La respirazione Ujjayi per smaltire le incazzature quotidiane
Ieri è stata una di quelle giornate dove ti dimentichi ogni insegnamento relativo all’autocontrollo, alla gestione delle emotività, alla capacità di osservare le decisioni prima di fare delle scelte.
Insomma una giornata di merda, tanto per intenderci.
Poi, a mente fredda (non solo la mente) riesci a comporre il puzzle appena disfatto: un pezzettino alla volta, con tanta pazienza ma soprattutto con la voglia di non gettare benzina sul fuoco.
Dai su, parliamoci chiaramente, capita a chiunque di incazzarsi e personalmente in quei momenti percepisco questo blog quasi come un peso, una responsabilità: scrivo post su come gestire le emozioni e poi anche a me capita di perdere le staffe.
E vabbè, anche io sono fatto di carne e nervi!
La cosa veramente importante è capire quando non spingersi oltre ed evitare che il nervosismo, l’ansia, i pettegolezzi ci diano il colpo finale.
Fino a qualche mese fa, per smaltire l’incazzatura impiegavo anche delle settimane, oggi invece riesco a dire “ALT!”.
Mi prendo 5 minuti di tempo ed eseguo la “respirazione che placa”.
Ujjayi è una tecnica di respirazione tranquillizzante che serve a placare la mente e il corpo quando siamo arrabbiati o frustrati. Realizzata nel modo giusto stabilizza il sistema cardio-respiratorio.
Come eseguire la respirazione Ujjayi
Inspira poco più affondo del solito. Espirando, contrai leggermente i muscoli della gola, producendo un suono simile tra il russare e il rumore del mare.
L’espirazione avviene attraverso il naso, con la bocca chiusa. Per acquisire bene questa tecnica puoi prima espirare tenendo la bocca aperta: «Haaah».
Ripeti successivamente con la bocca chiusa. Dopo aver imparato questa procedura espirando, con un poco di pratica acquisita, eseguila insiprando.
Alessandro Cosimetti
