Archivio di marzo 2008
AdSense: una volta tanto, sei tu ad essere pagato!
Come dice il titolo di questo post, questa volta sarai tu ad essere pagato.
Di cosa sto parlando? Di GOOGLE!
Il popolare motore di ricerca (il più utilizzato nell’intera rete di internet) ha fatturati da capogiro, grazie a tutta una serie di servizi che offre ai suoi utenti.
Di quest’ultimi, fanno parte anche gli inserzionisti, ovvero coloro che pagano per ogni click che i navigatori eseguono per visionare i contenuti dei loro annunci pubblicitari.
E’ il famoso sistema PayPerClick!
Se non conosci questo sistema o se vuoi degli esempi pratici, ti consiglio di leggere questo Report Gratuito:
==>Google AdWords Corso Gratuito
Per incrementare la visibilità di tutti gli annunci, Google, ha ben pensto di sfruttare anche le pagine dei siti/blog che non sono di loro proprietà.
In poche parole, paga tutti coloro che accettano di far visualizzare gli annunci che i vari inserzionisti creano con AdWords, nei loro spazi web.
Anche in questo caso i pagamenti, vengono effettuati per click.
L’utente entra nel tuo sito (o blog), vede l’annuncio, lo clicca e tu automaticamente percepisce la provvigione.
Il sistema in questione, si chiama AdSense.
La genialità, sta nella scansionatura automaticamente del contenuto delle pagine web dove verranno inseriti i codici AdSense.
Così facendo verranno visualizzati soltanto gli annunci (testuali o illustrati) pertinenti al pubblico e al sito, con una tale precisione che i lettori li troveranno estremamente utili.
Cosa significa questo? Ti faccio un esempio!
Diciamo che tu hai un sito in cui parli di scarpe. AdSense in questo caso si accorgerà della tipologia di argomenti che tratti, ed inserirà annunci che parlino soltanto di scarpe.
Capisci tu stesso, che un utente che entra nel tuo sito, dove parli di scarpe, sarà più motivato a cliccare su un annuncio che tratti il suo argomento di interesse.
In questo caso, parliamo di PERTINENZA, molto importante!
Molti utilizzano questo sistema, ma non tutti, possono essere soddisfatti dei risultati che ottengono.
Anche io, lo utilizzo nel mio blog, ma ti confido una cosa…lo stavo per togliere!
Sai, i guadagni erano davvero miseri, ed ho pensato: “AdSense non fa per me!”
Poi, per curiosità ho letto un’altro Report Gratuito, che ha fatto chiarezza su tutta una serie di aspetti alla quale non avevo dato nessuna importanza.
Anche in questo caso, ti consiglio di visionarlo, qualora tu fossi interessato a questo sistema di guadagno:
Ed ho capito che per quanto il sistema sia semplice, necessita pur sempre di qualche accortezza.
Infatti ci sono siti che riescono a guadagnare cifre che vanno dai 1000 ai 10.000 dollari al mese, ma altri che si limitano a qualche centesimo al giorno….una differenza dovrà pur esserci!
Alessandro Cosimetti
Dove si può imparare a scrivere?
Eppure avevo “cinque” nello scritto…!
Ebbene si, ai tempi della scuola, avevo un abbonamento con il numero “5″.
Ogni compito in classe di italiano, era contraddistinto da questo numero, accompagnato da un commento del tipo:
“Buoni i contenuti ma mediocre la forma espositiva”
In poche parole non ero in grado di comunicare efficacemente mediante la pratica della scrittura.
Tutte le volte che consegnavo un tema all’insegnante, dentro di me pensavo…”Questa volta ci siamo!”
E invece, immancabilmente arrivava la stessa sentenza. Tanto impegno, voglia di fare, di migliorare, ma niente.
Avevo “cinque” nello scritto…!
Allora mi rivolgevo all’insegnate per sapere come potevo migliorare. Mi rispose che per migliorare lo scritto, non bisognava studiare.
Come? Vengo a scuola per imparare e lei mi diceva che frequentandola non avrei mai migliorato il mio modo di scrivere?!
Studiavo la grammatica, facevo analisi logica, quella strutturale…
Alla fine avevo sempre ”cinque” nello scritto….
Sai, a distanza di anni posso affermare con assoluta certezza, che la scuola non mi sia servita assolutamente a niente. Ma di una cosa, devo ringraziare un insegnante.
Sto parlando naturalmente, della mia insegnante di italiano. La stessa che mi disse che lo scritto non si migliora studiando. Mi disse una sola cosa, che ricordo come se fosse accaduta ieri:
“Se vuoi migliorare lo scritto, l’unica cosa che puoi fare è LEGGERE TANTO!”
Se ci pensi bene, è una cosa tanto scontata quanto trascurata. Se voglio imparare a fare il meccanico, l’unica cosa che posso fare è stare vicino ad un meccanico che abbia esperienza ed osservarlo mentre lavora. Stessa cosa se voglio imparare il mestiere dell’idraulico, dell’elettricista, e via discorrendo.
Sai come si dice…”Rubare il mestiere con gli occhi!”
Quindi, se voglio imparare a scrivere, devo osservare il lavoro di chi è abile nel farlo. Non potendo stare vicino a degli scrittori mentre scrivono (oltre tutto li disturberei) l’unica cosa che posso fare è visionare (quindi leggere) i loro lavori.
E così, ogni estate mi sceglievo dei libri di mio gradimento ed impegnavo parte delle mie vacanze scolastiche, nella loro lettura (mai leggere libri che trattino argomenti NON di nostro interesse!).
Scrivere è sinonimo di comunicazione. Scrivere significa trasmettere i nostri pensieri. Scrivere è una forma di denuncia sociale. Scrivere serve per farsi conoscere. Scrivere, significa espandersi in maniera virale.
In questo ultimo caso la si può migliorare soltanto leggendo spesso. Ritagliati sempre qualche minuto della tua giornata per leggere qualcosa (io ad esempio spesso pratico il Reading & Walk). Approfitta anche della presenza sulla rete di un’infinità di blog. Oggi ne trovi talmente tanti che trattano argomenti di ogni genere.
Soprattutto, se vuoi utilizzarla per scopi commerciali, fai come faccio io quando cammino per strada. Osserva e studia i cartelloni pubblicitari e presta particolare attenzione al modo con cui comunicano un certo servizio.
Una pubblicità efficace, è quella che saprà persuadere i propri lettori e che li porterà a compiere una certa azione. Gli scrittori, che riescono in questa pratica, vengono definiti copywriter.
Quest’ultimi hanno trovato terreno fertile anche nel web. Registrati a qualche loro news letter. Osserva le loro email, e studia il modo (e i tempi) con cui scrivono ai loro clienti.
Sulla base di quest’ultima definizione, mi verrebbe da pensare che se vuoi fare soldi, devi imparare a scrivere (e quindi leggere tanto!).
Alessandro Cosimetti
Rompere e ricostruire nuovi Schemi Mentali
Ci sono azioni che il nostro cervello comanda direttamente al nostro corpo. Nascono dall’esperienza, dalla consapevolezza, da un riscontro del passato.
La mente le assimila, le elabora e ne trae un insegnamento che richiama in altri momenti della vita.
Sono sicuro, che se ti avessi davanti, e ti mostrassi un fiammifero acceso, molto probabilmente non ti susciterei nessuna particolare sensazione.
Ma, se tentassi di avvicinarmi con il fiammifero alla tua mano, istintivamente ti allontaneresti. Perchè?
Semplice, sai che il fuco potrebbe scottarti. Hai già vissuto questa esperienza (sgradevole) e stai bene attento a viverla di nuovo (salvo distrazioni).
Un semplice gesto, un solo impulso e il tuo cervello impara la lezione per tutto il resto della sua esistenza.
Eppure, non riusciamo a riproporre lo stesso meccanismo nelle altre situazioni della nostra vita. Facciamo un lavoro che non ci piace, ne siamo consapevoli, ma non facciamo nulla per cambiare.
Davanti allo specchio non ci piacciamo, siamo consapevoli che la cosa ci stia facendo soffrire. Sappiamo anche che continuando a mantenere inalterate le nostre abitudini, non cambierà nulla. Eppure non muoviamo neanche un dito, per risolvere questa problematica.
I vecchi schemi mentali, di tipo limitante, non fanno altro che farci cadere continuamente, in quella che solitamente viene definita come la “trappola delle obiezioni”.
Ci limitiamo, ogni volta che, costruiamo e riviviamo tutti gli schemi mentali che siamo stati in grado di produrre.
Il risultato di questo fenomeno, è quello di non tenere conto di tutte le opzioni che la vita ci offre nel suo percorso. Riusciamo a vedere soltanto ciò che ci limita, trascurando tutte le alternative e le varianti, che viceversa potremmo prendere in considerazione.
Spesso l’effetto dell’autosabotaggio, porta la nostra mente a decretare una identità ed un ruolo, che altri ci hanno cucito addosso o che noi stessi, senza motivo, ci siamo confezionati, nonostante la sua presenza, non sia di nostro gradimento.
Quello che dovremmo fare, è ricostruire la nostra realtà, ma prima ancora dobbiamo “rompere” i nostri vecchi schemi mentali.
Alessandro Cosimetti
http://www.abitudini-rompere-schemi-mentali-limitanti.eoltt.com

