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PH: Il Fattore dimenticato della Nutrizione

Posted by Alessandro Cosimetti on 19 Lug 2008 | Tagged as: benessere fisico, alimentazione, pnl, stress

ph-nutrizione-stile-alimentare.jpgOgni tanto controllo cosa cercano i miei lettori nel blog, visionando gli argomenti inseriti proprio nella “casellina ”che trovi qui, in alto a destra.

Ad esempio è da qualche giorno che noto che nelle ricerche vengono inserite la parole PH e Tozzi (successivamente alimentazione, dieta, dimagrire, salute, ecc.)

Allora andiamo con ordine. La relazione esistente tra le prime due parole è riconducibile al noto report che Caludio Tozzi (preparatore atletico e presidente della N.B.B.F.) ha scritto sull’equilibrio acido-base.

Se ancora non lo hai letto, ti invito a farlo subito scaricando gratuitamente “Il Fattore dimenticato della Nutrizione” 1^Parte e 2^ Parte.

Da circa 10 anni seguo ed applico con ottimi risultati sia estetici che salutari, la Dieta a Zona del noto biochimico americano Barry Sears.

L’aspetto interessante della Zona, è quello di permettere a chiunque di crearsi uno stile alimentare estremamente personalizzato.

La Dieta a Zona infatti tiene conto della percentuale di grasso corporeo, del grado di attività fisica, delle esigenze di ogni individuo.

Nonostante sia un grande estimatore di Sears, un difetto però l’ho trovato. Meglio sarebbe dire che ogni stile alimentare presenta questa problematica.

Pearlo esattamente dell’equilibrio acido-base di cui il report parla in maniera esaustiva.

Spesso un cibo può far bene o male al nostro organismo dipendentemente da ciò con lui lo abbiniamo.

A tal proposito, ti consiglio di consultare anche il testo di Luciano Rizzo in quanto come me, crede molto nell’approccio psicologico sull’alimentazione (La Dieta Top Energy).

Nella sua scheda di presentazione noterai come dia importanza a due aspetti non sempre utilizzati in sinergia tra di loro: alimentazione e mente.

Anche lui come me, ha studiato PNL (Programmazione Neuro Linguistica) che integrata con un corretto regime alimentare diventa un vero e proprio stile di vita di assoluto benessere.

A questo punto ti invito innanzi tutto a leggere il report che ti ho indicato ad inizio articolo e poi eventualmente approfondire con altri testi.

Alessandro Cosimetti

Doping, ipocrisia e false illusioni

Posted by Alessandro Cosimetti on 17 Lug 2008 | Tagged as: benessere fisico, alimentazione

doping-ipocrisia-illusioni.jpgPurtroppo l’ennesimo caso di doping nel mondo del ciclismo. E’ risultato positivo all’Epo il corridore Riccardo Riccò.

Tempo fa parlavo di sostanze illecite e conseguenze sull’organismo insieme ad un mio amico, personal trainer in un noto circolo di Roma.

Non voglio scrivere l’ennesimo trattato contro le sostanze dopanti, o contro chi ne fa uso.

La cosa che più mi da fastidio in assoluto è l’ipocrisia di coloro che ricorrono al doping per migliorare le proprie prestazioni sportive.

Mi sento ripetere spesso che ognuno è libero di fare quello che vuole con il proprio corpo. Se vuole iniettarsi merda nelle vene è una sua libera scelta.

Per carità, non vado certo a fare il buon samaritano per le palestre o nei circoli, ma non sopporto quello che accade quando domandi ad una di queste persone se facciano uso di qualche sostanza particolare.

Non ti rispondono mai!

Fanno incredibili acrobazie linguistiche, ma mai che ti diano una risposta esaustiva ad una domanda del genere. Ti parlano di sacrifici, di esperienza, di passione, di volontà, motivazione e genetica, ma mai di doping.

Ad esempio in varie puntate del Bivio, programma condotto da Enrico Ruggeri, più volte sono stati presenti dei bodybuilder professionisti che hanno raccontato episodi particolari della loro vita.

In una puntata venne invitato come ospite Claudio Tozzi (presidente e fondatore della N.B.B.F.) che ha cercato di porre l’attenzione sull’uso di certe sostanze nel mondo del bodybuilding.

Purtroppo, il suo intervento, forse per ovvie ragioni interne (il protagonista della serata era una ragazza non certo natural!), è stato fin troppo moderato e contenuto.

Il giorno dopo, nei vari forum, molti hanno espresso il loro disappunto considerandola come una occasione perduta per screditare chi fa uso del doping in questo sport.

Vedi, a me non me ne frega proprio nulla se qualcuno sceglie di doparsi, ma non sopporto che facciano passare i loro risultati (estetici nel caso del bodybuilding) come un lavoro pulito.

Il danno che si viene a creare, è verso tutte le nuove generazioni, che si interessano a questo meraviglioso sport (è dimostrato che l’attività con i pesi migliora moltissime funzioni del nostro organismo, oltre a prevenire traumi e patologie varie).

Quest’ultimi penseranno che i risultati dei loro “eroi” siano anche alla loro portata. Poi nel tempo si ricrederanno!

Certo, un allenamento periodicizzato, ben strutturato e una sana alimentazione danno eccellenti risultati ma non quelli pubblicizzati o visibili nelle varie competizioni (Olympians ad esempio).

Per concludere. Vuoi fare uso di sostanze dopanti? Bene, fatti tuoi, ma non illudere gli altri ed essi più coerente (per non parlare poi del fatto di tirare fuori gli attributi ed ammetterlo davanti agli altri!).

Doping, ipocrisia e false illusioni!

Alessandro Cosimetti

Vizi e Patologie sulle spese dello Stato

Posted by Alessandro Cosimetti on 10 Lug 2008 | Tagged as: Finanza, benessere fisico, ricchezza, smettere di fumare, alimentazione

smettere-fumare.jpg“Ma quanto ci costano questi fumatori!”

E già, sembra tanto una di quelle frasi che si dicono per indurre un nostro amico o parente nello smettere di fumare.

Effettivamente è una sorta di strategia ampiamente utilizzata ma che, dato i risultati che porta, non credo abbia una sua comprovata efficacia.

Non è soltanto il fumo uno dei tanti vizi o meglio patologie che gravano sulle casse dello Stato. Non credo neanche sia una questione di luoghi geografici, in quanto sembrerebbe essere un male dei conti in rosso di tanti altri Stati (Europei e non).

Naturalmente ad essi, si aggiungono altre problematiche che non espongo in questo articolo.

Ad esempio negli Stati Uniti più volte si è parlato del problema dell’obesità e le relative spese per le cure ai pazienti colpiti da questa problematica.

Sul tema fumo invece, addirittura il più piccolo Stato del mondo, il Niue (un’isoletta di 1.400 abitanti nel Sud del Pacifico) ha capito che questo vizietto avrebbe reso più difficoltosa l’integrità dei conti del Paese.

Forse l’iniziativa del piccolo Stato è un pò troppo rigida, perchè non solo ha proibito la vendita totale dei prodotti derivanti del tabacco, ma addirittura ne proibisce l’utilizzo nelle abitazioni private.

Questo è quello che prevede il disegno del decreto di legge presentato negli ultimi giorni. Certamente i danni del ciclone tropicale Heta del 2004 sul piano economico ha messo in ginocchio l’intera popolazione che adesso sta cercando di limitarne le consegunze sul piano fiscale.

Un altro aspetto interessante che ho scoperto, scartabellando qua e là su internet, alla ricerca di informazioni sul Niue, è stata quella della conoscenza della loro dieta alimentare, costituita fondamentalmente da pesce e frutti di stagione.

Direi un tipo di alimentazione molto simile per certi versi alla nota Dieta a Zona, la stessa che applico da ben otto anni.

Certo, le ripartizioni caloriche non rispettano i canoni precisi della Zona (40-30-30) ma per altre caratteristiche direi che è molto vicina come “filosofia nutrizionale”.

Alimentazione equilibrata, zero fumo e attività fisica (questa l’aggiungo io!). Detto questo, non aggiungo altro!

Alessandro Cosimetti

Calorie dei cibi nei Menù. Qual’è l’utilità?

Posted by Alessandro Cosimetti on 02 Lug 2008 | Tagged as: benessere fisico, alimentazione

calorie-fabbisogno-alimentazione.jpgQuante persone conosci che parlano di calorie dei cibi?

Molti usano dire: “Questo cibo ha troppe calorie, ecc., ecc.”

Ma effettivamente, quanti sanno quale sia il proprio fabbisogno energetico calorico? A questa domanda potrei dire per esperienza che veramente pochi saprebbero rispondere.

Ho letto dell’iniziativa di Ascea (Salerno) dove nei ristoranti, è scattato l’obbligo di indicare il numero di calorie presenti nelle varie pietanze servite.

Insomma, basterà leggere il menù per renderci conto di questo valore, anche se a mio avviso pochi sapranno orientarsi tra numeri e numeretti stampati.

Trovo l’iniziativa molto istruttiva ed anche innovativa, ma ripeto, non sarà un supporto di grande utilità per chi non conosce il proprio fabbisogno quotidiano.

Non credo che un’iniziativa del genere possa ritenersi soddisfacente per promuovere una sana alimentazione. Il calcolo calorico dovrebbe essere soltanto uno degli ultimi aspetti da trattare in nutrizione.

A mio avviso, credo che prima di tutto si debba fare una certa chiarezza su tanti altri aspetti e soltanto dopo porre l’attenzione alle calorie dei cibi.

In fondo, basterebbe realizzare un semplice sondaggio per renderci conto che la maggior parte delle persone non sa quante calorie deve consumare nell’arco della giornata.

Molti neanche sanno cosa siano e quali sono i cibi da cui assimilarle.

I problemi devono essere risolti sempre alla fonte.

Alessandro Cosimetti

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