Leggere senza ossigeno
Di tutto l’ossigeno che entra dai polmoni, l’85% viene consumato dal cervello.
I neuroni, essendo alquanto numerosi, necessitano di grandi quantità di energia (appunto ossigeno) per funzionare adeguatamente.
Qualora l’apporto venisse a mancare o risultasse ridotto, si verificherebbero modificazioni importanti, strutturali e funzionali.
E’ uno dei tanti aspetti che ho avuto modo di appurare in fase di lettura.
Molte volte ci soffermiamo a pensare a quanto sia importante una costante assunzione di ossigeno in situazioni tipiche come l’attività fisica e lo sport in generale.
Studiando tecniche di apprendimento come il Photoreading ma anche altri metodi di memorizzazione, ho costatato che una mancanza di lucidità e concentrazione hanno alla base proprio un utilizzo errato della nostra respirazione.
Con la lettura tradizionale (quella che adottano quasi tutte le persone) facciamo un grande uso del nostro dialogo interno.
In fase di lettura, siamo portati a ripetere internamente le stesse parole riportate sul testo che stiamo analizzando. Potremmo definirlo come una sorta di verifica e conferma del fatto che stiamo effettivamente leggendo.
Se ci fai caso, nello stesso momento che ripetiamo ciò che leggiamo, il nostro sistema respiratorio smette di funzionare.
Entriamo quasi in apnea, interrompendo o semplicemente rendendo la nostra respirazione frammentaria ed irregolare con le conseguenze che abbiamo citato ad inizio articolo.
L’efficacia delle tecniche di lettura rapida ad esempio, nascono oltre al fatto di imparara ad utilizzare proficuamente gli emisferi del nostro cervello, anche perchè ci insegnano ad evitare tutti gli errori comuni che si fanno con la lettura tradizionale.
Eliminare il dialogo interno (o perlomeno ridurlo significamente), respirare in maniera profonda e costante, sono due dei tanti aspetti che permettono al nostro sistema celebrale di apprendere e memorizzare il più possibile concetti e tematiche in fase di studio.
Alessandro Cosimetti
