Archivio di gennaio 2009
I servizi di consulenza. Quando farne uso?
I servizi di consulenza non sempre vengono compresi. Il prezzo è l’ostacolo più grosso da superare. E’ importante saper gestire le proprie risorse finanziarie, ma attraverso un esempio, vorrei per farti comprendere una cosa.
Le persone che si rivolgono a un medico, lo fanno perché vogliono farsi visitare e quindi ricevere un servizio di consulenza sanitaria.
A questo punto il paziente può fare due cose: farsi visitare (pagare) oppure farne a meno (risparmiare).
In realtà , ci sarebbe anche una terza possibilità , ovvero quella di iscriversi alla facoltà di medicina, laurearsi, fare dei corsi di specializzazione, affiancamenti, stage, master, insomma acquisire competenze che al momento non fanno parte del nostro bagaglio culturale.
Insomma, quello che voglio dirti, è che i servizi di consulenza ci offrono la possibilità di accedere a delle informazioni in maniera più celere e diretta.
Tornando allo specifico caso della visita medica, i pazienti che si rivolgono a un specialista hanno bisogno di risolvere una problematica nel più breve tempo possibile.
Spesso rinunciare a un servizio di consulenza comporta: peggioramento della situazione, maggiori costi in futuro, un calo dei rendimenti.
Viviamo in un’epoca in cui dobbiamo centellinare il nostro tempo a tal punto da non pregiudicare le altre nostre attività primarie (salute nel caso dell’esempio del medico).
Spesso quando mi trovo a dover affrontare un problema sapendo che la soluzione non è alla mia portata o richiede troppo tempo per ottenerla, mi avvalgo di aiuti esterni.
In questo caso faccio sempre un ragionamento e mi chiedo se il prezzo del servizio di consulenza rientri nei seguenti parametri: beneficio riscontrato, tempo risparmiato, competenze a me necessarie.
Come hai potuto notare, il prezzo non l’ho neanche menzionato!
Alessandro Cosimetti
Distrarre la mente non risolve nessun problema
Mi capita spesso di parlare con persone che non sono soddisfatte della loro vita. Con questo non dico che coloro che si trovino in questa situazione siano dei falliti.
Personalmente considero l’impegno come l’antidoto del fallimento. Se usi le tue forze per risolvere un problema, puoi anche non centrare il tuo obiettivo, ma non potranno mai darti del fallito.
Viceversa distrarre la propria mente non porterà mai risultati soddisfacenti.
Un po’ come la morfina con i dolori fisici, le distrazioni sono l’anestesia dei nostri problemi. Ti offrono una soluzione apparente, finta e del tutto fuorviante, ma al tuo “risveglio” trovi tutto come era prima.
La cultura è l’unica fonte di libertà che abbiamo in termini economici, salutari, sociali. Senza il sapere rischi di subire solamente.
Distrarre la tua mente dalla conoscenza, ti farà restare perennemente in uno stato apatico, dove la produzione di pensieri legati a degli obiettivi viene ridotta.
Le persone che affermano di non avere tempo per leggere, in realtà sono attratte dalla distrazione e investono il tempo di una lettura in altre attività : partite di calcio in tv, play station, discoteca, ecc.
Chi necessita o desidera migliorarsi non deve distrarre la mente con attività di scarso valore. Con questo non dico che non ci si debba divertire, anzi trovo che l’appagamento sia il giusto premio per i nostri sacrifici.
I miei ex colleghi affermavano di non avere tempo per leggere o mettere in pratica altre attività lavorative parallele a quelle che svolgevamo in azienda. Odiavano quel lavoro quanto me, ma a distanza di due anni loro sono ancora nella stessa situazione.
A quanto pare, non avevano tempo per la lettura di un libro, ma in realtà lo spendevano in distrazioni che nella vita non potevano certo garantirgli dei risultati soddisfacenti.
Questo atteggiamento è semplicemente un autosabotaggio. Come se una mano volesse afferrare un oggetto e l’altra cercasse di ostacolarla, diventiamo i nemici di noi stessi.
Distrarre la mente non risolve nessun problema ma offre soltanto l’opportunità di “non pensarci per un po’”.
Alessandro Cosimetti
