Archivio di agosto 2009
Opportunità + Preparazione = Fortuna
Le ultime settimane che hanno caratterizzato la corsa al 6 del Superenalotto, mi hanno fatto riflettere su una cosa: per quanto mi riguarda, ritengo che non abbiamo nulla a che spartire con la fortuna, almeno nell’accezione che siamo solito darle.
Ciò che molti chiamano fortuna non è altro che l’applicazione della sincronicità alla realizzazione delle nostre intenzioni. Chi non guarda di buon occhio alla spiritualità attribuisce gli eventi alla fortuna.
Questa affermazione può essere tradotta in una semplice equazione: opportunità + preparazione = fortuna.
I miracoli sono fenomeni reali presenti nelle varie tradizioni spirituali. Definiamo miracoli gli eventi che portano al risultato sperato in maniera drastica: come la guarigione a una malattia o il raggiungimento del benessere materiale.
Ho cominciato a vedere le coincidenze come opportunità della vita, dove oguna di loro assume un significato ben preciso. Nessuno di noi è in grado di immaginare le forze complesse che si nascondono dietro ciò che ci capita nel corso della vita.
Purtroppo siamo vincolati ai rapporti di “causa ed effetto” e non ci accorgiamo mai che in realtà, sta succedendo qualcos’altro.
Alessandro Cosimetti
Lavoratori dipendenti affetti dal “principio di incompetenza”
Laurence J. Peter è uno psicologo canadese, famoso per aver formulato il “Principio di Peter” noto anche come il “principio di incompetenza“.
Peter afferma che in ogni gerarchia, tutti i dipendenti tendono a essere promossi fino al loro livello di incompetenza. In altri termini, ogni volta che si ottengono ottimi risultati, si viene promossi e questo si ripete finché non si finisce per avere una mansione che non si è in grado di svolgere.
Soltanto chi ha lavorato (o lavora tutt’oggi) in azienda diventa cavia del principio di Peter. Seth Godin, nel suo libro Tribù afferma: «In ogni organizzazione , tutti salgono fino a livello in cui restano paralizzati dalla paura».
E’ un fenomeno molto comune quello di chi fatica molto, senza ottenere mai dei veri risultati. Si lavora senza risparmiarsi, seguendo tutte le regole, cercando di imporsi, ma non succede nulla. Tanta fatica per niente!
Il fatto è che molti lavoratori dipendenti sono bravissimi a seguire le istruzioni, ma non hanno mai imparato a condurre il gioco.
Obbediscono agli ordini, rispettano le direttive, seguono il branco, affinano le loro capacità ma alla fine si nascondo sempre.
Alessandro Cosimetti
Preferisci lavorare sodo o crearti degli attivi?
Henry Ford disse: «Pensare è il lavoro più duro che ci sia. Per questo pochi si impegnano a farlo».
Il primo libro che ho letto sull’intelligenza finanziaria è stato “Padre ricco, Padre povero” di Robert Kiyosaki che custodisco ancora gelosamente nella mia libreria.
Il “padre ricco” affermava: «Il tuo cervello può essere il tuo attivo più potente mentre, se usato in modo improprio, può essere il tuo passivo più potente».
Diceva sempre di difendere i propri pensieri e mettere in discussioni i pregiudizi della società. Praticamente l’opposto del “padre povero” che ricordava sempre di lavorare sodo, risparmiare soldi e vivere in modo frugale (ti ricorda qualcuno in particolare?).
Ti stai chiedendo se consigli questo libro?
Forse ti stupirai se ti dicessi di “no” ma è proprio quello che direi a una persona che non ha intenzione di crearsi degli attivi. Diversamente, se sei disposto a prendere in considerazione il modo di creare attivi, allora i contenuti del libro saranno preziosi e forse anche di inestimabile valore.
Vedi, ci sono molti libri e programmi educativi su come acquistare attivi in modo saggio, ma “Padre ricco, Padre povero” parla di come prendere un’idea e trasformarla in un attivo che acquisterà altri attivi.
Non è semplicemente la storia di un individuo che dal nulla ha creato la sua fortuna, facendo leva sulla propria intelligenza finanziaria. Non parla soltanto di guadagnare tanti soldi, ma anche di come conservare il denaro generato dall’attivo per generare altri attivi.
Alessandro Cosimetti
