Archivio della categoria ‘benessere fisico’

Bambini sovrappeso: Genetica, abitudini alimentari, visione distorta dei genitori

Lunedì, Ottobre 13th, 2008

Sono tanti i motivi che portano un bambino ad ingrassare. Ne elenco giusto qualcuno.

Aspetto genetico

Molti di loro sono tendenzialmente portati ad ingrassare di più rispetto ad altri per una questione genetica.

La cosa è riscontrabile osservando gli altri componenti della famiglia: padre, madre e fratelli.

Un bambino “robusto” spesso ha genitori altrettanto “in carne”.

A differenza di loro i magri di natura hanno la facoltà di mangiare senza alcun limite ed organizzazione, riuscendo a mantenere una linea invidiabile.

Naturalmente quest’ultimo aspetto non esula dall’alterare negativamente i propri valori biologici. Quindi magro fuori non è per forza di cose, sinonimo di benessere interiore.

Abitudini alimentari

Altro aspetto capace di far lievitare l’ago della bilancia sono le cattive abitudini alimentari. La maggior parte dei bambini non fa colazione la mattina concentrando la gran parte degli alimenti ingeriti in due, massimo tre pasti giornalieri.

Non eseguono un’alimentazione bilanciata, rischiando spesso di ingerire un nutriente in dosi eccessive a discapito degli altri (disequilibrio alimentare).

Abitudini quotidiane

Sempre in tema di abitudini, è doveroso soffermarci anche su quelle che accompagnano i pasti.

Molti bambini non eseguono attività fisiche. Mangiano davanti alla tv, mentre giocano ai videogiochi, per noia, per socializzare soltanto, ecc.

Educazione alimentare

Il fatto di essere di giovane età non dovrebbe mai, esortare un genitore nell’educare il proprio bambino ad un’alimentazione più equilibrata.

Essere giovani, non significa non risentirne degli abusi e degli eccessi di un pasto.

La maggior parte degli adulti sovrappeso, hanno sofferto di questa patologia anche d’adolescenti. E’ quindi una problematica tramandata nel tempo.

Non risolvere il problema alla sua origine significa portarsela con se negli anni.

Visione distorta dei genitori

Questo è uno degli aspetti di cui sono stato vittima anche io da bambino.

Le mamme spesso hanno una visione distorta della realtà. Vedono soltanto, quello che la loro mente vuol vedere.

Bambini grassi da dover sfamare in abbondanza. E’ un gesto d’amore e d’affetto, ma con risultati ed effetti chiaramente contrapposti a quelli auspicati.

Molti genitori non riescono a moderare i proprio figli a tavola perché per loro tutto ciò equivale a togliergli il cibo dalla bocca.

Fintanto, non si renderanno conto di questo aspetto, i loro bambini si sentiranno autorizzati a riempiersi la pancia di schifezze a non finire.

Alessandro Cosimetti

Ansia, stress, colite e tachicardie da crisi economica

Domenica, Ottobre 12th, 2008

Esiste una stretta relazione tra il benessere fisico ed una crisi economica.

Ne parlavo in un post, proprio qualche mese fa. Quando si hanno problemi economici inevitabilmente ne risente anche la nostra salute.

Preoccupazione da terza settimana: la rata del mutuo o della macchina, stipendi non proporzionati al tenore di vita ed anche una certa incapacità della gestione del denaro.

Si, anche quest’ultimo aspetto non andrebbe escluso.

Un esempio su tutti la recente fila per accaparrarsi l’ultimo modello di cellulare a “sole” 400 euro. E’ forse una spesa necessaria?

Ad essa ne potremmo aggiungere un infinità ancora!

Tornando al discorso della relazione tra benessere fisico e crisi economica andrebbe ricordato anche il processo inverso.

Grossi guadagni a discapito di una vita frenetica o stressante non sono, a mio avviso, un giusto compromesso da sostenere. 

Recenti sondaggi auspicano un incremento di malattie dovute ad ansia, stress, colite e tachicardie.

Parliamo di tesi che hanno come supporto scientifico e statistico i dati registrati dopo l’11 settembre.

Alessandro Cosimetti

Erano oltre dieci anni che non mi ammalavo!

Venerdì, Ottobre 10th, 2008

Un evento più unico che raro. Un episodio davvero eccezionale!

Di che cosa sto parlando? Ma della mia influenza intestinale!

Lo so, che a molti la cosa sembrerà normale se non addirittura banale, ma nel mio caso è veramente un caso eccezionale.

Ora non ricordo con esattezza, ma non avevo la febbre da oltre dieci anni.

Neanche durante il servizio militare, dove siamo costantemente a contatto con centinaia di persone e con cui condividiamo praticamente tutto: camerata, bagno, mense, ecc.

Anche in quell’occasione sono riuscito a non marcare visita in infermeria neanche un giorno. Quando mi congedai, addirittura dissi: “Se non mi sono ammalato durante il militare, allora non mi ammalerò mai più!”

In effetti di anni ne sono passati, dove tra l’altro non mi sono neanche risparmiato nottate al gelo, footing all’aria aperta ed abiti decisamente leggeri rispetto alla stagione.

Oggi sto molto meglio e come puoi ben vedere, sono tornato a scrivere sul mio blog non tanto per una questione di frequenza di pubblicazione ma per discutere con te di tutta una serie di eventi quotidiani.

Questo pomeriggio verso le 14, ho acceso il mio pc e sono andato subito a vedere le mie attività sul web da cui mancavo da poco più di un giorno.

  • Circa 90 email da leggere (tra cui quella sull’evento di Anthony Robbins a Roma nel 2009)
  • 5 inviti su Facebook  
  • 4 vendite su eBay (peccato per quell’orologio terminato in magazzino di cui non mi ero accorto!)
  • 22 iscritti alle mie liste
  • 122 risorse non ancora consultate sul mio lettore feed

A questi aggiungo anche il fatto di aver tenuto spenti i miei cellulari (privato e di lavoro) per una giornata e mezza (meravigliosa sensazione!).

Alessandro Cosimetti

Spengo il cervello mangiando troppo

Venerdì, Ottobre 3rd, 2008

Il ritorno all’attività, dopo la pausa pranzo è uno dei momenti meno produttivi di tutta la giornata lavorativa.

Ricordo i miei ex colleghi che tornavano dalla tavola calda, dalla rosticceria, o addirittura dalla pasticceria (spesso pranzavano con i dolci).

Fare un pasto decisamente abbondante non è certo il massimo per chi si appresta a mettersi dietro una scrivania.

A stomaco pieno si ragiona meglio, certo, ma con la pancia gonfia la sonnolenza è assicurata e la produttività ne risente.

Insomma, mangiare troppo fa male al cervello?

Un recente studio eseguito dai ricercatori dell’università del Wisconsin sostiene che le conseguenze di un pasto eccessivo non sono riconducibili soltanto ad una fase post-pranzo.

Mangiare troppo scatenerebbe un’infiammazione di alcune cellule del cervello che appunto, regolano l’appetito.

E’ una ricerca che ancora deve offrirci ulteriori dati, ma che non esula nella riflessioni di determinati processi psicologici a cui assistiamo frequentemente.

Per esperienza, posso dirti che le persone che hanno metabolizzato un nuovo regime alimentare, riescono a mantenere la linea anche quando smettono di seguire minuziosamente una dieta.

Il cervello in questo caso è stato educato e calibrato nell’assimilare lo stretto necessario per espletare le loro funzioni quotidiane.

Alessandro Cosimetti

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