L’Ancoraggio tra Musica, Sport ed Olimpiadi
L’ancoraggio è uno dei tanti aspetti della PNL, in quanto si basa sulle nostre neuro associazioni.
Ne abbiamo già parlato, in altri post (ad esempio in questo) ma voglio ritornarci per ovvi motivi.
Innanzi tutto l’ancoraggio è un fenomeno perennemente presente nella vita di ogni essere umano. In secondo luogo, tutti noi ne subiamo gli effetti quotidianamente.
Quante volte ti sarà capitato di ripensare ad un evento o fase della tua vita passata, semplicemente ascoltando una canzone, un brano musicale?
Sono sicuro che anche a te è successa una cosa del genere e scommetto anche che ogni volta che questo brano musicale ti ha riportato nella mente un ricordo specifico, quest’ultimo ti ha suscitato tutta una serie di sensazioni ed emozioni.
Questi processi mentali, avvengono proprio mediante le neuro associazioni ed in PNL, vengono definite con il nome di ancoraggi.
Ora, andrebbe fatta una distinzione, ma soprattutto bisognerebbe porre l’attenzione, sul tipo di emozioni e sensazioni rivissute dalla nostra psiche.
Ti faccio un’altra domanda.
Quante volte, ti è capitato di rattristarti all’istante, ascoltando una canzone?
Se ti è capitato (sono sicuro di si!) molto probabilmente, è perchè in passato, avrai attribuito (volutamente o inconsicamente) a questo brano musicale, determinate sensazioni, quali ad esempio quelle di una storia sentimentale.
Successivamente, con l’ascolto della canzone verranno riattivate automaticamente le emozioni negative vissute con la storia terminata.
Ecco quindi che le ancore possono presentare un aspetto positivo, ma anche uno negativo, proprio come nell’esempio che abbiamo appena fatto.
Adesso parleremo del primo aspetto e soprattutto in ambito sportivo.
Quante volte ascoltando un brano musicale, ti è venuta voglia di indossare delle scarpe da ginnastica, una tuta e metterti subito in movimento?
Solitamente quando faccio una domanda del genere la maggior parte delle persone mi risponde, ricordando la colonna sonora di Rocky (dai, non vergoginamoci, Bill Conti, il compositore è stato davvero bravo!).
Conosco questo aspetto, e devo dire che lo uso spesso, sia prima che durante i miei allenamenti. Naturalmente non sono l’unico a farlo.
Nelle attuali Olimpiadi di Pechino, moltissimi atleti si sono preparati mentalmente (riscaldamento mentale) ascoltando della musica.
In tv, ho visto molti di loro con tanto di iPod ed auricolari, poco prima di una competizione.
Ad esempio, Chiara Cainero (oro del tiro a volo skeet) ha confessato di ascoltare sempre un brano di Ligabue prima di gareggiare.
La stessa Valentina Vezzali, nelle sue interviste ha ricordato i versi di una canzone di Eros Ramazzotti.
Molto probabilmte loro non sanno di avere a che fare con dei processi mentali, ma sembrerebbe funzionare molto bene nello sport.
Alessandro Cosimetti
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Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?
Tags: ancoraggio, cervello, sport



Agosto 19th, 2008 at 9:47 am
Due anni fa durante la mia prima gara di granfondo con la mountain bike ebbi un attacco di crampi a 9 chilometri dalla fine.
Mi attendeva una salita che arrivava alla piazza principale dove era stato posizionato il traguardo e nonostante l’aiuto di un carabiniere e di una guarda forestale, le mie gambe non rispondevano.
Mi sono salvato grazie al mio lettore MP3 che avevo dietro la tasca della maglia e che avevo dimenticato di avere.
Ho iniziato ad ascoltare della musica e sono riuscito a dare una sequenza continua di pedalate seguendo i BPM dei brani che avevo scelto.
Arrivai al traguardo con un buon tempo e i crampi erano spariti man mano che pedalavo.
Anche durante i miei allenamenti di judo ho sempre utilizzato la musica, specialmente quando dovevo uscire la mattina presto per correre a piedi.
Se ci pensate bene anche durante la schiavitù in America, gli schiavi cantavano brani “Spiritual” per vincere la fatica durante le giornate passate nei campi di cotone e caffè!
Giuliano
Agosto 19th, 2008 at 3:19 pm
Si è vero, il Gospel ha orgini proprio nella fase della tratta dei schiavi e il canto era una pratica di
“sollievo” al duro lavoro a cui ingiustamente erano costretti.
Alessandro