Lavorare di meno e stare di più in famiglia. Utopia? A quanto pare no!

L’Europa produttiva vieta di lavorare oltre 40 ore settimanali

Sheryl Sandberg – chief operating officer di Facebook – lascia l’ufficio tutti i giorni alle 5.30 del pomeriggio per stare con i suoi figli. A quanto pare lo fa da anni, ma solo di recente la notizia è uscita allo scoperto.

Quello che  è folle, è nascondere la cosa visto che esistono un secolo di ricerche sul fatto innegabile che lavorare più di 40 ore settimanali riduce la produttività.

Agli inizi del 1900, Ford Motor Company condusse decine di test per scoprire le ore di lavoro ottimali per la produttività dei lavoratori. Ne venne fuori che lo “sweet spot” è di 40 ore alla settimana. Quando l’aggiunta di altre 20 ore prevedeva un lieve aumento della produttività, tale aumento durava solo per tre o quattro settimane, per poi crollare inesorabilmente.

I maniaci del lavoro (e la loro gestione profondamente sbagliata) possono soltanto che rivedere il piano di organizzazione delle attività lavorative.

Le persone che lavorano costantemente lunghe settimane, vengono “bruciate”. Come prima cosa iniziano ad avere problemi personali. In alcune società addirittura il numero dei divorzi viene usato come misura della produttività del gruppo.

Il divieto dell’Europa e la mia esperienza in azienda

Nei primi 10 paesi più competitivi al mondo (Svezia, Finlandia, Germania, Olanda, Danimarca e Regno Unito), è illegale chiedere più di 48 ore settimanali di lavoro

In altre parole, nessuno dovrebbe chiedere scusa per aver lasciato il posto di lavoro in un’orario ragionevole. 

Nell’ultimo anno in azienda ricordo che la multinazionale per cui lavoravo era appena stata assorbita da un’altra più grande. All’interno c’erano stati molti sconvolgimenti. Tra questi l’obbligo di fare almeno 1 ora di straordinario a settimana. Mi trovavo così a lavorare a volte anche 50 ore a settimana.

La cosa assurda è che nel frattempo gli introiti calavano, i clienti erano sempre più scontenti in quanto le nuove direttive erano controproducenti. Come se non bastasse, le poche volte che uscivo dall’ufficio alle 18 dopo essere entrato alle 8, la mia responsabile mi guardava sempre con uno sguardo che sembrava dirmi «Sicuro di voler uscire?»

4 Ore alla settimana. Possibile?

Passare da 40 ore a settimana a 4 è quasi utopistica come ipotesi ma non del tutto inapplicabile. Il noto libro di Timothy Ferriss (appunto 4 Ore Alla Settimana) spiega come Internet sia il miglior strumento con cui abbassare notevolmente le ore di lavoro senza intaccare minimamente la produttività. In fondo quante delle azioni che ogni giorno compiamo sul luogo di lavoro sono veramente necessarie?

2 Responses to Lavorare di meno e stare di più in famiglia. Utopia? A quanto pare no!
  1. Giobbe
    giugno 27, 2012 | 5:37 pm

    Be’, forse 4 ore è esagerato perchè sono convinto che, per molti mestieri, è fondamentale lavorare quanto sufficiente per imparare bene la professione e migliorare di continuo (anche se il libro citato non l’ho letto e potrebbe farmi cambiare idea).
    Ma sul fatto che abbassare il numero di ore lavorative aumenta la produttività sono pienamente d’accordo; esistono studi empirici dettagliati a sostegno della tesi.

    • Alessandro Cosimetti
      giugno 27, 2012 | 6:32 pm

      @Giobbe, ti dirò, ci sono anche persone che hanno volutamente ridotto non solo le ore di lavoro ma anche il proprio reddito imparando a vivere con il giusto. Questo fenomeno si chiama downshifting. Ne abbiamo parlato a Roma durante la presentazione del libro Ufficio di Scollocamento.

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Un curioso che sfrutta i risultati delle ricerche eseguite e divulgate nei luoghi non convenzionali. Aspirante downshifter. Minimalista (scusate se è poco!). Mi trovate anche su Facebook, Twitter e Google+.