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Come essere un pensatore creativo senza perdere il lume della ragione

6 semplici idee per diventare un pensatore creativo

C’è una certa attesa che viene dall’essere un’anima artistica. Se la vostra arte è la danza, il canto, la pittura o la scrittura, dovete trovare sempre modi nuovi e diversi per produrre opere per le altre persone.

Questo può essere difficile, tuttavia, quando ci sono 1000 cose nella vostra mente in una sola volta.

Con i nostri orari, abbiamo bisogno di tempo per cercare nuove idee, creare opere che gli altri apprezzino e produrne abbastanza in modo che non diventino troppo vecchie.

Portare avanti un blog aggiornato, può essere frustrante e spaventoso allo stesso tempo, ma non impossibile (oltre alle mie attività, ne gestisco 2 da solo e 1 in società). Qui di seguito ci sono 6 semplici idee per diventare un pensatore creativo senza perdere il lume della ragione.

1. Essere pronti per le idee.

Tenete sempre un notebook o un quaderno con voi per ogni evenienza. A volte mentre siamo presi con altro, in una frazione di secondo nella nostra mente scatta una scintilla. Abbiamo così tanti pensieri nel corso di una giornata, che basterebbe soffermarsi ogni tanto su una di esse per rendersi conto che vale la pena di approfondirla.

Anche scrivere alcune parole chiave vi aiuterà a ricordare il punto principale di questa idea. Nella migliore delle ipotesi, una mappa mentale, un foglio di carta e qualche colore è ciò di cui avete bisogno. Con il tempo parte di queste idee (o mappe) potrete annotarle in un quaderno, che combinate ad altre idee, diverranno un pezzo di un progetto futuro.

2. Creare qualcosa tutti i giorni.

Create qualcosa tutti i giorni anche se pensate che sia soltanto spazzatura. La maggior parte di ciò che scrivo inizia con una frase su Twitter. Dopo aver scremato ciò che sta dentro la “spazzatura”, la lucido un po’ e il prodotto finale diventa un “bel pezzo di spazzatura”.

La chiave è prendere l’abitudine di costruire un “muscolo creativo”. Tempo fa, lessi che Steven King per superare il blocco dello scrittore, scriveva circa 2000 parole al giorno per ricavarne alcune idee, senza preoccuparsi del valore. Beh, se non lo sai,  nel corso dell’ultimo decennio passato ha scritto innumerevoli romanzi horror di successo.

3. Fare qualcosa di completamente diverso.

Cosa significa fare qualcosa di completamente diverso? Niente di stravolgente. Ad esempio, camminare all’indietro anziché in avanti, scrivere mancino al posto della mano destra (o mano destra al posto della sinistra), dormire sul lato opposto del letto.

Il punto è che se fate le stesse cose ogni giorno, la vostra base creativa sarà frutto di una conoscenza quasi statica, inamovibile, sterile. La creatività, nasce esplorando nuove idee che non abbiamo mai considerato prima.

Questo apre nuove idee che ci permettono di pensare in modo diverso e vedere quelle zone uniche della vita distinte dal nostro punto di vista.

4. Apprezzare le piccole cose della vita.

Apprezzate le cose piccole che normalmente vi capitano nella vita, perché non si sa mai che tipo di differenza possano fare per voi in futuro. Tutte le cose che ci circondano nel mondo hanno una certa importanza in base anche al modo in cui le guardiamo.

Un piccolo sassolino che rotola giù da una collina ghiacciata può accumulare così tanta neve da diventare una gigantesca palla verso la fine. Un semplice pennello può fare la differenza tra un buon dipinto e una cattiva pittura. Un paio di parole possono fare la differenza tra un pezzo medio e un pezzo d’ispirazione.

Queste sono tutte piccole cose che hanno un effetto profondo sul risultato finale. Ve ne accorgerete quando farete lo sforzo di aggiungere solo qualche piccolo extra (non parlo di straordinari) per rendere il vostro lavoro rilevante.

5. Non abbiate paura.

Non temete, perché di solito la paura non è reale. Quando ci mettiamo in uno stato di paura, impediamo alla nostra mente di avere pensieri creativi. Questa paura spesso scaturisce dal timore di non poter pensare a qualcosa di nuovo e diverso.

Spesso abbiamo paura di non sapere se gli altri apprezzeranno il nostro lavoro. Altre volte deriva dal confronto con persone ritenute migliori di noi.

La paura nasce anche dal fatto di partire da zero e non sapere come iniziare. Tutte queste paure possono impedirci di agire, distruggendo la nostra fiducia. Ma se l’unica cosa a cui dedicherete tempo è fuggire dalla paura, nulla di creativo verrà a farvi visita.

Qualunque siano i timori, evitate di vedere la vita attraverso di loro. C’è sempre un altro giorno e un’altra possibilità per fare meglio.

6. Il divertimento è il carburante della creatività.

Lasciatevi andare. La creatività si esprime al meglio quando siamo liberi. Ricordatevi sempre che quando si parla di creatività, non ci sono restrizioni. Siete liberi di fare quello che volete.

Ma quando vi imponete di controllare la creatività, ben presto comincerete a sentire il fardello del lavoro. Si suppone infatti, che la creatività sia la cosa più lontana dalla parola “lavoro”.

Dalla scuola al nostro lavoro, viviamo in una società che non premia e non incoraggia gli esseri umani ad essere creativi. Ci vuole coraggio per offrire un contributo al mondo attraverso l’espressione del sé.

Dovete rendervi conto che più felicemente farete il vostro lavoro, più le idee verranno a voi.

Alessandro Cosimetti

L’arte di essere ridicolo (perché essere serio è una grossa perdita di tempo)

Essere una persona seria ha i suoi vantaggi:

  • Si adattano facilmente.
  • Il resto della vita è abbastanza prevedibile, con poche sorprese.
  • Nessuno si pone domande.
  • Vengono considerati “normali”.
  • Si svegliano con un’idea abbastanza precisa della giornata che si apprestano a vivere.
  • La loro vita è costante, generalmente sicura.

Quando parlo con i miei amici del fatto di non essere troppo seri, mi guardano come se volessero dirmi «Ma questo non è un modo serio di vivere».

Per anni ho seguito i loro consigli. Non ho mai avuto il controllo completo della mia mente. Ero troppo occupato a cercare di essere una “persona seria”.

Ma poi c’è questa cosa. Questo suggerimento. Questo sussurro. Questa voce tranquilla disperata che culla da anni sotto effetto di sedativi. E’ la parte che non si arrende mai!

Mi domando: «Che cosa c’è di male se esiste un altro modo di vivere?».

L’arte di essere altamente ridicolo

Il “ridicolo” è colui che capisce qualcosa che gli altri non colgono. Porta un sottile, quasi impercettibile sorriso che fa pensare che viva di malizia. Probabilmente è esattamente così perché è quello che più gli piace!

La verità è che la gente ridicola non appare ridicola a tutti, ma solo alle persone che cercano di essere sempre serie. A loro sembrano indisciplinati e disattenti coloro che non seguono questo modello comportamentale.

Le persone ridicole, vengono definite tali in quanto tendono a…

  • Preferire una vita freestyle.
  • Lavorano per se stesse e non per qualcun altro.
  • Seguono i loro ritmi naturali e si concentrano sulla creazione di valore.
  • Sono persone che hanno deliberatamente scelto di dedicare la loro vita per uno scopo specifico.
  • Non mostrano interrese per i week-end, ne tanto meno vedono il lunedì con terrore, dal momento che si pagano da vivere facendo ciò che amano. I confini tra lavoro e vita si attenuano.
  • Cambiano spesso. A loro non piace la stagnazione e si annoiano particolarmente con routine prive di significato e modelli predeterminati.
  • Seguono le loro passioni e trovano un punto di incontro tra le loro passioni e ciò di cui hanno bisogno.

La ragione per cui le persone ridicole finiscono per abbracciare questa strada è perché si rendono perfettamente conto delle stronzate sulla serietà condizionata. In altre parole, sanno che se una cosa è considerata “autorizzata”, ciò non vuol dire che valga la pena di essere fatta.

Seguono i loro cuori e lasciano che gli altri decidano di considerarle più o meno gravi senza però farsi condizionare.

Alessandro Cosimetti

Il Complesso da Dio: l’egocentrismo divino dell’essere creativo

Non abbiamo creato il mondo o qualcosa del genere, ma credo che la maggior parte di noi più volte pecchi di “egocentrismo divino“. Tuttavia, ci possono essere alcuni aspetti negativi nell’essere creativi, soprattutto nel caso di un Complesso da Dio.

Il Complesso da Dio.

Il Complesso da Dio è definito come uno stato psicologico della mente in cui una persona crede di avere poteri soprannaturali o abilità divine. E’ la persona che di solito si ritiene al di sopra delle regole della società e deve essere oggetto di speciali considerazioni.

Possiamo onestamente pensare di essere una divinità?  No. Ma alcune persone creative sono molto sensibili a raccogliere almeno alcuni degli aspetti del Complesso da Dio.

I creativi trascorrono tutto il giorno a creare. E’ naturale che a volte si sentano troppo coinvolti in quello che fanno senza pensare a ciò che li circonda in quel momento.

Ecco cosa  porta un creativo a pensare di essere simile a Dio.

1. Si perdono nei loro piccoli mondi.

La capacità di creare qualcosa di davvero unico richiede una serie speciale di talenti. Tuttavia, quest’ultimi a volte hanno effetti negativi collaterali, ad esempio una visione a tunnel. Il più delle volte, siamo solo concentrati sul progetto a cui lavorano, e nient’altro.

Avete mai visto un bambino giocare con i blocchi di costruzione, completamente preso da ciò che sta costruendo? È molto simile. Il mondo esterno non ci tocca, quando siamo in “fase di costruzione”.

2. A volte pensano che la loro idea sia la migliore.

E’ difficile per i creativi ritenere che vi siano due soluzioni di due problemi. Le loro idee devono essere le migliori, un po’ come i bambini per i genitori. Non possono immaginarli più belli di come sono.

3. Hanno un desiderio costante di essere illuminati.

Qualche volta l’apprendimento – conseguentemente sfoggiando questa nuova conoscenza – è un modo per sentirsi più competenti e sicuri delle proprie capacità. E’ più che altro il desiderio di sfamare un’insicurezza.

4. Sono un po’ troppo competitivi.

Nella mitologia greca, gli dei sono sempre stati confrontati reciprocamente suscitando spesso litigi tra di loro. A questo proposito, le persone creative possono essere un tantino sul lato competitivo. Siamo onesti: si paragonano gli uni agli altri, sia inconsciamente o intenzionalmente. È una specie di natura umana. Vogliono essere i migliori. Sempre!

5. Possono guardare dall’alto in basso.

Questo potrebbe riguardare solo la mia esperienza personale – e mi dispiace ammetterlo – a volte mi ritrovo a guardare con disprezzo gli altri. Non è necessariamente una cosa consapevole, ma a volte i pensieri tendono ad insinuarsi nella mia testa. Confrontare me stesso a qualcun altro, ricordandone i difetti, mi fa stare meglio. È terribile, ma è vero!

6. A volte si rifugiano nel confronto.

Molto simile a guardare con disprezzo gli altri, le persone creative possono a volte lottare confrontandosi agli altri.  «Ho più muscoli di quello». «I miei progetti sono molto più interessanti dei suoi». L’auto-confronto, è solo uno squallido modo per dimostrare che siamo superiori a quasi tutti gli altri in qualche modo.

7. Possono prendere le loro creazioni troppo sul serio.

Sono particolarmente colpevole di questo.

Come abbiamo detto in precedenza, le nostre creazioni sono come i nostri figli. Le abbiamo create. C’è un legame speciale, (anche tra qualcosa di così apparentemente insignificante, come un po’ di codice html) con qualcosa creata personalmente. Quando la gente critica o prende in giro, crea dei profondi tagli. Inoltre, a volte ci troviamo a pensare che le nostre creazioni siano più importanti di quelle che realmente sono. Essere un creatore può renderci molto sensibili al Complesso da Dio.

8. Possono essere male interpretati a loro favore.

Questo generalmente succede perché nel loro piccolo mondo pensano che la loro idea sia migliore rispetto al resto. Indipendentemente dalla ragione, parlare con una persona creativa a volte può sembrare una conferma del fatto che tutto ruoti intorno a loro.

9. Si sentono incompresi e mal pagati.

A volte sembra che nessuno capisca e apprezza quello che fanno quotidianamente. Essere creativi non significa necessariamente mostrare questo aspetto. Come si fa a spiegare alla gente il significato di quello che fanno, chiedendo un mucchio di soldi?

10. Mai si scusano della loro eccentricità.

Sì, che ci crediate o no, a volte le persone creative sono un tantino eccentriche. Non è necessariamente una brutta cosa. Tuttavia, se conosciamo la nostra eccentricità senza correggerla, può tramutarsi in una cosa negativa. Non possono pensare di essere sopra la correzione a causa delle loro menti creative.

E tu, ti consideri una persona creativa vittima dell’egocentrismo divino?

Alessandro Cosimetti

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