona,non l’involucro.Steve Jobs si presento’ al Atari in ciabatte e con i capelli lunghi,e puzzava pure.Ma chi ha fatto il colloquio a Steve Jobs,ha visto qualcosa in lui e lo ha assunto lo stesso…..vincendo la scommessa.Oltre che lungimirante e’ stato molto coraggioso,non ti pare?

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