Spengo il cervello mangiando troppo
Il ritorno all’attività, dopo la pausa pranzo è uno dei momenti meno produttivi di tutta la giornata lavorativa.
Ricordo i miei ex colleghi che tornavano dalla tavola calda, dalla rosticceria, o addirittura dalla pasticceria (spesso pranzavano con i dolci).
Fare un pasto decisamente abbondante non è certo il massimo per chi si appresta a mettersi dietro una scrivania.
A stomaco pieno si ragiona meglio, certo, ma con la pancia gonfia la sonnolenza è assicurata e la produttività ne risente.
Insomma, mangiare troppo fa male al cervello?
Un recente studio eseguito dai ricercatori dell’università del Wisconsin sostiene che le conseguenze di un pasto eccessivo non sono riconducibili soltanto ad una fase post-pranzo.
Mangiare troppo scatenerebbe un’infiammazione di alcune cellule del cervello che appunto, regolano l’appetito.
E’ una ricerca che ancora deve offrirci ulteriori dati, ma che non esula nella riflessioni di determinati processi psicologici a cui assistiamo frequentemente.
Per esperienza, posso dirti che le persone che hanno metabolizzato un nuovo regime alimentare, riescono a mantenere la linea anche quando smettono di seguire minuziosamente una dieta.
Il cervello in questo caso è stato educato e calibrato nell’assimilare lo stretto necessario per espletare le loro funzioni quotidiane.
Alessandro Cosimetti
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Tags: alimentazione, benessere fisico, cervello



