Archivio di agosto 2007

Obesità genetica?

L’assistenza sanitaria per i portatori di obesità è in costante aumento nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo.

Leggo di una ricerca effettuata dagli scienziati dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cagliari (Inn-Cnr) in cui si evince che un gene denominato FTO (Fat Mass- And Obesity-Associated) sia una delle maggiori cause primarie di questa patologia.

Dallo stesso studio si capisce anche che l’obesità non è un problema correlato all’estrazione sociale di appartenenza. Molti penserebbero che più soldi si hanno e maggiore è la possibilità e quindi il rischio di acquistare troppi cibi e di abbuffarsene.

Le ricerche e gli studi sulle varie popolazioni prese a campione dicono esattamente il contrario. L’obesità è maggiormente presente in società economicamente medio-basse.

Si stima che in Italia l’obesità sia aumentata addirittura del 50% negli ultimi dieci anni. Potrebbe quindi essere il contrario, meno soldi ho, e meno investo su me stesso? Oppure non ritengo importante determinati aspetti culturali della società in cui vivo? In questo caso però l’estrazione sociale non ha importanza.

Personalmente ritengo utili questo tipo di ricerche, ma al tempo stesso però le considero anche controproducenti. Si sa, che la cattiva alimentazione molto spesso nasca da un uso errato che facciamo del cibo.

Quindi riempire la testa della gente snocciolando numeri, concetti e termini scientifici non credo che le aiuti molto. Se ho un problema di peso e leggo “Scoperto gene causa obesità” allora mi sentirò autorizzato a dire “Visto?! Non posso farci nulla, è questione di genetica, non dipende da me…pazienza!”

Credo possa essere più utile aiutare le persone a capire del perchè molte di esse facciano un uso errato del cibo. Studiando la Dieta a Zona, ho capito che il cibo è a tutti gli effetti un farmaco e come tale per farci raggiungere il perfetto equilibrio psicofisico, deve essere “dosato” esattamente come un qualsiasi farmaco creato in laboratorio.

Barry Sears, l’ideatore di questo stile alimentare, non ha inventato nuovi tipi di cibo (sarebbe praticamente impossibile), ma ha scoperto quale possa essere la giusta ripartizione calorica per i tre nutrienti principali: carboidrati, grassi e proteine.

Ha capito che soltanto assumendo, in termine calorici per il 40% i carboidrati, 30% grassi ed il restante 30% proteine, il nostro corpo poteva entrare in “zona” ossia in quello stato di benessere psicofisico generale.

In PNL, si dice spesso quanto sia importante conoscere la propria identità. Chi sei? Di cosa hai bisogno? Perchè ti abbuffi continuamente? Cosa deve compensare il cibo? Quale aspetto cerchi di alleviare mediante l’assunzione sproporzionata di cibo?
Se ti consideri gran mangiatore e se ritieni il cibo l’unica soluzione ai tuoi malumori interiori, rimarrai inchiodato ad un’identità troppo scomoda per te. Dicasi la stessa cosa per il fumatore che tenta di smettere di fumare.

Non credo sia utile, cercare il capro espiatorio altrove, tralasciando aspetti più importanti, come ad esempio la nostra mente. Come si spiegherebbero altrimenti i cambiamenti repentini di molte persone, che svegliandosi la mattina di colpo assumono inconsciamente nuove identità?

Qui entra in gioco l’inconscio, la motivazione e la capacità di fissarsi correttamente un obiettivo.

Cominciamo ad usare correttamente il nostro linguaggio su noi stessi, al fine di programmare la nostra mente al raggiungimento dei nostri traguardi, quale ad esempio applicare e mantenere un corretto stile alimentare.

Lavoriamo su noi stessi e non lasciamoci risucchiare da statistiche di massa come se fossimo un gregge di pecore tutte uguali!

Alessandro

Fumare inconsciamente

Proprio quest’oggi, ho letto sul portale dell’Ansa la notizia che in Gran Bretagna, si stamperanno sui pacchetti delle sigarette, immagini choc sugli effetti del fumo.
Qui di seguito la notizia:

GB: presto immagini- choc su fumo La campagna dovrebbe salvare da 2. 500 a 5 mila vite l’anno
(ANSA) – LONDRA, 29 AGO – Escalation anti-fumo in GB: sui pacchetti delle sigarette saranno stampate immagini-choc sui devastanti effetti del vizio del fumo.Foto di polmoni assaltati dal cancro, di tumori sul collo, di arterie bloccate, di cadaveri all’obitorio con sotto la scritta ‘i fumatori muoiono giovani’: il governo britannico ha deciso che questo materiale visivo sia obbligatoriamente stampato, dal 1 gennaio del 2009. Si stima che la campagna dovrebbe salvare da 2.500 a 5 mila vite all’anno.

Nient’altro è che un tentativo, ancora più macabro di far smettere di fumare. Non credo che i messaggi sui pacchetti abbiano sortito qualche effetto positivo. E non credo che le multinazionali produttrici di sigarette, abbiano avuto flessioni sulle loro vendite.

Ma allora cosa si potrebbe fare per togliere il vizio del fumo?

Premetto che non sono un fumatore, e non lo sono mai stato, ma non capisco perchè ogni volta che dico di non esserlo, mi sento rispondere sistematicamente: “Beato te!”.

Cosa significa? Non credo che nessuno punti una pistola alla tempia ad un’altro, per fargli accendere una sigaretta!
Direi quindi, che sono le solite frasi di circostanza, dette tanto per alleviare un possibile senso di colpa (sempre che ce ne sia).

Quante se ne sono invetate le industrie farmaceutiche? Cerotti, spry, filtri, sigarette finte, ecc.
Risultato? Esattamente come prima, con la sigaretta in bocca.

Una cosa ho notato spesso e devo dire che la cosa è avvenuta quasi casualmente. Soltanto dopo però ne ho capito veramente il motivo.

Mi è capitato molte volte di conoscere persone che hanno smesso di fumare all’improvviso. La PNL (Programmazione Neurolinguistica) da una serie di studi compiuti nei suoi decennali anni di esistenza, ha capito che i veri cambiamenti, positivi o negativi che siano, avvengono sempre all’istante.

Le fobie ne sono un perfetto esempio. Entrano con immediatezza nella mente e invece di tentare di eliminarle, molto spesso scegliamo di conviverci, di renderle parte integrante della nostra identità.

Ora entriamo nel vivo del discorso. L’identità è ciò che riteniamo di essere, e ne siamo talmente convinti che anche il nostro inconscio se ne fa una ragione. Siamo noi a programmarlo in questo modo!

Hai presente le persone che vogliono mettersi a dieta?

Ho studiato vari stili alimentari, tra cui la Dieta a Zona e la Dieta Metabolica. Mi capita spesso quindi di avere amici o conoscenti che mi chiedono di prescrivergli una dieta appunto.

La prima cosa che faccio è chiedergli se davvero sono convinti di dimagrire. Certo, apparentemente la risposta sembrerebbe essere scontata, ma vi assicuro che non è così.

Se la loro identità di una persona che si ritiene un gran mangiatore, un degustatore, colui che mette al primo posto della sua classifica dei piaceri il cibo, non andiamo bene.

Se ti ritieni tale, se non ti importa nulla dell’aspetto esteriore e ne tanto meno di danneggiare la tua salute, non vedo perchè tu debba metterti a dieta. Sarei il primo a sconsigliartelo!

Stesso discorso per chi voglia smettere di fumare.

Ti ritieni un gran fumatore? Il fumo è l’unico modo che consideri efficace per alleviare determinati stati emotivi? Non hai nessun interesse per la tua salute? Allora continua pure. Perchè smettere?

Capisci tu stesso quindi che è l’identità l’elemento dove si deve lavorare, come del resto il fatto di capire come manipolare i nostri sensi di percezione. Se fumo, è perchè al fumo ho abbinato piacere, se mangio un dolce è perchè il piacere che provo nel farlo, non è lo stesso che potrei provare con dell’insalata.

Quindi soltanto operando sulla nostra mente, possiamo rendere piacevole ciò che al momento non riteniamo tale e fare esattamente il contrario con tutto ciò che vogliamo non faccia più parte di noi stessi.

Ripeto, le fobie nascono all’istante e vi rimangono anche per sempre, se non facciamo nulla per annientarle. Non bisogna conviverci, ma eliminarle e sostiruirle con qualcosa che ci faccia star bene.

Molte volte sono proprio quelle persone, che per cause apparentemente sconosciute, rifiutano all’improvviso la sigaretta, provando disgusto soltanto nel sentirne l’odore.

Il motivo? Non lo sanno, o meglio, credono di non saperlo. Ma è avvenuto qualcosa nel loro inconscio, e non è certo qualcosa di magico!

Alessandro Cosimetti

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