Fumare inconsciamente

Proprio quest’oggi, ho letto sul portale dell’Ansa la notizia che in Gran Bretagna, si stamperanno sui pacchetti delle sigarette, immagini choc sugli effetti del fumo.
Qui di seguito la notizia:

GB: presto immagini- choc su fumo La campagna dovrebbe salvare da 2. 500 a 5 mila vite l’anno
(ANSA) - LONDRA, 29 AGO - Escalation anti-fumo in GB: sui pacchetti delle sigarette saranno stampate immagini-choc sui devastanti effetti del vizio del fumo.Foto di polmoni assaltati dal cancro, di tumori sul collo, di arterie bloccate, di cadaveri all’obitorio con sotto la scritta ‘i fumatori muoiono giovani’: il governo britannico ha deciso che questo materiale visivo sia obbligatoriamente stampato, dal 1 gennaio del 2009. Si stima che la campagna dovrebbe salvare da 2.500 a 5 mila vite all’anno.

Nient’altro è che un tentativo, ancora più macabro di far smettere di fumare. Non credo che i messaggi sui pacchetti abbiano sortito qualche effetto positivo. E non credo che le multinazionali produttrici di sigarette, abbiano avuto flessioni sulle loro vendite.

Ma allora cosa si potrebbe fare per togliere il vizio del fumo?

Premetto che non sono un fumatore, e non lo sono mai stato, ma non capisco perchè ogni volta che dico di non esserlo, mi sento rispondere sistematicamente: “Beato te!”.

Cosa significa? Non credo che nessuno punti una pistola alla tempia ad un’altro, per fargli accendere una sigaretta!
Direi quindi, che sono le solite frasi di circostanza, dette tanto per alleviare un possibile senso di colpa (sempre che ce ne sia).

Quante se ne sono invetate le industrie farmaceutiche? Cerotti, spry, filtri, sigarette finte, ecc.
Risultato? Esattamente come prima, con la sigaretta in bocca.

Una cosa ho notato spesso e devo dire che la cosa è avvenuta quasi casualmente. Soltanto dopo però ne ho capito veramente il motivo.

Mi è capitato molte volte di conoscere persone che hanno smesso di fumare all’improvviso. La PNL (Programmazione Neurolinguistica) da una serie di studi compiuti nei suoi decennali anni di esistenza, ha capito che i veri cambiamenti, positivi o negativi che siano, avvengono sempre all’istante.

Le fobie ne sono un perfetto esempio. Entrano con immediatezza nella mente e invece di tentare di eliminarle, molto spesso scegliamo di conviverci, di renderle parte integrante della nostra identità.

Ora entriamo nel vivo del discorso. L’identità è ciò che riteniamo di essere, e ne siamo talmente convinti che anche il nostro inconscio se ne fa una ragione. Siamo noi a programmarlo in questo modo!

Hai presente le persone che vogliono mettersi a dieta?

Ho studiato vari stili alimentari, tra cui la Dieta a Zona e la Dieta Metabolica. Mi capita spesso quindi di avere amici o conoscenti che mi chiedono di prescrivergli una dieta appunto.

La prima cosa che faccio è chiedergli se davvero sono convinti di dimagrire. Certo, apparentemente la risposta sembrerebbe essere scontata, ma vi assicuro che non è così.

Se la loro identità di una persona che si ritiene un gran mangiatore, un degustatore, colui che mette al primo posto della sua classifica dei piaceri il cibo, non andiamo bene.

Se ti ritieni tale, se non ti importa nulla dell’aspetto esteriore e ne tanto meno di danneggiare la tua salute, non vedo perchè tu debba metterti a dieta. Sarei il primo a sconsigliartelo!

Stesso discorso per chi voglia smettere di fumare.

Ti ritieni un gran fumatore? Il fumo è l’unico modo che consideri efficace per alleviare determinati stati emotivi? Non hai nessun interesse per la tua salute? Allora continua pure. Perchè smettere?

Capisci tu stesso quindi che è l’identità l’elemento dove si deve lavorare, come del resto il fatto di capire come manipolare i nostri sensi di percezione. Se fumo, è perchè al fumo ho abbinato piacere, se mangio un dolce è perchè il piacere che provo nel farlo, non è lo stesso che potrei provare con dell’insalata.

Quindi soltanto operando sulla nostra mente, possiamo rendere piacevole ciò che al momento non riteniamo tale e fare esattamente il contrario con tutto ciò che vogliamo non faccia più parte di noi stessi.

Ripeto, le fobie nascono all’istante e vi rimangono anche per sempre, se non facciamo nulla per annientarle. Non bisogna conviverci, ma eliminarle e sostiruirle con qualcosa che ci faccia star bene.

Molte volte sono proprio quelle persone, che per cause apparentemente sconosciute, rifiutano all’improvviso la sigaretta, provando disgusto soltanto nel sentirne l’odore.

Il motivo? Non lo sanno, o meglio, credono di non saperlo. Ma è avvenuto qualcosa nel loro inconscio, e non è certo qualcosa di magico!

Alessandro Cosimetti


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One Response to “Fumare inconsciamente”

  1. david schacherl Says:

    ho trovato molto interessante, se questi concetti fossero chiari a tutti si potrebbero gestire molto meglio le assuefazioni a livello collettivo, si tanti errori, sia da parte dei genitori con i figli sia a livello istituzionale.

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