Gli alibi anti progresso
Sabato, Settembre 15th, 2007Una delle tante scusanti, adottate dalle persone per non intraprendere una nuova professione lavorativa è quella di associare il loro insuccesso ad un luogo ben specifico.
Piuttosto che ammettere di avere delle grosse lacune, limiti, timori, o meglio ancora di farsela addosso, preferiscono trovarsi degli alibi. In effetti è facile crearsene qualcuno, basta iniziare ogni frase in questa maniera:
“Mi piacerebbe, ma sai…”
Ho riscontrato questo fenomeno non soltanto sul mondo del lavoro, ma anche ad esempio, da parte di chi non vuole assolutamente mettersi a dieta o voglia smettere di fumare.
Potrei scriverci un libro, perchè sono davvero incredibili, ma al tempo stesso anche divertenti. Magari un giorno lo farò, perchè sono così “simpaticamente assurde” che magari potrei anche eguagliare il successo del libro delle barzellette di Francesco Totti.
Scherzi a parte, molto spesso noto amici o semplici conoscenti che si “arrampicano” sugli specchi pur di trovare una valida (secondo loro) motivazione per non fare una certa cosa.
Ho amici che si lamentano della pancetta di troppo e dicono “vorrei mettermi a dieta, mangiare in maniera più salutare, ma sai…non ho tempo”.
Questa è una delle scuse più ricorrenti sull’alimentazione. Ma se non hai tempo a disposizione per nutrirti correttamente, significa che sei talmente indaffarato da non trovare nell’arco della tua giornata, un solo minuto per mettere qualcosa nello stomaco?
Caspita, allora dovresti essere magrissimo, sotto peso, e non dovresti neanche reggerti in piedi! Invece li vedi che si muovono trascinando la loro bella “zavorra” e spesso a ruminare per quasi tutto il giorno.
Allora, non prendiamoci in giro, o meglio “non prenderti in giro da solo!”
La coerenza innanzi tutto. Se non vuoi mantenere il tuo peso ideale, va bene, ci mancherebbe altro, ognuno è libero di fare quel che ritiene meglio per se stesso, ma per lo meno ammetti che non hai voglia di intraprendere nessuna dieta.
Ammirerei una persona che mi dicesse:
“Alessandro, concordo con te nel dire che una sana alimentazione porti molteplici benefici nella nostra vita, ma io amo talmente tanto mangiare che sono disposto anche a correre il rischio di danneggiare la mia salute!”
Ecco, dinnanzi ad una persona che mostra coerenza e consapevolezza non posso che stringergli la mano, nonostante abbia vedute divergenti alle mie.
Nell’ambito lavorativo, avviene la stessa identica cosa. Nei miei otto anni presso la multinazionale dove lavoravo prima, ho incontrato e discusso con molti miei ex colleghi sull’insoddisfazione che si ha, nello svolgere un’attività lavorativa non di nostro interesse e non appagante neanche sul piano economico.
A loro raccontavo dei miei progetti, dei studi che facevo e che ora posso dire che mi hanno permesso di presentare mesi fa le dimissioni in azienda.
Parlavo di ciò che studiavo e di come lo avrei realizzato. Sai cosa mi sentivo rispondere in merito?
“Si, non sarebbe male, è un’ottima idea, ma sai…qui non stiamo in America!”
E’ incredibile come si possano sentire frasi di questo genere, anche da parte di chi ad esempio, ha sempre mostrato un certo disprezzo per gli Stati Uniti. Ora io mi chiedo una cosa.
Ma se l’America è un Paese dove chiunque può ottenere grandi risultati per il semplice fatto di viverci, come mai anche da loro ci sono dei senzatetto, famiglie indebitate, dipendenti stressati, squattrinati di ogni genere, insomma le stesse cose che abbiamo anche noi qui in Italia? Stando a ciò che spesso sento dire, dovrebbe essere una nazione di tanti milionari o sbaglio?
Allora, facciamo una distinzione perchè c’è molta confusione in merito. Posso concordare con il metodo di tassazione differente, ma una persona priva di idee, demotivato, senza un minimo di formazione, lo puoi far vivere in ogni angolo del mondo, ma puoi stare certo che non combinerà un bel niente.
Spesso ai miei ex colleghi chiedevo: “Scusa tanto, cosa vorresti farmi credere, che se vivessi in America saresti ricco sfondato?!”.
Se parliamo di stili di vita, potrei anche trovarmi in parte d’accordo, se discutiamo di nuove opportunità anche, ma resta sempre il fatto che se ad un’incapace che non sa guidare neanche un monopattino, gli dai la migliore monoposto da F1, non credo che si aggiudicherà mai un Gran Premio.
Mancherà sempre qualcosa!
Tra le mia passioni c’è l’e-commerce e l’info marketing. Svolgere queste attività negli Stati Uniti e molto più semplice rispetto all’Italia, e questo perchè loro stanno molto più avanti di noi su questo argomento.
Il motivo però non è riconducibile al luogo in cui si vive, ma bensì ad una semplice questione di costumi ed abitudini commerciali. Il web è nato da loro, ed è normale che stiano avanti rispetto a noi, come metodi applicativi.
Tutto ciò che noi viviamo e sperimentiamo da noi in questo momento, loro lo hanno vissuto ed usato già da parecchio tempo.
Questo è risaputo, ma non è certo un limite. Internet ci permette di aggiornarci, relazionarci con loro e studiare il loro stesso materiale didattico.
Ti dirò di più, qui in Italia fortunatamente, abbiamo dei “pionieri” che si formano direttamente in America per stare al passo con i tempi, e naturalmente per essere anche i primi ad utilizzare determinati metodi di guadagno qui, nel nostro Paese.
Certo, si fanno pagare, ed è giusto che sia così, perchè a chiunque acquisterà i loro prodotti, non solo permetteranno di avere materiale con cui studiare e formarsi completamente in italiano, ma gli eviteranno anche di affrontare un viaggio presso un’altro continente, e non è cosa da poco!
Quindi ripeto è soltanto una questione di costumi e di tempo, qui in Italia pian piano ci stiamo “allineando” a queste nuove realtà anche noi.
Anni fa non ci saremmo mai sognati di acquistare biglietti di aerei, prenotare alberghi, acquistare prodotti cosmetici, partecipare a delle aste ed altro ancora tramite internet.
In fondo anche noi abbiamo i nostri punti di forza. Se volessi fare un business con la pasta o la pizza, a chi credi mi dovrei ispirare? Sicuramente al Paese dove questo prodotto è nato, non credi? La moda? Il Made in Italy? Tutto sta al tipo di utilizzo che ne facciamo di determinate informazioni.
C’è da valutare anche il rovescio della medaglia. Se sarai uno dei primi a fare una certa cosa, quando tutti gli altri si accorgeranno della grande opportunità che si cela dietro ad un nuovo business, tu sarai nettamente in vantaggio rispetto a loro.
Tutto ciò si tramuterà in…beh credo tu possa immaginarlo da solo!
Insomma da quel che si potrebbe considerare un limite, in realtà se solo lo volessimo potremmo trarne un vantaggio pazzesco!
Alessandro Cosimetti


