Coloro che sono relativamente nuovi al minimalismo, trovano difficile immaginare il processo che sta dietro la vita di un minimalista.
In queste 13 fasi il ciclo di vita di un minimalista:
- Stress - Tutti raggiungono il punto in cui sono aperti al cambiamento. La scintilla potrebbe essere una crisi di soldi o una questione di tempo. Potrebbe essere una ricerca di uno scopo. Si potrebbe semplicemente volere più energia per ciò che veramente ci appassiona.
- Consapevolezza - Vedete o sentite parlare di qualcuno che vive uno stile di vita minimalista. L’idea di vivere intenzionalmente con molto meno effettivamente è una sfida affascinante. Inizialmente può sembrare folle ma abbracciando l’idea per un certo tempo lo sarà sempre meno. Forse sarà solo un po’ diverso dal solito.
- Curiosità - Non appena l’idea prende forma nella vostra testa, vi attivate per cercare altre informazioni. È possibile consultare i blog, leggere libri o parlare con gli amici che già vivono in maniera minimalista.
- Azione - Si affronta il primo passo verso il cambiamento. Può essere semplice come ripulire un armadio, il cassetto, buttare fuori la spazzatura. Nel mio caso è successo pulendo una libreria. Sono rimasto stupito nello scoprire che potevo facilmente sbarazzarmi del 80% del suo contenuto.
- Eccitazione - Dopo la prima esperienza, un nuovo senso di eccitazione emerge. Gli armadi iniziano a svuotarsi, i pavimenti diventano spaziosi, la cantina assume una nuova forma. Si sviluppa l’obiettivo distinto di vivere una vita più semplice.
- Battuta d’arresto - Avete le prime battute d’arresto. Potrebbe essere il lavoro che vi toglie il tempo per adattarvi al minimalismo. Potrebbe essere anche un’emergenza familiare oppure qualcuno che vi chiede perché state facendo tutto ciò. A volte mentre cercate di sbarazzarsi di qualcosa, finite per comprare nuovamente cose nuove mettendo in discussione la vostra sanità mentale.
- Esaurimento - Passare tutto il tempo a riordinare la vita vi ha stancato. Trovare luoghi e persone a cui donare il superfluo è diventato frustrante. Il vostro entusiasmo è in declino e la vostra energia è in calo.
- Forza - Per la prima volta dopo anni ci si rende conto che in realtà ciò che è ancora a casa è quello di cui avete espressamente bisogno.
- Traguardo - Vi siete sbarazzati forse del 30%, 50%, 80% dei vostri beni materiali. Il posto sembra diverso e guardandolo vi sentite così bene. Una pacca sulla spalla per il lavoro ben fatto.
- Miglioramento - Nel corso dei prossimi mesi, mentre camminate intorno alla vostra casa è possibile trovare oggetti da rimuovere. Forse avevate paura di sbarazzarvene durante la prima cernita e guardandoli non sapete perché gli avete tenuti.
- Tentazioni – La vostra vecchia abitudine di acquistare si insinua a volte dietro l’angolo ed è pronta a cogliervi alla sprovvista.
- Insistere - Ricominciate dal punto 9 e 10.
- Capire che un corretto dimensionamento della vita non è una meta ma un viaggio. Il denaro non è un buon motivo per acquistare cose nuove. Possedere solo le cose veramente utili è una scelta che va oltre il conto in banca. Come prima cosa vi permette di sviluppare un maggior controllo su di voi. Avete raggiunto l’altro lato, che significa una padronanza personale fuori dall’immaginario. Non si tratta tanto di un determinato numero di beni fisici, ma una sana comprensione della posizione corretta delle cose materiali nella vostra vita. Siate liberi di affrontare questa crescita anche in altri settori della vostra vita cercando di crescere e sviluppare una versione migliore di voi stessi.
NOTA: Questo post trae spunto da The Life Cycle of a Minimalist
