Archivio di aprile 2009
Reinventare se stessi per sconfiggere la crisi
Questa mattina, leggevo uno dei tanti giornalini gratuiti che distribuiscono fuori le stazioni della metropolitana. In particolar modo, la notizia: “La crisi affonda i manager 40enni“.
L’ormai nota crisi, sembrerebbe affondare il colpo anche sulla categoria dei manager, in quanto le aziende sono alle prese con i bilanci in rosso, ristrutturazioni aziendali, chiusura dei mercati.
La parte più interessante di questo articolo è quella riguardante la necessità di reinventarsi in un’altra ottica lavorativa. A mio avviso, è una grande rivoluzione, soprattutto in Italia dove ancora oggi in molti permane il mito del posto fisso (vabbè crediamo ancora alle favole).
In una fase socioeconomica, dove per molti imprenditori l’obiettivo primario è sopravvivere, il manager è una figura necessaria per l’innovazione e lo sviluppo dell’azienda.
L’unica strada per loro è appunto quella di reinventare se stessi e soprattutto aprire la mente ed abbandonare i vincoli con il passato (praticamente il mio percorso professionale negli ultimi tre anni).
Forse molti ancora non si sono accorti di stare nel 2009: se prima erano a rischio soprattutto i 50enni, oggi a perdere il posto di lavoro sono soprattutto uomini di 40 anni.
Alessandro Cosimetti
Arricchisci te stesso e la tua spiritualità , aiutando gli altri
In uno dei suoi testi più conosciuti, “Arricchisci te stesso“, Napoleon Hill parla spesso di collaborazione tra le menti.
Una frase in particolare mi è rimasta impressa: «Condividendo con gli altri una parte di ciò che si ha, quanto rimane cresce e si moltiplica».
Cercando di aiutare gli altri per mezzo della collaborazione, veniamo ricompensati in maniera esponenziale, più di quanto potremmo aspettare e meritare.
Per comprendere a pieno, i principi dell’opera di Hill, ho dovuto leggere più volte il suo libro e soffermarmi spesso a riflettere. Dalla mia ultima lettura, ho riscontrato una miriade di aspetti a cui prima non avevo dato importanza.
Non avevo ben compreso l’aspetto spirituale della sua opera e al suo messaggio in particolare: «Non trasgredite le leggi di Dio e non calpestate i diritti dei vostri simili».
Oggi dopo quasi 20 anni sono tornato a confessarmi. Ho scelto la Basilica di San Paolo,tra le più belle di Roma, a pochi chilometri da dove vivo.
Ho capito che l’idea che avevo maturato di una Chiesa materiale e poco coerente non deve ostacolare il mio percorso spirituale. Di questo ringrazio anche Padre Aldo, soprattutto per le sue parole:
«Anche se le prossime volte, non verrai di persona a parlare con me, possiamo comunicare lo stesso con il pensiero. Anche a distanza, io saprò ascoltarti».
Ora chiamiamola legge di attrazione, spiritualità , fisica quantistica, resta il fatto che alla fine tutto riconduce ad un’unica fonte.
Alessandro Cosimetti
