Credenze
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Posted by Alessandro Cosimetti on 25 Giu 2008 | Tagged as: Ricchezza, Benessere fisico, Credenze, Autostima, Alimentazione, Motivazione, Stress
Ho un’idea di Benessere Psico Fisico, che potrei riassumere con un semplice esempio.
Pensa ad un grosso mosaico (anche un puzzle va bene). In questo caso, il benessere e la salute vanno di pari passo con la raffigurazione dell’immagine del mosaico/puzzle.
Ora, dobbiamo dare un significato ad ogni pezzettino di questo mosaico. Potremmo dire quindi che esistono i tasselli (pezzi) dell’alimentazione, dell’attività fisica, dell’autostima, della motivazione, ecc.
Sicuramente, nella tua vita, ti sarà capitato di comporre un puzzle. E’ chiaro che meno pezzi riesco a congiungere correttamente e più difficile sarà comprendere quale sia l’immagine raffigurata.
Questo, è esattamente quello che avviene con il nostro benessere, che non è semplicemente apparire in forma, o avere denaro a sufficienza, ma tutta una serie di componenti incastrati tra di loro in sinergia.
Se mi occupassi soltanto dei tasselli del denaro molto probabilmente l’immagine del benessere non apparirebbe in maniera esaustiva e chiara.
Questo significa che se curassi maniacalmente soltanto l’aspetto economico della mia vita, rischierei di focalizzarmi soltanto su questo punto, tralasciando quello della salute.
Stesso discorso dicasi per coloro vorrebbero salvaguardare di più quest’ultimo aspetto, ma preda ai problemi economici non potranno mai raggiungere uno stato fisico ottimale.
Questo, è quello che capita, quando mi vengono chiesti consigli sull’utilizzo degli integratori. Molti sarebbero disposti anche ad affrontare delle spese folli pur di acquistarli, e questo perchè non tengono in considerazione gli altri tasselli.
Un integrazione, per quanto possa essere completa, non potrà mai sopperire ad un disequilibrio alimentare. Stesso discorso per ciò che concerne l’attività fisica.
Non posso pretendere che una dieta o qualche integratore, sostituiscano il lavoro di una corretta attività fisica.
Ripeto. Con pochi tasselli a disposizione, l’immagine del benessere psico fisico non è completa. Bisogna lavorare su più fronti.
Alessandro Cosimetti
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Posted by Alessandro Cosimetti on 17 Giu 2008 | Tagged as: Benessere fisico, Credenze, Creatività, Apprendimento, Lavoro
Se sei un lettore abitudinario del mio blog, ti sarai accorto che sono in perenne fase di crescita. Nella formazione non metto mai la parola “Fine”.
Nella vita c’è sempre qualcosa da imparare e l’esperienza umana non può certo porsi dei limiti.
In questo momento della mia vita, sto seguendo dei corsi sull’istruzione motoria. In quest’ultimo weekend di formazione, abbiamo trattato molteplici argomenti tra cui la biomeccanica, ovvero la scienza che studia il movimento umano.
Devi sapere che questi argomenti li avevo già affrontati in maniera molto esaustiva nel mio percorso di studio, eseguito al liceo.
Non ho mai nascosto un certo disprezzo per il titolo di studio che ho conseguito: Perito Meccanico.
Affrontai questo percorso formativo perchè lo consideravo il più idoneo per trovare in seguito un impiego lavorativo (cosa che poi avvenne).
Comunque sia, per anni ho studiato argomenti non di mio interesse come appunto le basi di ingegneria meccanica, edile e idraulica.
Oggi invece, con stupore e perchè no, anche un pizzico di soddisfazione, posso dire che ne è valsa la pena.
Per anni, ho studiato un argomento che ritenevo noioso, per il semplice fatto di vederlo da una sola angolazione. Tutto ciò che studiavo lo applicavo ai componenti meccanici, alle travi degli edifici, agli elementi del motore, ecc.
Una vera barba!
Questo almeno fino a quando ho scoperto che i principi e le tesi che per anni hanno invaso la mia mente, ora mi ritornano di grande utilità in una delle mie più grandi passioni: lo sport.
Da un punto di vista prettamente applicativo, la meccanica e la biomeccania sono la stessa identica cosa. Quello che cambia è appunto il settore di applicazione.
Oggi non parlo più di biella, di manovelle, alberi motori, ma bensì di braccia, bicipiti, femorali, ecc.
Quello che per anni ho studiato come una costrizione, ora è diventata una grande passione.
Come puoi bene vedere, nella vita non tutto è da buttare!
Alessandro Cosimetti
Posted by Alessandro Cosimetti on 03 Giu 2008 | Tagged as: Benessere fisico, Credenze, Creatività, Stress, Blog
Mi è venuto in mente di scrivere questo articolo, dopo essere venuto a conoscenza dell’infortunio subito da Fabio Cannavaro in uno degli allenamenti che la nazionale di calcio sta effettuando per l’esordio nel prossimo Europeo.
Molte volte si è parlato di scarsi reuperi ed eccessivi impegni per i calciatori.
La macchina “fabbrica sodi” del calcio non sembra arrestarsi difronte all’esigenza di pause e recuperi umanamente ammissibili.
Purtroppo, quando ci sono di mezzo sponsor, diritti televisivi e quant’altro di simile non ci si può proprio fermare!
D’accordo, i calciatori professionisti (soprattutto quelli delle massime serie nazionali) percepiscono somme di denaro che neanche i manager delle aziende ottengono dopo anni di servizio.
Resta il fatto comunque che il corpo non sembrerebbe tenerne conto dei lauti stipendi concessi e capita quindi che un atleta, ad un certo punto non regga più tutto lo stress a cui è sottoposto.
Circa sette anni fa, mi sono interessato al bodybuilding natural, grazie anche ai testi di Claudio Tozzi, presidente e fondatore della N.B.B.F. (Natural BodyBuilding Federation).
Il metodo da lui insegnato e che applico ormai da anni, prende il nome di B.I.I.O. ovvero l’acronimo di: Breve, Intenso, Infrequente, Organizzato.
Ora senza entrare nei dettagli di tale metodologia, vorrei soffermarmi su una frase che lo stesso Tozzi ha riportato nel suo testo, relativa proprio al recupero fisico.
In pratica, nello spiegare l’importanza di quest’ultima fase, ci ricorda come i calciatori che hanno partecipato ad un evento successivo agli impegni con i rispettivi club di appartenenza (Mondiale, Europeo, Olimpiadi) solitamente alla ripresa della nuova stagione, non rendono come in passato.
E’ evidente che un eccessivo numero di impegni, uno dopo l’altro, non dia al corpo la possibilità di compensare come dovrebbe.
E’ chiaro che anche la mente ne risente. Ora, uscendo per un attimo dal mondo sportivo, ricordo che tempo fa si è parlato dello stress da blog.
Molti, in preda alla frenesia di pubblicare almeno un articolo al giorno, difronte ad una normale fase di stallo di idee e contenuti, cadono nella paranoia più totale.
Ho conosciuto personalmente, marketer ed articolisti, che una volta entrati nella “fase buia” non accettano minimamente l’idea di staccarsi un attimo dal monitor.
Continuano imperterriti a spremersi le meningi con la speranza di “cavare un ragno dal buco”.
Che sia fisico o mentale, il recupero riveste un ruolo di pari importanza della stessa attività che svolgiamo.
“Recuperare non significa assolutamente arrendersi!”
Alessandro Cosimetti
Posted by Alessandro Cosimetti on 10 Mag 2008 | Tagged as: Credenze, Creatività, Apprendimento, Obiettivi, Lavoro
Ieri sera con Daniele, Federico e mio fratello Giuliano, si parlava dell’evento dell’Internet Challenge del prossimo 25 maggio 2008.
Molte persone registrate alle mie liste mi hanno fatto molte domande in merito al programma della giornata. A loro avevo esteso il mio invito.
Daniele è la classica persona che 1 ne pensa e 100 ne fa.
E’ un pò come un fantasista di una squadra di calcio alla quale un allenatore non sa mai che dire se non: “Vai e fai quello che sai fare!”.
Il progetto Internet Challenge, è partito da una sua considerazione sull’attuale mondo della formazione in Italia.
A dicembre si parlava appunto di crescita personale, di tecniche per fare business ma soprattutto di tutto ciò che al momento il mercato offriva (ed offre) su questi settori.
Poi un giorno mi scrisse una email: “Ma che ne pensi di organizzare un incontro ed estenderlo a tutta Italia?”
Premetto che l’idea mi piaceva molto, ma sinceramente non mi aspettavo davvero un “bruciare le tappe” in maniera così rapida.
Insomma anche in questo caso, ho capito che Daniele è davvero imprevedibile e se dice che vuole fare una cosa, stai pur sicuro che la realizzerà!
Ieri ho ricevuto altre informazioni sulla giornata del 25 maggio. Sono sicuro che sarà un evento che cambierà radicalmente la mia vita e quella di tutti i partecipanti.
Per anni sono cresciuto nell’invidia verso coloro che vivevano delle loro passioni.
Avevo effettuato e portato a termine studi non certo di mio interesse, ma oggi posso finalmente dire che le mie passioni sono diventate a tutti gli effetti le mie attività quotidiane.
A questo punto, non mi rimane che consolidarle e rafforzarle, ma soprattutto aiutare tutti coloro che fino ad oggi hanno vissuto all’ombra delle loro stesse passioni!
Alessandro Cosimetti
http://www.formazione-evento-vivere-passioni.eoltt.com
Posted by Alessandro Cosimetti on 07 Apr 2008 | Tagged as: Credenze, Benessere fisico, Autostima, Motivazione, Comunicazione, Obiettivi, Stress
Che tua sia studente, impiegato, manager, imprenditore, casalinga, madre, formatore, padre e quant’altro di simile, nella tua vita hai avuto dei momenti di crisi.
Non esiste persona al mondo che non si sia imbattuta in una fase del genere.
Ne sono consapevole io, lo sei anche tu, e lo sono anche tutte le persone che leggeranno questo articolo.
Ci sarà chi si lascerà affliggere ancora di più, amplificando il senso di disagio interiore ed altri invece che cercheranno di arrivare ad una soluzione.
Spesso le crisi interiori, sono generate da una mala interpretazione di noi stessi ed inevitabilmente anche della situazione che viviamo in quel momento.
Il processo del dialogo attivo, ha lo scopo di aiutare ad analizzare i sistemi rappresentativi dei nostri pensieri. La mente produce pensieri interiori, generati da meccanismi alimentati quotidianamente da proprie convinzioni.
Quando quest’ultime sono di limitanti, è inevitabile innescare un processo psicologico di tipo debilitante.
Dialogare significa, rivelarsi a se stessi e liberarci da ogni tipo di presupposto, al fine di metterci nella condizione ideale per ascoltarci in maniera ottimale.
In una fase di dialogo costruttivo, non ci sono limiti di domande ed ostacoli di nessun genere nella loro fase di costruzione.
Il counseling è la pratica dell’ascolto attivo, dove le domande più utili sono proprio quelle che portano ad aprirsi scrollandosi di dosso la paura del giudizio altrui.
E’ importante quindi evitare domande che possano limitare questo processo interiore, mediante risposte contenute e generiche (il semplice SI e NO). Stessa cosa per quelle previste o prestabilite.
Il counseling, amplia i significati che stanno alla base della nostra esistenza, facilitando la comprensione di tutte quelle situazioni che solitamente appaiono nella vita sotto forma di ostacoli.
In definitiva, il counseling permette di trovare nuovi significati, nuove prospettive al senso della vita.
Il counselor è colui che può aiutare a chiarire i sistemi di pensiero.
Alessandro Cosimetti
http://www.counseling-dialogo-interiore-momenti-crisi.eoltt.com
Posted by Alessandro Cosimetti on 03 Apr 2008 | Tagged as: Credenze, Modellamento, Benessere fisico, Autostima, Apprendimento, Comunicazione, Memoria, Stress
Recentemente sul telegiornale, abbiamo assistito a casi di furti mediante la pratica dell’ipnotismo.
Ma cosa è fondamentalmente l’ipnosi?
Innanzi tutto, andrebbe fatta una chiara distinzione tra quest’ultimo termine ed ipnotismo.
Il primo è l’aspetto psicofisiologico del soggetto che entra nello stato particolare, mentre la metodica e le tecniche impiegate vengono appunto definite con il termine ipnotismo.
Solitamente, si tende a limitare il campo di definizione dell’ipnosi, attualmente impiegata in ambito terapeutico e nella ricerca clinica.
Ipnosi, deriva dal greco “hypnos” ovvero “sonno” sulla base delle analogie esistenti tra la manifestazione del sonno fisiologico e quella relativa ad una condizione particolare della nostra mente.
Ad oggi però, possiamo dire che mediante questo termine, coniato nella prima metà del 800, si indica un condizionamento, apprendimento, inibizioni ed eccitazione da parte del soggetto.
La C.I.I.C.S. (Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale) definisce il fenomeno come “la manifestazione plastica dell’immaginazione creativa adeguatamente orientata”.
Di ipnosi si occupò anche Sigmund Freud, ma la laboriosità dei procedimenti ipnotici, la limitazione delle applicazioni terapeutiche, lo spinsero ad abbandonarla per creare un nuovo metodo: la psicoanalisi.
Un particolare interesse, sull’ipnosi si ebbe durante la prima guerra mondiale quando con tale metodo si iniziarono a trattare le nevrosi traumatiche di guerra. Soltanto dopo la seconda guerra mondiale l’atteggiamento della scienza ufficiale nei confronti dell’ipnosi migliorò.
Il dottor Milton Erickson, che sviluppò un’ipnoterapia chiamata “ipnosi ericksoniana”, che permette la comunicazione diretta con l’inconscio del paziente.
Quest’ultima, è una tecnica molto simile ad una comune comunicazione. Dal modellamento delle pratiche di Erickson e di altri ipnoterapeuti, ne naque appunto la Programmazione Neuro Linguistica (PNL).
Il paziente in questo caso, mediante la ipnosi, riesce a modificare la sua percezione della realtà (mondo esterno), vivendo stimoli, emozioni ed impulsi psicologici che nella vita reale non esistono.
Così facendo può variare le sensazioni che provengono dal suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea, ecc.
In casi patologici, è molto importante modificare i significati che il soggetto ha dato alle sue passate esperienze. In questo caso si possono ricordare anche episodi di vita molto remoti.
In ipnosi esiste la possibilità di alterare la qualità e la quantità del controllo della muscolatura volontaria, della motilità e in particolare di modificare alcune funzioni del nostro organismo, credute al di fuori di ogni controllo volontario, quali quelle del sistema neurovegetativo, del sistema neuroendocrino e del sistema immunitario.
Quest’ultima è una pratica spesso utilizzata dagli atleti, mediante la tecnica della visualizzazione. La mente vive anticipatamente determinati eventi ancora prima che il copro si cimenti nella realtà.
Sulla base di quest’ultimo concetto, potremmo dire che esiste un riscaldamento muscolare ed uno mentale.
L’utilizzo dell’ipnosi nella terapia è detta ipnoterapia, o meglio “ipnositerapia” ed è un lavoro clinico, ossia si tratta di impiegare lo stato e le dinamiche dell’ipnosi in una strategia terapeutica specifica delle diverse specializzazioni della medicina.
Giuridicamente sono contemplati i reati con l’ipnosi, intendendo con ciò quei casi in cui si induca con la suggestione un soggetto a compiere un illecito.
A tal proposito, ricordiamo gli episodi accaduti negli ultimi giorni alla cassiera di un supermercato, all’addetta di un ufficio per il cambio di moneta, una coppia di anziani che hanno consegnato soldi e beni di valore dopo essere state abilmente ipnotizzate.
Alessandro Cosimetti
http://www.terapia-pnl-ipnosi.eoltt.com