Punto d’Applicazione: Questione di Marketing!

Stavo cercando un termine per definire una certa cosa riguardo il marketing.

Poi mi è venuto in mente il seguente: punto d’applicazione.

Cosa è?

Partiamo con un esempio. Diciamo che sei un venditore di scarpe e quindi hai un magazzino pieno di prodotti di questo genere.

Devi venderli ora. Mi sembra logica e scontata la cosa!

A chi ti rivolgi? Qual’è il tuo mercato di riferimento?

Venderesti mai le tue scarpe in un villaggio dove gli abitanti non solo, non hanno soldi per comprarsi da mangiare, ma camminano a piedi nudi tutto il giorno?

Se i tuoi clienti fossero questi, non avresti scampo. Una volta aperto il tuo negozio, lo chiuderesti lo stesso giorno!

Magari sarebbe meglio vendere scarpe (eleganti) a uomini d’affari. Persone che curano il loro look e che ogni mattina devono presentarsi in perfetto ordine.

Insomma, clienti interessati al prodotto, ma soprattutto che siano anche intenzionati a spendere pur di averlo.

Sai, è un concetto tanto banale, quanto semplice. Chiunque leggendo queste poche righe direbbe: “E grazie, hai scoperto l’acqua calda!”

Ma se è così tanto semplice, perché la maggior parte della gente non lo mette in pratica?

Questo è il punto d’applicazione. Se lo sposti anche di poco, inizi a guadagnare tanto. Se rimani dove sei, continui a guadagnare poco. Molto poco!

Ora un altro esempio. Questa volta prendiamo un caso reale.

Un impiegato lavora in una multinazionale. Conosce il settore e quindi decide di proporre delle idee innovative ai suoi diretti responsabili.

Nessuno lo ascolta e le sue idee rimangono irrealizzate.

Cosa fa questo impiegato?

Presenta le dimissioni. Diventa libero professionista. Ora, bada bene, non cambia mercato, ma soltanto il suo punto d’applicazione.

Presenta il progetto a nuovi partner che a differenza della sua azienda, sono entusiasti delle sue idee.

Ora guadagna di più, ha più tempo per se stesso, maggiori gratificazioni, e tanti altri vantaggi ancora!

Conosci qualcuno che abbia intrapreso la sua stessa strada?

Hai mai provato a cambiare soltanto il punto d’applicazione?

Lo sai che tanti ragazzi sono abilissimi con internet e quello che sanno fare potrebbe incrementare le vendite di una grande azienda, o di un cliente con grosse risorse economiche?

Ne conosco tanti, molti dei quali davvero competenti e capaci. Eppure, se ne restano chiusi nella loro stanzetta, soffocando totlamente il loro enorme potenziale.

Magari anche tu, sei bravissimo a fare una certa cosa, e potrebbe renderti di più, proprio se il tuo punto d’applicazione fosse un altro.

Alessandro Cosimetti


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7 Responses to “Punto d’Applicazione: Questione di Marketing!”

  1. Alex Billico Says:

    Ciao Ale, sono pienamente d’accordo con te nel dire che sembra tutto semplice, e che molte persone purtroppo si giocano di noi per farci sembrare persone che non servono a nulla.

    Il punto di applicazione è uno dei miei punti più forti mi sono trovato spessissimo nelle condizioni di fare delle scelte da diversi punti di vista per osservare il risultato poi ho divuto attendere e capire meglio se si poteva ancora ottimizzare.

    Bisogna conoscere i vari punti di applicazione per metterli in pratica, ma la cosa geniale, secondo me è che è tutto nascosto dentro la nostra creatività.

    Siamo noi che cambiamo quello che vogliamo cambiare e siamo sempre noi a decidere sulle scelte degli altri, vi sembra cosi assurdo ?

    E’ proprio quello che è successo alla persona che descrive Alessandro ed è proprio quello che è accaduto a me, che stavo cercando di piazzare un business nel quale non credeva nessuno.

    Poi di colpo è bastata un’implementazione semplice per far brillare gli occhi dell’azienda che in meno d 3 minuti senza neanche pensarci mi ha detto, questo è straordinario lo vogliamo noi in esclusiva mondiale.

    Naturalmente avevo raggiunto l’obiettivo, ma l’esclusiva
    non avevo intenzione di cederla, poichè mi sarebbe costato una fetta di mercato che invece tenevo ad avere.

    Adesso ero io che gestivo loro e non più loro me , cosi hanno gettato la spugna sull’esclusiva e si sono accontentati del loro paese.

    La mia scelta è stata fatta in meno 30 secondi , la loro frase era questa : ” prendere o lasciare ” io avendo visto molto più lontano di loro, ho detto : ” mi dispiace lascio ” .

    Una volta capito il punto di applicazione sei tu che comandi il gioco.

    Alex Billico

  2. Alessandro Cosimetti Says:

    Ciao Alex,

    grazie per il tuo prezioso intervento!

    Ne abbiamo parlato tante volte insieme. La cosa che più mi dispiace è proprio quella di vedere tanti talenti timorosi di espandersi.

    L’esperienza mi ha insegnato che dare valore alle nostre capacità, rende il tutto ancora più potente!

    Il prezzo che rischiamo di pagare, è troppo alto: la nostra vita e i nostri interessi.

    Grazie ancora!
    Alessandro

  3. AGT Says:

    Interessante e molto vero questo intervento, mi ci trovo ancora di più perchè sono una donna e proprio le donne sono quelle che meno considerano “spendibili” i loro talenti e hanno paura di cambiare il loro punto di applicazione!

  4. Giuliano Says:

    Quando iniziai a lavorare sul mio progetto “Trainer Professional Automotive” qualcuno disse che avevo sbagliato tutto, altri risero prendendomi per pazzo.

    Ma avevo troppa esperienza per passare i miei giorni davanti ad una scrivania con l’illusione del posto fisso e della busta paga sicura a fine mese.

    Poi arrivarono in molti a chiedermi consigli, perchè hanno fatto una bella analisi di mercato e hanno visto in me la soluzione migliore ad alcuni problemi che attanagliano il settore.

    La cosa fantastica che riesco a portare avanti tutto con una semplicità unica e mi sto divertendo un casino!

    Complimenti a chi è stato ingrado di cambiare il proprio lavoro e un in bocca al lupo a chi ci sta pensando sopra.

    Giuliano Cosimetti

  5. Alessandro Cosimetti Says:

    E’ vero le donne spesso a priori si considerano inadatte a certi ruoli o certe mansioni.

    Tornando al discorso di internet e dell’infomarketing, nel web ancora mi devo imbattere su un loro lavoro…State lasciando troppo spazio agli uomini! :-)
    Alessandro

  6. AGT Says:

    Alessandro, io sto “lavorando” proprio in questo senso perchè ho visto che, soprattutto chi ha (o sta per avere)un bimbo piccolo vorrebbe poter lavorare “da casa” (diciamo così) ma non sa come fare, ed ho riscontrato che noi donne abbiamo:
    1. poca informazione in generale (ed anche meno accesso al web)
    2. una sorta di “pigrizia mentale” perchè abituate al posto fisso
    3. effettiva difficoltà a vedere i propri talenti come “valore” e di conseguenza difficoltà ad utilizzarli in questo campo (anche se molti sono valori reali e spendibili con le giuste modalità).

  7. Alessandro Cosimetti Says:

    Ciao,

    ho sempre considerato il lavoro da casa una grande opportunità per tutte le mamme.

    Dal punto di vista finaziario è inutile guadagnare lavorando in ufficio ad esempio, per poi convertire parte dello stipendio nella rata della’asilo nido o della baby sitter o nell’auto e la benzina per recarci in ufficio.

    Al contrario, con un attività “casalinga” questo problema viene sopperito.

    A mio parere, non è soltanto una questione economica ma anche educativa.
    Avere la possibilità di stare con il bambino ci pemette di stare più sicuri e di educarlo secondo i nostri valori.

    Rispondo ora ai tuoi punti.

    1. Le informazioni si acquisiscono e questo processo non tiene conto del sesso di colui (o colei) che dicide di acquisirle.

    2. La pigrizia! Hai toccato il tasto dolente. Tutti vogliono ma nessuno fa niente.
    Spesso non è una questione di materiale didattico, ma voglia di consultarlo. Ci vuole impegno e caparbietà, senz’altro!

    3. Credo che sia una questione di pregiudizi. A volte basterebbe vedere come hanno fatto coloro che hanno ottenuto successo o che hanno realizzato ciò che vorremmo anche noi.
    Negli ultimi anni sono nate nuove figure professionali come ad esempio il “coach dello shopping” che in America va moltissimo ed ultimamente anche qui da noi comincia a farsi vedere.

    Non devi chiederti se possa piacere ma se possa essere utile a qualcuno e se quest’ultimi siano disposti a pagare er avere il tuo servizio/prodotto.

    Alessandro

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