Campagne antifumo: L’incoerenza dello Stato
Anche se non sono mai stato un fumatore, non posso esimermi nel considerare incoerenti, le campagne antifumo promosse dal Ministero della Salute – ovvero lo Stato.
Se dovessi esprimermi a parole mie, direi che sono una grossa presa per in giro (in realtà userei un altro termine).
Andiamo con ordine. Il mio ragionamento è il seguente.
Il fumo fa male, provoca danni all’apparato respiratorio, al sistema cardiocircolatorio, favorisce la comparsa di patologie tumorali. Fino a qui, niente di nuovo.
Il Ministero della Salute, ogni anno lancia campagne antifumo in modo da ridurre il numero dei fumatori in Italia (limitiamoci al nostro paese). Quindi, lo Stato italiano ci dice che il fumo nuoce gravemente alla salute dei fumatori attivi e passivi.
E qui entra in gioco l’incoerenza!
Al tempo stesso lo Stato percepisce – attraverso il monopolio – soldi sul commercio dei prodotti a base di tabacco (e altre sostanze nocive).
Riepiloghiamo. Attraverso le campagne antifumo, mette in evidenza i pericoli e i danni riscontrabili, dall’altra invece “fa cassa” sulle debolezze psichiche e fisiche (il fumo crea dipendenza) dei fumatori.
Ha senso tutto questo?
Mi chiedo se lo Stato non guadagnasse in tutto ciò, permetterebbe il commercio del tabacco e dei suoi derivati?
Alessandro Cosimetti
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