La differenza tra diploma e formazione
Martedì, Aprile 22nd, 2008
Se ancora non te ne sei accorto, il mondo del lavoro è sempre più veloce ed esigente.
Mi stupisco ancora quando sento parlare di lavoro fisso o studenti che pensano di trovarne uno decente semplicemente con un diploma.
In quest’ultimo caso, quante persone conosci che una volta conseguito il titolo di studio, abbiano effettivamente trovato un lavoro dove mettere in pratica ciò che hanno studiato per anni?
Circa otto anni fa, venni contattato da una multinazionale proprio grazie al mio diploma.
Ti assicuro che in tutti gli anni che ho trascorso alle loro dipendenze, mai ho avuto il “piacere” di applicare nulla di tutto ciò che avevo studiato in cinque anni.
Che vuoi che ti dica, in un Paese dove per partecipare ad un concorso dei Vigili del Fuco, della Polizia Municipale, o altro, bisogna avere il diploma, che cosa speri di ottenere?
Ma la cosa strana e ridicola sai qual’è? Che prendendo in esame tutti i vari partecipanti, noterai una così vasta e varia tipologia di titoli di studio, totalmente differenti e privi di logica tra di loro.
E così al concorso come Vigile Urbano può partecipare il geometra, il perito elettrotecnico, l’alberghiero, il ragioniere. Insomma non importa quale sia il titolo, serve solo il “pezzo di carta”.
Non stupiamoci, stiamo in Italia, e la burocrazia è all’ordine del giorno e soprattutto semplicemente INUTILE!
Quello che svolgo oggi per vivere, non ha nulla a che fare con ciò che ho studiato. Se avessi accettato di lavorare mediante il diploma, oggi mi troverei a svolgere un’attività che non sopporterei con una retribuzione decisamente inferiore alle mie effettive capacità.
La formazione pagata con i miei soldi è ciò che mi ha permesso di abbandonare un ruolo che non mi dava nessuna soddisfazione.
Ho fatto dei sacrifici, ma spesso mi chiedo se non investissi su me stesso, come potrei pretendere che gli altri facciano altrettanto dandomi la loro fiducia?
Eppure molti non considerano importante la formazione. Anzi in molti casi la considerano inutile. Per mia esperienza, le poche volte che l’azienda ci faceva seguire dei corsi, nessuno dei miei colleghi ne approfittava per apprendere qualcosa.
Quindi, anche quando non è una questione di soldi, molti riescono a trovare degli alibi per non migliorarsi.
Ci si lamenta del lavoro ma si rifiuta ogni opportunità di crescita. L’alibi in questione è il tempo ed il costo eccessivo. Ma quanto tempo e denaro si sprecano in inutili attività o in spese futili?
A volte basterebbe anche poco. Un quarto d’ora al giorno per leggere un libro.
Che vuoi che ti dica, chi ci riesce probabilmente è un ALIENO!!
Alessandro Cosimetti





