Archivio della categoria ‘apprendimento’

Voglio entrare in ufficio e non uscirne mai!

Sabato, Novembre 15th, 2008

Il posto di lavoro incide molto sulla produttività dei dipendenti, a tal punto da decretare il successo di un’azienda.

Negli ultimi giorni, sulla rete stanno circolando i video degli uffici di Google, sparsi nel mondo. Ne avevo già parlato qualche mese fa, decantando proprio quelli presenti a Milano.

L’ambiente circostante influisce sullo stato d’animo dei lavoratori, motivandoli o meno nel proseguo delle loro attività.

Lo sappiamo benissimo che la maggioranza dei lavoratori, maledice il proprio posto di lavoro. Non sorprende neanche che il numero degli assenteisti negli uffici si sia drasticamente ridotto, dopo il decreto Brunetta.

I dipendenti non amano il proprio lavoro, ma la responsabilità di tale svogliatezza non è imputabile soltanto al lavoratore stesso. Anche i datori, ne sono responsabili.

Google lo ha capito, e in ogni suo ufficio, ha adottato uno stile ed un standard lavorativo originale e stimolante, indipendentemente dagli usi e costumi dei paesi dove è presente.

Questo ad esempio è il video, degli uffici di Google di New York.

La convinzione che studiare e lavorare sia noioso

Ambienti creativi, accoglienti, stimolanti e soprattutto divertenti sono i segreti dell’incremento della loro produttività.

Sin da bambini, siamo stati abituati a credere che lo studio ad esempio, sia una pratica noiosa e priva di divertimento. Sono convinzioni che nel tempo ci siamo portati dietro, dalla scuola all’ufficio.

Se a tutto ciò, aggiungiamo anche l’incapacità stessa - delle aziende o dei datori - di creare un ambiente stimolante, diveniamo facilmente vittime dello stress da lavoro.

Quando un posto di lavoro è tutt’altro che stimolante

Dopo la mia esperienza presso la multinazionale - dove ho lavorato per sette anni - trascorsi sei mesi presso un’altra azienda, prima di divenire un libero professionista.

La mia postazione in ufficio, era dietro un angolo buio e distante dagli altri colleghi. Davanti a me avevo soltanto il monitor del computer ed una parete con la stampa in bianco e nero di un enorme orologio.

Alle mie spalle, una porta in ferro ci separava da una gelida stanza, dove venivano custoditi i server di tutti gli uffici, con un condizionatore perennemente accesso anche di inverno, per evitatarne il surriscaldamento.

Da sotto la porta passava uno spiraglio d’aria fredda che sbatteva direttamente sulla mia schiena, ogni giorno per ben otto ore.

Durante la pausa, mentre i responsabili - che abitavano a pochi metri dal posto di lavoro - se ne andavano a pranzo a casa, io e gli altri colleghi eravamo costretti ad uscire dall’ufficio anche quando pioveva e le temperature erano prossime allo zero.

L’ufficio non era a norma. Non c’era un’uscita d’emergenza, il bagno era ad un paio di metri da me (puoi immaginarti gli odori che emanava) e la fotocopiatrice alle nostre spalle - perennemente in azione - non era riposta in un’apposita stanza, come le normative sulla sicurezza stabiliscono.

Ora, non c’è da stupirsi, se tutti i loro ex dipendenti - nonostante la proposta di un aumentato dei salari - se ne siano andati senza pensarci neanche un secondo.

In questo caso, non parliamo di denaro, ma di posti di lavoro ideali, dove lavorare serenamente e dove poter crescere professionalmente.

Alessandro Cosimetti

Il potere della mappa mentale racchiusa in un’immagine

Sabato, Ottobre 11th, 2008

Più volte ho parlato delle mappe mentali nei miei studi.

Le utilizzo per ogni libro che leggo perché mi aiutano a focalizzare i punti salienti del testo, mantenendoli attivi nella mia mente per sempre.

In realtà, affinché restino impressi nella nostra mente è necessario eseguire determinati ripassi in tempistiche differenti.

Naturalmente, nulla a che vedere con il classico ripasso con decine di fogli e appunti.

Mappe mentali per studiare

La mappa mentale è un unico foglio, solitamente di grosse dimensioni, ricca di colori e disegni ma nulla a che vedere con le lunghissime liste o paginone ricche di parole, parole e soltanto parole.

Le mappe mentali, funzionano perché rispecchiano a pieno lo stesso sistema “reticolare” (neuro associativo) del nostro cervello.

A distanza di mesi, quando voglio rinfrescare le mie conoscenze, mi basta riprendere una mappa mentale e guardarla per pochi minuti.

Un po’ come quando vediamo una foto dal nostro album fotografico. La scrutiamo e la nostra mente improvvisamente è sovraffollata di ricordi del passato.

Tutto questo in assoluta autonomia. Uno semplice sguardo e a tutto il resto pensa il nostro cervello.

Mappe mentali per sviluppare un’idea

Un altro aspetto davvero interessante e utile di una mappa mentale è quella di essere un eccellente strumento anche per sviluppare un progetto o un’idea.

Ad esempio il mio ultimo ebook di oltre 200 pagine sul benessere fisico, è nato da una serie di mappe mentali, ognuna riguardante i tre aspetti di cui è composta la guida (psicologia, alimentazione, aerobica).

Una volta sviluppate, le ho integrate all’interno dello stesso ebook.

In questo modo i lettori avranno un valido strumento per eseguire i loro ripassi e per memorizzarne meglio i contenuti.

Alessandro Cosimetti

La consapevolezza di una scelta

Mercoledì, Ottobre 8th, 2008

Se mi segui da tempo su questo blog, sai che non nutro una grande ammirazione verso l’istruzione del nostro Paese.

Decisamente fuori competizione rispetto al resto dell’Europa e del mondo.

Non mi stupisco quindi del solito fenomeno dei “cervelli in fuga”.

Verso la fine della scuola media, mi trovai a fare una scelta: iniziare a lavorare oppure proseguire con gli studi.

Non avevo le idee abbastanza chiare sulla scelta del percorso di studi d’affrontare.

Certo, amavo molto il disegno artistico, ma ero timoroso sulle opportunità di lavoro che poteva offrirmi un titolo di studio del genere.

Alla fine scelsi l’istituto tecnico industriale e dopo cinque anni divenni perito meccanico.

Devo essere sincero, di impieghi grazie a quel diploma ne ho trovati, tra cui la mia ultima esperienza come impiegato presso una grande azienda.

Ora, sicuro che starai pensando: “E allora? Di che ti lamenti?”

Te lo dico subito, Mi lamento del fatto di non aver avuto la possibilità di conoscere tutte le opzioni a mia disposizione.

Vedi, oggi nonostante abbia avviato un’attività da libero professionista che mi appassiona molto, non farei la stessa scelta che feci quando avevo 13 anni.

Di passioni ne ho tante e molto probabilmente in passato con una maggiore consapevolezza sul mondo del lavoro, non avrei perso otto anni della mia vita a fare qualcosa che non amo.

Si, è vero, non sono l’unico che ha ricoperto una mansione che detesta, anzi mi considero fortunato perché le mie esperienze negative mi hanno permesso di raggiungere i miei veri obiettivi.

Ma come ben sai, non tutti ci riescono. Forse timorosi di fallire, di deludere qualcuno, rimangono “aggrappati” a quello che hanno.

Odiano il proprio lavoro, ma non fanno nulla per cambiarlo e ti assicuro che il solo fatto di desiderarlo non equivale certo a volerlo!

Vedi, quando decisi di iscrivermi ad un liceo, ho cercato di reperire informazioni su tutti i percorsi di studio possibili, ma nessuno è stato in grado di guidarmi e direzionarmi verso una soluzione.

Alla fine, come ti ho detto prima, ho fatto una scelta basando tutto sulla sensazione di sicurezza.

Soltanto dopo, nel corso degli anni, ho cominciato ad abituarmi all’idea di guadagnarmi da vivere con un lavoro che non rispettasse le mie vere attitudini.

Ne parlavo qualche giorno fa proprio con Gianluigi. Oltre ad essere un grande appassionato di crescita personale, è anche iscritto alla facoltà di economia a Tor Vergata.

Quando gli chiesi come mai non avesse scelto una facoltà molto più vicina alle sue passioni, come scienze della comunicazione, mi diede una risposta perfettamente in linea con il concetto di questo post.

Mi disse: “Certo Ale, ci avevo pensato eccome. Mi ero anche presentato direttamente alla facoltà per avere delle informazioni, ma non mi è stato possibile”

Ora, ti starai chiedendo cosa lo abbia ostacolato.

“Vedi Ale, quando ho chiesto del materiale da consultare, mi hanno dirottato verso una grande scrivania piena di fogli, volantini, di tutte le forme e colori, quindi…”.

Bhe, capisci tu stesso che Gianluigi, un po’ come me quando scelsi il liceo, si trovò a fare una scelta che non corrispose pienamente alle sue vere passioni ed interessi.

Certo, una laurea in economia è pur sempre utile ma spesso fare esattamente ciò che amiamo, rende la vita molto più leggera!

Alessandro Cosimetti

Ma dai, togli quei volumi e mettici un notebook!

Martedì, Ottobre 7th, 2008

I miei genitori a casa, tengono ancora un’enciclopedia che mio padre comprò a me e mio fratello ai tempi delle elementari.

I suoi contenuti sono talmente arretrati che al suo interno ancora si parla del muro di Berlino, dell’Urss, del mondiale del ‘82 come recente vittoria della nostra nazionale di calcio ed altre notizie dell’era paleolitica.

Certo, la storia ha la sua importanza, ma in questo caso parliamo di strumenti di informazione e d’attualità.

Proprio l’altro giorno, per telefono, mia madre mi disse che tramite quell’enciclopedia, aveva cercato di documentarsi su dei termini medici.

In quel momento mi misi a ridere. Presumo che a distanza di oltre 20 anni la medicina “qualche” progresso lo abbia fatto!

A lei dissi: “Ma mamma, quell’encicilopedia è ultra datata, usa internet se vuoi aggiornarti!”

In effetti, le lunghe pile di volumi che eravamo abituati ad avere sui scaffali delle nostre librerie, sono destinati a sparire (se già non hanno preso il volo!) o a divenire dei cimeli dei tempi passati (magari quelle rilegate in pelle).

In questo modo risparmieremo denaro (il web offre contenuti e aggiornamenti gratuiti) e spazio (un notebook è più che sufficiente).

Per chi ancora non lo avesse capito, viviamo nell’era dell’enciclopedie libere.

Alessandro Cosimetti

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