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Perché la maggior parte della gente non riesce a guadagnarsi da vivere facendo quello che ama?
Sempre più persone stanno aprendo gli occhi sulla realtà: vivono svolgendo un lavoro che detestano.
Ma avere delle possibilità non è sufficiente, e purtroppo, molte persone restano vincolate. Sanno quello che non vogliono ma non sanno come uscirne. Hanno un progetto, un’idea imprenditoriale e nel tentativo di perseguirla rimangono al punto di partenza.
Allora, perché accade questo?
Ho scoperto che la risposta di solito ha a che fare con uno di questi tre aspetti:
- Mancanza di valore. Bisogna mettere il valore sopra di tutto in primo luogo. Naturalmente, seguite il vostro cuore, ma assicuratevi che ciò che è al suo interno vada di pari passo con il portafoglio.
- Non voler gestire un’impresa. Un sacco di persone vogliono lavorare per se stessi, ma quando scoprono di dover affrontare delle responsabilità, si tirano indietro. Quando si lavora per qualcun altro, probabilmente tutto ciò che avviene dietro le quinte non vi tocca: amministrazione, contabilità, etc. È possibile esternare questi processi assumendo qualcuno. Tuttavia di solito quando siete agli inizi, senza un grosso budget, dovrete gestire quasi tutto da solo.
- Non voler essere un marketer. Molte persone vogliono guadagnarsi da vivere facendo qualcosa che li appassioni, o eventualmente creare un reddito dalla loro arte. Purtroppo dall’esterno queste attività vengono viste come qualcosa di squallido, sporco, o addirittura immorale. Ma in realtà, prodotti e servizi non si vendono facilmente. Bisogna imparare le pratiche di marketing etico per avere veramente successo e guadagnarsi da vivere facendo ciò che si ama. In realtà, il marketing, ha di base la comunicazione efficace di valore verso la persona giusta. Quando si vedono le cose da questo contesto, è facile abituarsi al marketing e al proprio business.
Queste sono tre delle principali insidie che solitamente vincolano le persone a un lavoro che detestano. Se avete provato a crearvi un reddito facendo qualcosa vi appassiona, forse la paura di affrontarle vi ha fatto esitare dall’agire.
Alessandro Cosimetti
Come vivere due vite in una sola senza essere accusato di poligamia
È possibile vivere due rapporti coniugali contemporaneamente? Come sai, nella nostra società, questo è illegale. Si può avere solo una (legale) storia d’amore.
Ma è la stessa cosa anche nel nostro lavoro? Penso che essere professionalmente poligamo sia altrettanto disapprovato. La maggior parte delle persone crede che ognuno debba vivere di una sola specialità.
Questo modo di pensare trovo sia decisamente restrittivo in quanto porta a un grave squilibrio, perché in realtà, tutte le cose sono interconnesse.
Tempo fa optai per la poligamia nella mia carriera, tramutando le mie passioni in attività lavorative e in rendite di guadagno.
Ad esempio, creare prodotti correlati allo sviluppo personale è una delle mie passioni (il primo amore non si scorda mai). Recentemente ho ultimato l’aggiornamento della mia guida per chi vuole perdere peso corporeo, utilizzando in sinergia la mente, una corretta alimentazione e tecniche aerobiche periodizzate.
In verità amo entrambi i miei percorsi professionali allo stesso modo in quanto non li vedo necessariamente separati e distinti. Sono semplicemente diverse espressioni del mio scopo.
Il mio background personale (e non commerciale) comprende altri due “amori”: per la musica e per il web marketing. Finora, entrambe convivono insieme senza generare risse e gelosie.
Un sacco di persone disapprovano questo tipo di “matrimonio”. Pensano si debba essere iper-concentrati e quindi dover fare una scelta. Sai come si dice «Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca!».
In tutta sincerità, credo sia una grossa stronzata. Sono convinto sia possibile trovare un modo per integrare i nostri interessi diversi, senza creare contrasti. Si tratta di trovare connessioni e somiglianze, non solo differenze e qualità disparate.
Come vivere due vite in una sola
Se vuoi padroneggiare l’arte di vivere due vite in una, devi abbracciare il percorso poliedrico della persona che eccelle in molte cose.
Questo è un concetto che ho imparato osservando l’allenamento dei ginnasti. Non è raro per quest’ultimi incorporare diversi tipi di pratiche all’interno di un allenamento.
Un movimento semplice sugli anelli potrebbe includere flessibilità, forza massima, sviluppo dell’abilità motoria, equilibrio, coordinazione, concentrazione mentale (focus). Quale aspetto prevale sull’altro? Nessuno. Tutti rivestono la stessa importanza.
Prendendo in prestito questo genere di formazione, ho iniziato a integrare questo approccio in palestra dove eseguo esercizi tipici da bodybuilder con asana di yoga (due cose apparantemente contrastanti).
In verità, più esplorerai questo concetto, più troverai modi di farne uso.
Come evitare il danno delle “non connessioni”
Spesso le innovazioni maggiori provengono da intersezioni inattese. Quanto più si possono trovare queste connessioni non comuni, più ci si accorge che stiamo apportando benefici in entrambi i sensi.
Ad esempio la passione per il web marketing, non solo mi ha permesso di creare un blog personale (quello che hai sotto gli occhi) ma di riprendere il mio vecchio lavoro (marketing nel settore dell’automotive) e riproporlo in una nuova veste (decisamente più stimolante e gratificante).
Potrei continuare a illustrare diversi modi con cui ho scelto di far interagire i miei interessi nonostante sembrassero “non comuni” tra di loro.
L’importanza dell’integrazione
Il segreto del poligamo è l’integrazione. Certo, si potrebbe mirare all’equilibrio tra lavoro e vita, ma penso che sia meglio cancellare del tutto questa distinzione e amalgamarle per renderle la stessa cosa.
Le nostre vite non sono destinate ad essere come dei compartimenti stagni, o delle porzioni di tempo dedicate esclusivamente a specifiche attività isolate. La vita deve essere concepita per essere varia e goduta in ogni aspetto.
Credo sia più importante abbattere i confini, incorporare e integrare i vari aspetti apparentemente disparati della nostra vita. Soltanto così possiamo trovare la libertà.
Il nostro lavoro non deve essere distinto dal nostro tempo libero. La nostra salute non deve essere vista separata da nostri rapporti. Le nostre passioni non devono essere separate dai contributi.
Lo scopo della vita non è quello di vedere quanto sia possibile dividere, etichettare e circoscrivere. Tutto questo porta alla separazione, disattivazioni e sofferenza.
L’obiettivo è quello di stimolare, unificare e integrare al punto in cui non è più possibile distinguere la differenza tra un aspetto e l’altro della nostra vita.
Alessandro Cosimetti
Torniamo a sporcarci le mani con il duro lavoro!
Si, hai letto bene, non mi sono sbagliato nello scrivere il titolo del post. Bisogna tornare a sporcarsi le mani, almeno ogni tanto.
E quindi cosa dovremmo fare per sporcarci le mani?
Indossare abiti vecchi fregandocene se si sporcano. Lavare il pavimento stando sulle ginocchia, sistemare il giardino sotto al sole, verniciare le pareti di casa.
Il motivo per cui sto elencando tutti i compiti con cui è facile sporcarsi le mani con il duro lavoro manuale è perché come società stiamo diventando pigri.
La tecnologia avanza, l’automazione è sempre più comune, e vi è una intera generazione di persone che fanno una vita poco movimentata.
Ogni anno abbiamo centinaia di migliaia di studenti con una laurea in contabilità e ingegneria, ma pochi di loro sanno come lavorare con un martello e una sega.
Facciamo un esempio.
L’America è tra le nazioni più indebitate. Uno dei motivi che contribuiscono a questo passaggio è il fatto che sia passata dall’essere un paese di produzione ad un paese di servizi (IT, Banche, ecc.). La produzione infatti è stata più economica in Asia.
Non fraintendetemi, non sto criticando chi si guadagna da vivere fornendo servizi (ad esempio tramite Internet). Io stesso ho fondato sul Web una società di servizi per il settore auto.
Vorrei ricordarti che abbiamo anche bisogno di produrre fisicamente dei manufatti. Abbiamo bisogno di mattoni, porte, finestre, auto. Per ottenerli, necessitiamo di fabbriche e di duro lavoro (insieme all’automazione). Tutto quello che abbiamo (le case in cui viviamo, le automobili che guidiamo) sono state create con il duro lavoro fisico.
Sono cresciuto senza avere paura del duro lavoro, senza preoccuparmi di sporcarmi le mani. Mi è stato insegnato come usare gli strumenti, sistemare le cose, pulire casa, lavare piatti e vestiti.
Non certo perché i miei genitori avessero bisogno di farmi lavorare dentro casa, ma perché volevano insegnarmi a fare quasi tutto con le mie mani. Se un giorno dovessi trovarmi senza reddito e ricominciare daccapo, posso usarle affrontare il duro lavoro.
In quel caso, non importa quale tipo di lavoro fare per guadagnarmi da vivere: il lavoro è lavoro. Ho visto molte persone che hanno paura di sporcarsi e far uscire una goccia di sudore.
In passato ho lavorato dentro un’officina meccanica, una fabbrica di pellicole cinematografiche. Soltanto in seguito sono stato assunto nel re-marketing di una multinazionale ed oggi lavoro come consulente aziendale e (come accennato prima) mi sono dato anche all’imprenditorialità.
Ancora una volta, l’obiettivo di questo post non è quello di criticare nessuno. Solo un piccolo promemoria: chi nasce con due mani, ha la possibilità di costruire e creare tutto quello che vuole anche se poi in seguito farà lavorare esclusivamente la propria mente.
Recentemente ho goduto nello sporcarmi le mani, durante la ristrutturazione dell’appartamento che avevo acquistato all’asta.
Non abbiate paura di indossare abiti vecchi. A volte è necessario tornare a sporcarsi le mani mentre per il resto della vita, mettete in atto le leve finanziarie.
Alessandro Cosimetti
