Previsioni di mercato
Un breve post solo per commentare la notizia sui crolli dei prezzi degli immobili negli Stati Uniti.
Nel mio articolo del non tanto lontano 6 settembre, sulle svalutazioni immobiliarie improvvise parlavo appunto di come un mutuo sulla casa in cui decidiamo di andare a vivere, non sia un operazione finanziaria decisamente intelligente.
L’errore che solitamente si commette è quello di non considerare i crolli del mercato, con la quasi matematica certezza di avere un bene destinato solo a incrementarsi.
Si ragiona di più in termini di cuore e tradizione piuttosto che leggendo i segnali del mercato. La notizia in questione è pubblicata dall’Ansa in data odierna:
(ANSA) – ROMA, 27 SET – Il prezzo delle abitazioni di nuove costruzioni negli Usa ad agosto è sceso del 7,5%: è la contrazione maggiore dal 1970. Il ribasso delle compravendite del mese scorso è dell’8,3%. Gli analisti si attendevano un ribasso di circa il 5,2% a 825mila unità vendute. Si tratta del livello di compravendite piu’ basso da più di sette anni che si raffronta alle 867mila unità oggetto di compravendita il mese
Ora molti diranno “Si, ma qui siamo in Italia” ed io potrei risponderti “Ok, hai ragione” ma nuovamente, ti invito a leggere i segnali del mercato e le probabili conseguenze da esse scaturite.
Sembrerebbe che ciò che accada negli Stati Uniti, seppure non nello stesso periodo, si riproponga in seguito anche nel nostro Paese. Dalla recente crisi dei mutui americani, ad un’altra notizia dell’Ansa che lascio commentare a te:
Mutui, sale a 9% soglia tassi usura (ANSA) – ROMA, 27 SET – Sale la soglia del tasso usuraio sui mutui con garanzia reale a tasso fisso e variabile rispettivamente al 9,09% e all’8,565%. Lo si rileva dai consueti dati sul settore rilevati dalla banca centrale italiana in riferimento al prossimo trimestre.Per i mutui a tasso fisso gli interessi effettivi globali medi sono stabiliti da Bankitalia al 6,06%, quelli sui mutui a tassi variabili al 5,71%. Per essere definiti usurari, i tassi non devono eccedere del 50% il tasso medio di riferimento.
Sicuramente ne risentirà il Cash Flow se non lavoriamo sulle convinzioni che abbiamo sul denaro.
Alessandro Cosimetti
