Donare il sangue: Verifica e Solidarietà
Non ho mai avuto problemi ad effettuare le analisi del sangue, anche se ogni volta che le eseguivo, voltavo sempre la testa dall’altra parte.
Non è mai stata vera e propria paura. Il fatto di vedere riempirsi i flaconcini o l’ago nel braccio, mi procuravano sensazioni strane.
Fortunatamente, nulla che mi proibisse di non sottopormi alle analisi di routine.
Terminato il servizio militare, decisi di curare la mia forma fisica e soprattutto la mia alimentazione. Cominciai a studiare strategie alimentari come ad esempio la Dieta a Zona e la Dieta Metabolica.
D’allora decisi che avrei monitorato i miei progressi non soltanto da un semplice punto di vista estetico, ma anche da quello ematoclinico.
Pensai quindi di donare il sangue in modo da effettuare spesso delle analisi, facendo al tempo stesso, anche un’opera di solidarietà.
Diciamo che all’inizio ci ho pensato un pò, e questo fondamentalmente perchè l’idea di stare dei minuti (solitamente cinque) con l’ago al braccio un poco mi turbava.
Infatti ricordo che a mia madre, che per anni è stata donatrice, spesso facevo domande sui tempi e le modalità dell’operazione.
Poi un mercoledì mattina, mi alzai presto e mi recai al centro donazione vicino a casa. Feci i controlli necessari che solitamente si effettuano per verificare lo stato fisico del donatore.
Entrai nella stanza e notai delle poltroncine, reclinabili e disposte in senso circolare. Altre persone stavano donando il loro sangue, ed io scelsi una poltrona un pò distante dalle altre.
Ricordo che la dottoressa mi chiese se era la prima volta che effettuavo una donazione, come se dal mio sguardo avesse percepito un certo mio timore.
L’ago è un pò più grande di quelli che si utilizzano per le comuni analisi, ma nonostante tutto non sentii assolutamente niente nel momento in cui mi venne somministrato.
La dottoressa rimase accanto a me e ne approfittai per farle delle domande sui tempi e le modalità della donazione, non chè sulle statistiche e le urgenze nel nostro Paese.
Il tempo di una chiacchierata di cinque minuti di orologio, ed avevo già terminato la mia donazione.
Rimasi sdraiato per qualche minuto e poi mi recai a fare colazione.
Da quel giorno, ogni tre mesi mi reco a donare il sangue. In questo modo posso dare un contributo solidale di grande valore e al tempo stesso verificare i miei progressi e gli effetti della mia alimentazione e del mio stile di vita sul mio corpo.
Da anni mi alleno secondo un metodo denominato B.I.I.O. (Breve, Intenso, Infrequente, Organizzato) e questo perchè mi reputo un atleta natural che non fa uso di nessuna sostanza dopante.
Posso essere orgoglioso dei miei risultati sia estetici che ematoclinici e questo perchè ho ben compreso come utilizzare le risorse del mio corpo in maniera strategica e naturale.
Ho voluto scrivere questo articolo, perchè ho letto che l’Avis ha raggiunto un nuovo primato di iscritti di donatori.
I dati sono stati presentati alla 72^ assemblea associazione volontari che aveva come tema l’autosufficienza di sangue e plasma e le unità di raccolta associativa.
Ed io anni fa ho sconfitto una semplice, ma comune a molti, paura!
Alessandro Cosimetti
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Tags: solidarietà


