Anche l’Esercito si accorge del potere della Blogsfera

Il Potere dei blog e della blogsferaA settembre, inizierò una serie di partnership con delle aziende del settore dell’Automotive (tutto quello che ha a che fare con il mondo delle auto per intenderci) dove ho lavorato per otto anni presso una multinazionale.

Mi occuperò di strategie di marketing sul web, cosa che al momento nel settore manca proprio!

In particolar modo curerò un blog specifico di cui al momento non posso ancora dire nulla.

Negli ultimi mesi, le mie letture si sono focalizzate proprio sui testi riguardanti il copywriting e i blog aziendali.

Ogni giorno che passa, mi rendo conto di quanto sia potente questo strumento. Utilissimo per reperire contatti, clienti, ma ancora di più per farsi conoscere in quella che ormai viene definita la blogsfera.

Giusto per restare in tema, questa mattina ho letto la notizia riguardante i soldati tedeschi impegnati nelle missioni militari.

Il Ministero della Difesa si è dichiarato preoccupato dell’uso dei blog nel fronte. L’abitudine di crearsi una sorta di diario online, sembrerebbe mettere in repentaglio la sicurezza dei stessi commilitoni.

Questo fondamentalmente perché, a detta del ministero, i blogger non hanno l’intero quadro politico della situazione, con il rischio di pubblicare, seppur involontariamente, delle informazioni riservate.

Resta comunque il fatto, che la moda dei blog oramai si è letteralmente diffusa anche nell’esercito (non solo quello tedesco). 

Il blog di Colby BuzzelLa vicenda in questione, non può che richiamare alla mente, la storia dell’ex caporale dell’esercito americano Colby Buzzell, tiratore della brigata Stryker a Masul (Iraq) ed il suo blog.

Il suo scopo, inizialmene era soltanto quello di spezzare la monotonia delle giornate nel campo, contraddistinte da momenti di noia ad altri di vero terrore.

Il Wall Street Journal elogiò la genuinità e l’onestà dei suoi post (seppur con evidenti errori di ortografia).

Purtroppo dopo la pubblicazione online di un’imboscata (il titolo del post era Men in Black) dove descriveva il sanguinoso scontro avvenuto tra la sua unità e gli insorti, dovette sottostare a delle regole (diciamo più che altro a degli ordini!).

Il suo articolo, giunto al Pentagono mandò in collera i suoi superiori che da quel momento lo obbligarono ad una revisione dei suoi scritti.

Nonostante tutto, Buzzel, sottolineò come i suoi post furono di grande utilità per comunicare con i suoi familiari, soprattutto perché nell’installazione militare dove prestava servizio, le lettere che riceveva dagli amici e dai parenti, arrivavano sempre con grande ritardo.

Questo è il potere del blog e della blogsfera!

Alessandro Cosimetti


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