Il nomade digitale: Lo stile di vita del futuro?
Anno nuovo vita nuova, in tutti i sensi. Non vorrei essere ripetitivo, ma ci tengo a essere coerente con le mie affermazioni. Tra sei mesi intraprenderò un viaggio come “nomade digitale”.
Come anticipato più volte, la prima tappa molto probabilmente sarà Valencia. Il perché di questa scelta, se siete miei lettori abituali dovreste ricordarvelo, diversamente, beh, è ora che mi seguiate con più attenzione!
Pertanto non c’è tempo da perdere. La situazione in Italia va sempre peggiorando e non solo per la presenza di questo Governo, ma di tutta una classe dirigenziale di merda che comprende sia lo schieramento di destra che quello di sinistra. Sono anni che le stesse facce si alternano i ruoli: prima nella maggioranza poi nell’opposizione. Un po’ come il gioco della sedia, ma in questo caso, nessuno resta in piedi e viene fatto fuori.
Lo abbiamo visto il 14 dicembre con il voto di fiducia come tanti “finti oppositori” si sono schierati a favore di quelli che fino al giorno prima consideravano “nemici”. Le cronache e i fascicoli della magistratura sono stracolme di indagini a carico di entrambi gli schieramenti politici, questo a dimostrazione di come all’interno del Parlamento, il più pulito abbia la rogna.
Per questo da mesi sto maturando l’idea di intraprendere questa nuova avventura come “nomade digitale”. Cosa significa? In poche parole, voglio viaggiare nel mondo (magari iniziando in Europa) e lavorare contemporaneamente. No, non sto dicendo di trovarmi un impiego ogni volta che mi sposterò, ma di portarmi il lavoro appresso.
Come è possibile viaggiare e portarsi il lavoro con sé?
Mai sentito parlare di Internet?
Esatto, le mie attività viaggiano tutte in rete e non ho bisogno di rispettare un vincolo territoriale. Certo, sul piano fiscale non cambierà nulla. Fintanto che sarò cittadino italiano, continuerò a pagare le tasse allo Stato italiano.
Ma se continuerò a pagare le tasse in Italia, cosa cambierà nella mia vita? Sicuramente il potere d’acquisto perché ho intenzione di viaggiare in luoghi dove il costo della vita sia più agevole rispetto all’Italia. Al tempo stesso, senza alcun impegno, potrò sondare il terreno e stabilire una probabile sistemazione definitiva in qualche paese. Oppure, qualora le cose finalmente cambiassero, restare “italiano” e continuare con la mia avventura da “nomade digitale” (amo viaggiare).
Incontriamoci dal vivo per discuterne insieme
Da quando feci il mio ingresso su Internet come libero professionista (ma anche quando ancora ero un dipendente presso una multinazionale), ho scoperto che la rete è un eccellente ambiente dove fare conoscenze non solo sul piano umano, ma anche professionale.
Credo molto nell’unione dei cervelli (frase molto cara a Napoleon Hill) e nelle esperienze comuni. Pertanto, proprio ieri, ho colto al volo l’invito di Aldo Mencaraglia di Italians In Fuga, blog dove troverete spunti e validi consigli per vivere all’estero.
Aldo, ha da poco aperto un gruppo su Meetup, suddiviso in città italiane. Ho quindi preso la palla al balzo e ho deciso di raccogliere le adesioni dei romani (e limitrofi) che vogliono condividere lo stesso sogno di vivere all’estero o – come nel mio caso – intraprendere un’esperienza come location indipendent (ovvero nomade digitale).
Lo scopo del gruppo è sintetizzato in questa frase:
Dove gli italiani che sono all’estero, sono stati all’estero o sono interessati all’estero possono organizzare un Meetup per conoscersi di persona e scambiarsi idee ed esperienze.
Attualmente oltre a Roma, si sono formati dei gruppi su Caserta, Rimini, Parma, Venezia, Neive. L’elenco completo e aggiornato lo trovate nella pagina ufficiale di Meetup di Italians In Fuga.
Per quel che riguarda Roma, spero di raccogliere un numero sufficiente di adesioni (ah, se non lo avete capito è tutto gratuito) per organizzare in seguito un incontro dal vivo.
Risorse per cominciare a ragione da “nomade digitale”
Non c’è molto materiale inerente alla vita da “nomade digitale”. La prima volta che lessi di questo nuovo stile di vita, fu con il libro di Timothy Ferriss: 4 Ore Alla Settimana. Oltre ad attingere a questa opera, potete consultare il blog di Ferriss (è in inglese) dove trovare utili consigli e resoconti dei suoi viaggi per il mondo.
Un altro manuale che ho acquistato è stato La Guida Indispensabile per Vivere e Lavorare Dovunque Voi Scegliate (in italiano). Oltre all’ebook, è disponibile anche il sito Location Indipendent (anche questo in inglese) dedicato a questo fenomeno.
Per finire, in lingua italiana abbiamo Nomadi Digitali (Quelli che girano il mondo guadagnando con Internet) di Alberto Mattei e Diego Angelini dove troverete consigli e casi di studio da parte di viaggiatori italiani (questo per dimostrarvi come non ci sono barriere culturali per fare il nomade digitale).
Mai abbandonare l’Italia!
No, aspettate, non ho cambiato idea.
Ma allora perché questo paragrafo ha come titolo “Mai abbandonare l’Italia“? Perché nonostante il mio interesse per lo stile di vita da nomade digitale, non è mia intenzione consegnare l’Italia a questi porci.
In teoria, sarei dovuto partire a gennaio 2011, ma confidando sul fatto che molto probabilmente a marzo o aprile ci saranno le prossime elezioni politiche, volevo dare il mio contributo alla “causa Italia”.
Se mi seguite su Twitter o Facebook, avrete sicuramente notato come spesso pubblichi status con le mie valutazioni politiche o contenenti dei link verso articoli di approfondimento.
L’Italia è la mia patria, e anche se dovessi un giorno trasferirmi all’estero, qui, rimarrebbero molte persone a me care: i miei familiari e i miei amici.
Ora, non voglio fare propaganda politica, ma per le prossime elezioni, la mia croce sulla scheda elettorale sarà a favore del MoVimento 5 Stelle.
Quindi, al di là di qualsiasi vostra preferenza, anche se avete deciso di fare le valigie (nomade o trasferimento definitivo), vi consiglio di non smettere di seguire le sorti del vostro paese.
E’ un vostro diritto ma soprattutto un vostro dovere!

Caro Alessandro, condivido pienamente tutto il post, parola per parola. Se devo dirla tutta, anche io sto maturando l' idea di trasferirmi altrove, anche se per fare il "Nomade digitale" mi viene piu' difficile, avendo famiglia. Ad ogni modo,è vero, la situazione in Italia va sempre peggio e oserei dire che se si continua cosi', diventiamo un paese da terzo mondo (con tutto il rispetto), se già non lo siamo. Quello che possiamo fare, indipendentemente dal trasferirsi o meno, è quello di educare i nostri figli nel migliore dei modi, trasmettendo i valori fondamentali nella vita, la disciplina e la correttezza, evidenziando cio' che è superfluo e inutile, affinchè le future generazioni possano capire la differenza tra il bianco e il nero: avere un Italia migliore è un nostro diritto.Creare i presupposti per questo è un nostro dovere.
Ciao Daniel, sai, ci sono parecchi nomadi digitali (vedi ad esempio gli ideatori del sito Location Indipendent), che hanno famiglia. Certo, non metto in dubbio come sia più semplice intraprendere questa esperienza da singolo. Concordo in pieno sull'educazione dei bambini, sul valore del denaro. In fondo, la vita da "nomade digitale" s basa proprio nella semplicità delle cose, nel fare a meno delle banalità e di godersi gli aspetti più genuini dell'esperienza umana. Ribadisco, come tu stesso hai fatto, nell'importanza di non abbandonare mai il proprio paese.
[...] Diventare freelance copywriter è il sogno di molti ragazzi che vogliono lavorare senza dipendere esclusivamente da un unico datore di lavoro. Lo è anche per coloro che vogliono avere un impiego che non precluda la presenza fissa in un luogo specifico. Ideale quindi per i nomadi digitali. [...]