Recupero Fisico e Mentale
Mi è venuto in mente di scrivere questo articolo, dopo essere venuto a conoscenza dell’infortunio subito da Fabio Cannavaro in uno degli allenamenti che la nazionale di calcio sta effettuando per l’esordio nel prossimo Europeo.
Molte volte si è parlato di scarsi reuperi ed eccessivi impegni per i calciatori.
La macchina “fabbrica sodi” del calcio non sembra arrestarsi difronte all’esigenza di pause e recuperi umanamente ammissibili.
Purtroppo, quando ci sono di mezzo sponsor, diritti televisivi e quant’altro di simile non ci si può proprio fermare!
D’accordo, i calciatori professionisti (soprattutto quelli delle massime serie nazionali) percepiscono somme di denaro che neanche i manager delle aziende ottengono dopo anni di servizio.
Resta il fatto comunque che il corpo non sembrerebbe tenerne conto dei lauti stipendi concessi e capita quindi che un atleta, ad un certo punto non regga più tutto lo stress a cui è sottoposto.
Circa sette anni fa, mi sono interessato al bodybuilding natural, grazie anche ai testi di Claudio Tozzi, presidente e fondatore della N.B.B.F. (Natural BodyBuilding Federation).
Il metodo da lui insegnato e che applico ormai da anni, prende il nome di B.I.I.O. ovvero l’acronimo di: Breve, Intenso, Infrequente, Organizzato.
Ora senza entrare nei dettagli di tale metodologia, vorrei soffermarmi su una frase che lo stesso Tozzi ha riportato nel suo testo, relativa proprio al recupero fisico.
In pratica, nello spiegare l’importanza di quest’ultima fase, ci ricorda come i calciatori che hanno partecipato ad un evento successivo agli impegni con i rispettivi club di appartenenza (Mondiale, Europeo, Olimpiadi) solitamente alla ripresa della nuova stagione, non rendono come in passato.
E’ evidente che un eccessivo numero di impegni, uno dopo l’altro, non dia al corpo la possibilità di compensare come dovrebbe.
E’ chiaro che anche la mente ne risente. Ora, uscendo per un attimo dal mondo sportivo, ricordo che tempo fa si è parlato dello stress da blog.
Molti, in preda alla frenesia di pubblicare almeno un articolo al giorno, difronte ad una normale fase di stallo di idee e contenuti, cadono nella paranoia più totale.
Ho conosciuto personalmente, marketer ed articolisti, che una volta entrati nella “fase buia” non accettano minimamente l’idea di staccarsi un attimo dal monitor.
Continuano imperterriti a spremersi le meningi con la speranza di “cavare un ragno dal buco”.
Che sia fisico o mentale, il recupero riveste un ruolo di pari importanza della stessa attività che svolgiamo.
“Recuperare non significa assolutamente arrendersi!”
Alessandro Cosimetti
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Tags: bodybuilding, cervello, sport


