Archivio di dicembre 2008
Auguri per un anno ricco di obiettivi realizzati!
Negli ultimi anni di formazione, ho capito che un obiettivo non ha nulla a che vedere con un desiderio. Il primo mostra tutta una serie di caratteristiche che lo contraddistinguono dal semplice desiderare una cosa.
L’esempio più azzeccato che ho ascoltato, è quello del navigatore dell’auto. Se digitiamo la parola “andare a casa” nessuno di questi strumenti sarebbe in grado di guidarci verso il nostro obiettivo.
Diversamente inserendo altre informazioni, come ad esempio la nazione, la regione, la provincia, la città , il quartiere, il nome della via, il numero del civico e quello dell’interno, non solo otterremo una direzione da seguire, ma le probabilità di raggiungerlo saranno altissime.
Obiettivo espresso in positivo
Le domande hanno un grande potere introspettivo e riescono a direzionare la mente verso ciò che vogliamo realizzare nella nostra vita.
Più volte abbiamo anche detto che un obiettivo deve essere espresso in positivo in quanto la particella “non” non viene percepita dal nostro cervello. Il classico esempio «non pensa ad una mucca viola» rende perfettamente l’idea.
Cosa hai pensato in questo momento? E a cosa ti avevo ho detto di non pensare? Usando il “non” otteniamo l’esatto opposto!
Il tuo obiettivo dipende soltanto da te?
Altro aspetto di un obiettivo ben formulato, è il totale controllo su di esso. Meglio sarebbe dire esserne totalmente responsabili. Questo significa che per concretizzarlo non dobbiamo dipendere da nessuno al di fuori di noi.
In questo modo, a priori sappiamo quante probabilità abbiamo di raggiungere il nostro obiettivo. Assumiti le tue responsabilità !
Definisci i tuoi parametri di verifica
Prima di iniziare, dovresti definire i parametri di verifica che ti daranno la certezza di aver raggiunto il tuo obiettivo. Ad esempio, quando iniziai la fase di modellamento del mio fisico (circa dieci anni fa) mi ero prefissato come parametro di verifica la taglia 48 di pantaloni. In quel momento indossavo la 52.
Mi ero comprato dei jeans nuovi ed abbastanza costosi e mi ero detto: «Ho speso dei soldi per questi pantaloni di marca, quindi avrò raggiunto il mio obiettivo soltanto quando riuscirò ad indossarli!»
Capii di averlo centrato, il giorno in cui riuscii ad indossarli e a sentirli comodi. E’ una strategia che ho appreso a pieno ed oggi addirittura per certi modelli di pantaloni indosso la taglia 46.
La trappola del beneficio secondario
Anche nel mio ebook “I Tre Pilastri del Benessere Fisico” parlo del beneficio secondario come una trappola psicologica invisibile.
Molte persone non raggiungono il loro obiettivo perché sono ancora incastrate ad un beneficio secondario. A priori dovremmo analizzare tutti i vantaggi che ci offre il nostro obiettivo e ciò che perderemo una volta concretizzato.
E’ tipico del fumatore restare vincolati al senso di rilassamento che il fumo gli offre. Fintanto che non troverà un’alternativa a questo suo beneficio, non potrà mai fare a meno delle sigarette.
L’obiettivo deve rispettare la tua ecologia
Il raggiungimento del tuo obiettivo deve essere in linea e congruente con i valori della tua vita. Nel corso dei miei anni presso delle aziende, molti miei colleghi desideravano cambiare lavoro, ma al tempo stesso temevano in uno stravolgimento delle loro abitudini di vita.
Ad esempio dopo un corso di formazione, mi capitava di parlarne con i miei amici. Il mio entusiasmo sistematicamente svaniva mentre ne discutevo e questo perché percepivo nelle loro facce il timore di vedermi differente.
Il fatto di evolvermi mentre loro restavano sullo stesso livello, delimitava una linea di demarcazione nelle nostre vite, come se fossimo su due piani differenti.
Spesso per il timore di perdere determinate amicizie e di essere visto quasi come un alieno, mi autosabotavo ed arrestavo la mia fase di crescita personale.
Conclusione
Ad oggi non intraprendo nessun progetto se prima non ho messo per iscritto i mei obiettivi tenendo conto degli aspetti di cui abbiamo parlato.
Ho scelto di scrivere questo articolo oggi che è l’ultimo giorno del 2008 in modo che tu possa avere dei validi strumenti per formulare i tuoi obiettivi primari.
Detto questo, non mi rimane che augurarti…“Felice 2009 che tu possa avere un anno ricco di obiettivi realizzati!”.
Alessandro Cosimetti
Blog in Azienda: Un blog per promuovere il blog aziendale
Da qualche mese ho allacciato rapporti con aziende e multinazionali di vari settori, per promuovere la cultura del blog aziendale.
I blog sono ampiamente diffusi in Italia, ma quelli aziendali ancora stentano ad uscire fuori. Circa il 95% di quelli presenti sulla rete, sono dei blog personali.
Chiaramente non parlo dei liberi professionisti – categoria di cui faccio parte – ma dei blog delle aziende, magari in sostituzione dei loro siti statici privi di logica, strategie ed efficacia.
Sono mesi che lavoro sui blog di altri, e talmente è tanto l’impegno che sto mettendo nei progetti a cui ho aderito, che mi è letteralmente passato dalla testa di aprirne uno dedicato esclusivamente a questo fenomeno.
Ora che ci penso mi viene da ridere e penso al famoso detto “il calzolaio va sempre in giro con le scarpe bucate!”.
Va bene, messa da parte questa mia dimenticanza, ti presento “Blog in Azienda” il blog che ho aperto proprio ieri. Da sottolineare come questo dominio, decisamente appetibile e in tema con l’argomento, fosse ancora libero.
Forse a nessuno è venuto in mente di curare un blog che promuovesse la cultura del blog aziendale?
