Agosto 2007
Monthly Archive
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Posted by Alessandro Cosimetti on 30 Ago 2007 | Tagged as: smettere di fumare, motivazione, alimentazione, obiettivi, pnl
L’assistenza sanitaria per i portatori di obesità è in costante aumento nel nostro Paese, ma anche nel resto del mondo.
Leggo di una ricerca effettuata dagli scienziati dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Cagliari (Inn-Cnr) in cui si evince che un gene denominato FTO (Fat Mass- And Obesity-Associated) sia una delle maggiori cause primarie di questa patologia.
Dallo stesso studio si capisce anche che l’obesità non è un problema correlato all’estrazione sociale di appartenenza. Molti penserebbero che più soldi si hanno e maggiore è la possibilità e quindi il rischio di acquistare troppi cibi e di abbuffarsene.
Le ricerche e gli studi sulle varie popolazioni prese a campione dicono esattamente il contrario. L’obesità è maggiormente presente in società economicamente medio-basse.
Si stima che in Italia l’obesità sia aumentata addirittura del 50% negli ultimi dieci anni. Potrebbe quindi essere il contrario, meno soldi ho, e meno investo su me stesso? Oppure non ritengo importante determinati aspetti culturali della società in cui vivo? In questo caso però l’estrazione sociale non ha importanza.
Personalmente ritengo utili questo tipo di ricerche, ma al tempo stesso però le considero anche controproducenti. Si sa, che la cattiva alimentazione molto spesso nasca da un uso errato che facciamo del cibo.
Quindi riempire la testa della gente snocciolando numeri, concetti e termini scientifici non credo che le aiuti molto. Se ho un problema di peso e leggo “Scoperto gene causa obesità” allora mi sentirò autorizzato a dire “Visto?! Non posso farci nulla, è questione di genetica, non dipende da me…pazienza!”
Credo possa essere più utile aiutare le persone a capire del perchè molte di esse facciano un uso errato del cibo. Studiando la Dieta a Zona, ho capito che il cibo è a tutti gli effetti un farmaco e come tale per farci raggiungere il perfetto equilibrio psicofisico, deve essere “dosato” esattamente come un qualsiasi farmaco creato in laboratorio.
Barry Sears, l’ideatore di questo stile alimentare, non ha inventato nuovi tipi di cibo (sarebbe praticamente impossibile), ma ha scoperto quale possa essere la giusta ripartizione calorica per i tre nutrienti principali: carboidrati, grassi e proteine.
Ha capito che soltanto assumendo, in termine calorici per il 40% i carboidrati, 30% grassi ed il restante 30% proteine, il nostro corpo poteva entrare in “zona” ossia in quello stato di benessere psicofisico generale.
In PNL, si dice spesso quanto sia importante conoscere la propria identità. Chi sei? Di cosa hai bisogno? Perchè ti abbuffi continuamente? Cosa deve compensare il cibo? Quale aspetto cerchi di alleviare mediante l’assunzione sproporzionata di cibo?
Se ti consideri gran mangiatore e se ritieni il cibo l’unica soluzione ai tuoi malumori interiori, rimarrai inchiodato ad un’identità troppo scomoda per te. Dicasi la stessa cosa per il fumatore che tenta di smettere di fumare.
Non credo sia utile, cercare il capro espiatorio altrove, tralasciando aspetti più importanti, come ad esempio la nostra mente. Come si spiegherebbero altrimenti i cambiamenti repentini di molte persone, che svegliandosi la mattina di colpo assumono inconsciamente nuove identità?
Qui entra in gioco l’inconscio, la motivazione e la capacità di fissarsi correttamente un obiettivo.
Cominciamo ad usare correttamente il nostro linguaggio su noi stessi, al fine di programmare la nostra mente al raggiungimento dei nostri traguardi, quale ad esempio applicare e mantenere un corretto stile alimentare.
Lavoriamo su noi stessi e non lasciamoci risucchiare da statistiche di massa come se fossimo un gregge di pecore tutte uguali!
Alessandro
http://www.obesita-genetica-identita.eoltt.com
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Posted by Alessandro Cosimetti on 29 Ago 2007 | Tagged as: smettere di fumare, alimentazione, pnl
Proprio quest’oggi, ho letto sul portale dell’Ansa la notizia che in Gran Bretagna, si stamperanno sui pacchetti delle sigarette, immagini choc sugli effetti del fumo.
Qui di seguito la notizia:
GB: presto immagini- choc su fumo La campagna dovrebbe salvare da 2. 500 a 5 mila vite l’anno
(ANSA) - LONDRA, 29 AGO - Escalation anti-fumo in GB: sui pacchetti delle sigarette saranno stampate immagini-choc sui devastanti effetti del vizio del fumo.Foto di polmoni assaltati dal cancro, di tumori sul collo, di arterie bloccate, di cadaveri all’obitorio con sotto la scritta ‘i fumatori muoiono giovani’: il governo britannico ha deciso che questo materiale visivo sia obbligatoriamente stampato, dal 1 gennaio del 2009. Si stima che la campagna dovrebbe salvare da 2.500 a 5 mila vite all’anno.
Nient’altro è che un tentativo, ancora più macabro di far smettere di fumare. Non credo che i messaggi sui pacchetti abbiano sortito qualche effetto positivo. E non credo che le multinazionali produttrici di sigarette, abbiano avuto flessioni sulle loro vendite.
Ma allora cosa si potrebbe fare per togliere il vizio del fumo?
Premetto che non sono un fumatore, e non lo sono mai stato, ma non capisco perchè ogni volta che dico di non esserlo, mi sento rispondere sistematicamente: “Beato te!”.
Cosa significa? Non credo che nessuno punti una pistola alla tempia ad un’altro, per fargli accendere una sigaretta!
Direi quindi, che sono le solite frasi di circostanza, dette tanto per alleviare un possibile senso di colpa (sempre che ce ne sia).
Quante se ne sono invetate le industrie farmaceutiche? Cerotti, spry, filtri, sigarette finte, ecc.
Risultato? Esattamente come prima, con la sigaretta in bocca.
Una cosa ho notato spesso e devo dire che la cosa è avvenuta quasi casualmente. Soltanto dopo però ne ho capito veramente il motivo.
Mi è capitato molte volte di conoscere persone che hanno smesso di fumare all’improvviso. La PNL (Programmazione Neurolinguistica) da una serie di studi compiuti nei suoi decennali anni di esistenza, ha capito che i veri cambiamenti, positivi o negativi che siano, avvengono sempre all’istante.
Le fobie ne sono un perfetto esempio. Entrano con immediatezza nella mente e invece di tentare di eliminarle, molto spesso scegliamo di conviverci, di renderle parte integrante della nostra identità.
Ora entriamo nel vivo del discorso. L’identità è ciò che riteniamo di essere, e ne siamo talmente convinti che anche il nostro inconscio se ne fa una ragione. Siamo noi a programmarlo in questo modo!
Hai presente le persone che vogliono mettersi a dieta?
Ho studiato vari stili alimentari, tra cui la Dieta a Zona e la Dieta Metabolica. Mi capita spesso quindi di avere amici o conoscenti che mi chiedono di prescrivergli una dieta appunto.
La prima cosa che faccio è chiedergli se davvero sono convinti di dimagrire. Certo, apparentemente la risposta sembrerebbe essere scontata, ma vi assicuro che non è così.
Se la loro identità di una persona che si ritiene un gran mangiatore, un degustatore, colui che mette al primo posto della sua classifica dei piaceri il cibo, non andiamo bene.
Se ti ritieni tale, se non ti importa nulla dell’aspetto esteriore e ne tanto meno di danneggiare la tua salute, non vedo perchè tu debba metterti a dieta. Sarei il primo a sconsigliartelo!
Stesso discorso per chi voglia smettere di fumare.
Ti ritieni un gran fumatore? Il fumo è l’unico modo che consideri efficace per alleviare determinati stati emotivi? Non hai nessun interesse per la tua salute? Allora continua pure. Perchè smettere?
Capisci tu stesso quindi che è l’identità l’elemento dove si deve lavorare, come del resto il fatto di capire come manipolare i nostri sensi di percezione. Se fumo, è perchè al fumo ho abbinato piacere, se mangio un dolce è perchè il piacere che provo nel farlo, non è lo stesso che potrei provare con dell’insalata.
Quindi soltanto operando sulla nostra mente, possiamo rendere piacevole ciò che al momento non riteniamo tale e fare esattamente il contrario con tutto ciò che vogliamo non faccia più parte di noi stessi.
Ripeto, le fobie nascono all’istante e vi rimangono anche per sempre, se non facciamo nulla per annientarle. Non bisogna conviverci, ma eliminarle e sostiruirle con qualcosa che ci faccia star bene.
Molte volte sono proprio quelle persone, che per cause apparentemente sconosciute, rifiutano all’improvviso la sigaretta, provando disgusto soltanto nel sentirne l’odore.
Il motivo? Non lo sanno, o meglio, credono di non saperlo. Ma è avvenuto qualcosa nel loro inconscio, e non è certo qualcosa di magico!
Alessandro Cosimetti
http://www.fumare-inconsciamente-identita.eoltt.com
Posted by Alessandro Cosimetti on 28 Ago 2007 | Tagged as: comunicazione
E’ disponibile sul sito di Crescita-Interiore.com il Mini Corso gratuito “Comunicare” per tutti coloro che senza impegno si registreranno alla Newsletter “Comunicazione”.
Imparare a comunicare efficacemente è fondamentale per entrare in rapport con chiunque abbiamo difronte.
Trasmettere le nostre idee, i benefici di un prodotto che vogliamo vendere, ma anche capire gli schemi linguistici del nostro interlocutore, estrapolandone i filtri di percezione della realtà.
Queste ed altre ancora, sono tecniche essenziali per tutti coloro che vogliono persuadere i propri clienti nel lavoro ma anche per sedurre con successo nella vita privata.
Per la Comunicazione vi rimando anche al mio precedente articolo “Comunicazione efficace”.
Vi aspetto!
Alessandro
http://www.corso-gratis-comunicare.eoltt.com
Posted by Alessandro Cosimetti on 26 Ago 2007 | Tagged as: comunicazione, blog, business
I blog sono uno strumento che ormai da qualche anno hanno fatto ingresso nella nostra società.
La voglia di comunicare di interagire e di farsi conoscere hanno trovato in esso un grande alleato. Aprire un blog è un qualcosa di molto semplice ed immediato.
Ci sono piattaforme gratuite che ti permettono in pochi passaggi di essere già online.
Non serve neanche un proprio dominio, ma qualora tu volessi renderlo più professionale e crearci un business, sarebbe opportuno prendere in considerazione l’idea di acquistarne uno.
Non puoi decidere quanto possa essere grande, ossia che dimensioni dargli. Se scrivi cose che piacciono ad un vasto pubblico, inevitabilmente il tuo blog diverrà uno spazio di uso comune per tanti altri.
Il web è un enorme oceano di persone, ma a volte senza rendertene conto puoi arrivare a toccare il cuore della gente con molta facilità, questo soltanto se riuscirai a presentare a loro ciò di cui hanno bisogno, o semplicemente condividendo le stesse idee, le stesse esperienze di vita.
Molto comuni e di grande utilizzo sono i blog di madri, di donne che hanno vissuto una certa esperienza, anche un momento non facile per loro.
Qualsiasi cosa tu voglia parlare nel tuo blog, sappi che la sincerità e l’onesta saranno gli unici elementi a te necessari per renderlo il più popolare possibile.
In America inizialmente (successivamente anche nel resto del mondo), i blog hanno cominciato a coinvolgere ed accomunare sempre più nuove argomentazioni: dalla politica, alle multinazionali, fino ai privati che li usano come hobby.
Molti politici per le loro campagne elettorali, hanno raccolto con i blog, più soldi che in qualsiasi altro modo. Dare voce alla gente premia sempre!
Non potrebbe essere diversamente. Se vuoi presentare un programma politico, devi confrontarti con la popolazione, perchè saranno loro che un domani “subiranno” le leggi che verranno presentate.
E’ a loro che i politici dovrebbero rivolgersi, chiedere, sapere cosa non va e cosa vorrebbero migliorare. Se non danno parola al popolo, a chi dovrebbero rivolgersi?
Spesso mi domando come possano i politici capire le esigenze dei cittadini se loro stessi non vivono nella medesima situazione. Como possono capire quanto sia difficile pagarsi un mutuo, quando loro hanno le case degli enti a gratis!
Potranno mai immedesimarsi in un lavoratore precario quando soltanto per presiedere pochi minuti in Parlamento, e per giunta per pochi giorni al mese, si prendono una barca di soldi?!
Questa è ipocrisia allo stato puro!
Le campagne elettorali che in passato, seppur utilizzando un blog hanno fatto fiasco, sono appunto quelle che non lasciavano possibilità al lettore di commentare i vari post (articoli). Il perchè? Semplice, si ha paura di probabili commenti negativi.
Ma questo è il gioco è chi vuole far parte di questa realtà deve assumersi il rischio anche di imbattersi in qualcuno che non la pensi come lui.
I lettori lo capiscono quando un blog non è sincero, proprio perchè leggono soltanto articoli e commenti acconsensienti. E’ praticamente impossibile, trattare determinati argomenti senza “scontrarsi” con realtà differenti.
Se parlo di pena di morte su un blog, potrò mai raccogliere soltanto commenti favorevoli o meno? Assolutamente no, il mondo è vario, ed anche in una realtà più piccola, come in un paese, è impossibile trovarsi tutti d’accordo.
Le grandi aziende hanno capito che “umanizzarsi” gli avrebbe dato l’opportunità di fidelizzare i propri clienti. Molte di loro in passato hanno creato blog ingannevoli, dove appunto le stesse persone pagate dall’azienda, commentavano soltanto in toni positivi.
Sembrava una gran furbata, fino a quando un cliente come un altro, samascherò tutto il sistema messo in piedi da una nota azienda, commentando negativamente un loro prodotto, ed elencandone tutti i difetti.
Nel giro di pochi giorni la notizia fece il giro del Paese, le vendite crollarono, ma la beffa non fu soltanto questa. L’azienda a questo punto dovette scrivere nel proprio blog che avrebbe risolto la problematica.
Naturalemtne le costò moltissimi soldi, ma era l’unico modo per non perdere la faccia.
Quindi ricordati sempre di essere veritiero e sincero. Io ad esempio molto spesso realizzo i miei post sulla base di corsi, video-corsi e libri da me visionati e studiati.
Sarebbe folle parlarti di un libro ad esempio senza averlo mai letto. Cosa potrei rispondere ad una persona che commenta il mio articolo e mi fa domande sull’autore o sugli argomenti che tratta?
Al tempo stesso trovo sia giusto commentare anche materiale non di mio gradimento, spiegando naturalmente del perchè non lo ritenga valido.
Il web italiano, è pieno di mie recensioni. Per ogni libro che leggo ne lascio una, perchè al tempo stesso quando voglio acquistarne uno, vado sempre alla ricerca di commenti e suggerimenti di chi lo ha già letto.
Certo se sono desideroso di leggere un certo testo, non mi faccio influenzare più di tanto e lo acquisto lo stesso. A limite una volta letto potrò dire “beh in effetti aveva ragione”, ma spesso si trovano anche commenti e recensioni contraddittorie tra loro.
Questo è il bello della diversificazione popolare. Pensa che tristezza se tutti la pensassimo allo stesso modo. Sarebbe praticamente impossibile nel tempo crescere e migliorarsi.
La scorsa settimana in aereo ho letto un testo che parla appunto dei blog e che ha proprio come titolo Blog!
E’ un testo scritto da David Kline un noto giornalista, scrittore e consulente americano, nonchè corrispondente per il New York Times, e da Dan Burstein, giornalista anche lui della medesima testata giornalistica, con un passato decennale presso i consigli di amministrazione di varie società mediatiche e di new technology.
Il testo spazia su tutta una miriade di tematiche. Dai blog politici, a quelli delle grandi multinazionali (come Microsoft) , a quelli privati, di ex attori di successo, perfetti sconosciuti che hanno reso il loro spazio web popolare in tutta la nazione.
E’ interessante vedere come determinati aspetti siano comuni in tutti i blog nonostante siano di generi differenti. I migliori, ora figurano nella Top 50 di Technorati (classifica mondiale dei blog più popolari).
Sia che si parli di politica, economia, tecnologia, letteratura, ed altro, ciò che li rende popolari sono sempre la sincerità, l’essere veri e reali, e soprattutto dare spazio e modo alla gente di dire la propria opinione, di comunicare ed interagire con noi stessi e tra di loro.
Se oggi i blog, riescono ad insediare le grandi testate giornalistiche, beh, un motivo ci sarà. Sappiamo tutti, che in qualsiasi parte del mondo, ci saranno sempre società strumentalizzate dalla stampa. E’ un mezzo talmente potente che fa gola a chiunque voglia emergere e controllare una popolazione.
I blog in questo caso sono la rivincita di chi no ha voce in capitolo, di colui alla quale hanno imbavagliato la bocca affinchè non dicesse cose “scomodi”.
Puoi scrivere un post o un commento senza essere soggetto di nessuna revisione redazionale. Scrivi e sei subito online!
Un solo commento, potrebbe non fare paura, ma tante voci insieme, che convergono e spingono dalla stessa parte, quelle si che fanno tremare le gambe!
Lo hanno capito le grandi multinazionali che ora si guardano bene dall’alienare i propri clienti. Ora li rendono partecipi, usano i loro blog per monitorare il mercato, per raccogliere commenti, sensazioni, problematiche, al fine di creare ed offrire il prodotto ideale, quello di cui la gente non potrà farne a meno!
Io nel mio piccolo faccio la stessa cosa. Annuncio un certo mio prodotto, chiedendo a chi mi legge se fosse interessato a ciò che voglio fare, cosa cerca in particolare, se abbia già avuto esperienze con altri prodotti similari e del perchè non si sia trovato bene con quelli.
Sono informazioni troppo importanti per non essere raccolte. Se non facciamo marketing prima di relizzare un qualsiasi nostro progetto, come potremmo mai sapere se effettivamente possa interessare a qualcuno?
I blog, sono usati anche per fare business, quindi facciamo in modo che possano veramente renderci dei soldi, usiamo la testa, il cuore, e diamo spazio agli altri.
Io nel mio ad esempio, do l’opportunità a chiunque di parlare liberamente e di pubblicare un proprio post, offrendo il mio spazio web affinchè trattino tematiche in linea con tutto il resto del blog.
Voglio sapere cosa pensino gli altri. Questa è un partita che non si può giocare da soli. Se volessi custodire gelosamente i miei pensieri, evitando il confronto con gli altri, allora mi limiterei ad un diario personale.
Ma se ho scelto il web come strumento di propaganda, devo accettare le rogole del gioco.
Mi apro agli altri, e spero che altrettanto facciano loro perchè è mio interesse crescere e migliorare.
Alessandro
http://www.blog-libero-parlare.eoltt.com