Archivio della categoria ‘lavoro’

Tessere la propria rete di relazioni sociali

Venerdì, Settembre 26th, 2008

Il networking, è la capacità di costruire una rete di relazioni e rapporti personali per lo scambio di informazioni e di supporto in tutti i campi. Dalla professione alla vita privata.

E’ un’abilità di fondamentale importanza, perché ci consente di arricchire la nostra vita quotidiana e di realizzare i nostri impegni e progetti con maggiore efficienza.

Oggi grazie ai social network, è uso comune creare una rete di relazioni e rapporti nell’ambito virtuale del web.

La comunicazione sociale (chat-line), o condivisione di interessi (musica, sport, hobby, lavoro) rappresentano l’essenza del fare rete, nella vita quotidiana e nella realtà oggettiva.

In un contesto sociale ed economico come quello attuale, invece, dove aumentano le richieste di competenze, il networking si rivela una fonte inesauribile di supporto e riferimento.

Troviamo quindi coloro che chiedono consiglio per far funzionare un elettrodomestico, chi per riparare il rubinetto dell’acqua, altri per l’acquisto di una casa o per un investimento economico.

Ma ancora di più, per vivere la propria vita in armonia e ricevere calore umano nei momenti difficili.

In questo caso, parliamo di una rete di persone con le quali ci si sente legati in senso emotivo e affettivo. Tutto ciò, rappresenta un valido sostegno sociale per affrontare situazioni problematiche: crisi, conflitti, sofferenze dell’esistenza.

Tale condivisione, scaturisce anche in un potente stimolo per le proprie capacità creative, in quanto è come un brainstorming tra idee disseminate nel confronto tra cervelli di una grande ragnatela umana.

Non è un caso che oggi anche il lavoro, inteso in senso tradizionale, inizi ad incontrare i suoi limiti.

Occorrono infatti nuovi mestieri e professioni che rispondano alle esigenze della nuova era dell’Informazione.

Queste ultime, richiedono la rinuncia ad una stabilità lavorativa per una flessibilità del lavoro che sia pronta a seguire i mutamenti veloci di un sistema economico e sociale estremamente variabile.

In definitiva si tratta di “inventare il lavoro” acuendo la propria capacità di intuizione, fiutando nella rete le tendenze, gli orientamenti, gli scenari, di ciò che serve in quel momento in quella comunità, in quella società.

In conclusione, il networking è una strategia umana e sociale che si può imparare. E’ un’arte, perché richiede alla persona un maggiore impegno, e in senso creativo, delle sue funzioni cognitive e intellettive.

Nella rete troviamo infiniti stimoli per aggiornare il nostro modo di vivere, e già in questo spazio blog sono stati segnalati diversi social network che si ispirano a questa filosofia: Facebook, MySpace, Twitter ed altri ancora in fase di progettazione.

Si tratta di cominciare a usarli in modo produttivo, secondo le nostre personali esigenze vitali ed esistenziali.

Articolo gentilmente concesso da:

Dott. Claudio Virgili (Trainer Umanista)

Meglio un curriculum o la reputazione sul web?

Venerdì, Settembre 12th, 2008

Meglio un curriculum o la reputazione sul web?

L’altra sera, una mia amica mi ha scritto, chiedendomi se avevo ancora dei contatti all’interno delle aziende dove sono stato, per un suo amico in cerca di lavoro.

Gli ho risposto di si, ma necessitavo di maggiore informazioni sul suo amico.

In questi casi, la risposta che solitamente otteniamo è sempre la stessa:

“Va bene, ora ti faccio avere il suo curriculum!”

Ho sempre pensato che scrivere un “profilo” su chi siamo, cosa abbiamo fatto e cosa facciamo, sia un lavoro davvero impegnativo.

Un curriculum è un vero e proprio biglietto da visita. Diciamo una porta verso il colloquio ufficiale con il nostro probabile datore di lavoro.

Certo, ripensandoci, mi chiedo se ad oggi, valga di più un curriculum o le nostre referenze sul web.

In effetti compilando il primo, potremmo scrivere un sacco di informazioni, molte delle quali anche inventate. Hai presente quello che si scrive sull’area riguardante lo sport?

Davvero le “sparano grosse” e inevitabilmente, quando poi ti si presentano davanti, tutto sembrano che delle persone che praticano attività fisica regolarmente.

Invece, con il web, c’è poco da scherzare!

Non solo puoi trovare pagine o contenuti scritti da te, ma anche le opinioni degli altri, sul tuo conto.

Ad esempio uno degli articoli più letti nel mio blog è quello in cui ho parlato della mia esperienza nel settore degli immobili.

Mi sono accorto che molti utenti sono giunti sul mio articolo perchè stavano cercando notizie su Alfio Bardolla. Insomma la sua reputazione sul web.

Chiaramente non erano soddisfatti di ciò che c’era scritto sul suo sito ufficiale e questo perché preferiscono sapere cosa pensino gli altri di lui e dei suoi corsi.

In America, ad esempio, molte aziende prima di assumere un nuovo dipendente si cimentano in vere e proprie ricerche sul web per conoscere la loro reputazione sulla rete.

Con il mio nome, ho ritrovato miei passati commenti su vari blog, in cui chiedevo informazioni tecniche e domande generiche per migliorare i miei siti.

Ci sono anche discussioni a cui ho partecipato, molte delle quali a volte dei veri e propri “bracci di ferro” ma in fondo, quello che rappresentano, è proprio la mia personalità.

E tu, ti sei mai chiesto quale sia la tua reputazione sul web?

Alessandro Cosimetti

La sindrome da ritorno dalle vacanze

Lunedì, Settembre 8th, 2008

La sindrome da ritorno dalle vacanzeIn questi giorni stanno riaprendo le scuole e come ogni anno, incominciano ad affiorare i primi sintomi da mal di scuola.

Meglio sarebbe dire la sindrome da ritorno dalle vacanze.

Il totale stravolgimento dei ritmi biologici, è la causa primaria di questo fenomeno che ogni anno, sembrerebbe non mancare mai all’appuntamento.

La stessa cosa, avviene anche a chi lavora e fa ritorno dalle ferie.

Devono passare un po’ di giorni, prima di riprendere il ritmo lavorativo abituale.

Il nostro corpo è in ufficio, ma la nostra mente è ancora spaparanzata su un telo da spiaggia a prendere il sole.

Gli effetti sono indiscutibilmente proporzionali alla durata delle vacanze.

Se ci fai caso, nei regolari weekend questo non accade. Quindi più lunghe sono le ferie e più è facile cadere vittime della sindrome da ritorno dalle vacanze.

Gli studenti ad esempio, sono soliti fare circa tre mesi continuativi di vacanze, cosa alquanto improbabile per un lavoratore.

Proprio per questo solitamente, qualche giorno prima di riprendere le nostre attività, si consiglia di iniziare una breve fase di adattamento.

Comincia a svegliarti allo stesso orario con cui ti alzi per recarti a scuola o in ufficio.

Se fare tardi la sera ti rende difficoltosa questa fase, allora sarebbe opportuno coricarsi a letto in un orario meno tardivo.

Altro consiglio che posso darti, è quello di tenere attiva la mente per tutta la durata della vacanza. Potresti (anzi, devi!) leggere dei libri, e non lasciare che il cervello si “spenga” per intere giornate.

Evita di stravolgere all’improvviso le tue abitudini di vita.

Per shock si intende proprio un’alterazione del metabolismo cellulare, dove la produzione di energia scende sotto il reale fabbisogno necessario.

Per concludere, non posso certo dirti di fare vacanze brevi.

Se sei un dipendente, posso immaginare che non sia tu ad organizzarle totalmente, però potresti seguire questi piccoli, ma altrettanto efficaci consigli per evitare la sindrome da ritorno dalle vacanze.

Alessandro Cosimetti

Punto d’Applicazione: Questione di Marketing!

Sabato, Settembre 6th, 2008

Stavo cercando un termine per definire una certa cosa riguardo il marketing.

Poi mi è venuto in mente il seguente: punto d’applicazione.

Cosa è?

Partiamo con un esempio. Diciamo che sei un venditore di scarpe e quindi hai un magazzino pieno di prodotti di questo genere.

Devi venderli ora. Mi sembra logica e scontata la cosa!

A chi ti rivolgi? Qual’è il tuo mercato di riferimento?

Venderesti mai le tue scarpe in un villaggio dove gli abitanti non solo, non hanno soldi per comprarsi da mangiare, ma camminano a piedi nudi tutto il giorno?

Se i tuoi clienti fossero questi, non avresti scampo. Una volta aperto il tuo negozio, lo chiuderesti lo stesso giorno!

Magari sarebbe meglio vendere scarpe (eleganti) a uomini d’affari. Persone che curano il loro look e che ogni mattina devono presentarsi in perfetto ordine.

Insomma, clienti interessati al prodotto, ma soprattutto che siano anche intenzionati a spendere pur di averlo.

Sai, è un concetto tanto banale, quanto semplice. Chiunque leggendo queste poche righe direbbe: “E grazie, hai scoperto l’acqua calda!”

Ma se è così tanto semplice, perché la maggior parte della gente non lo mette in pratica?

Questo è il punto d’applicazione. Se lo sposti anche di poco, inizi a guadagnare tanto. Se rimani dove sei, continui a guadagnare poco. Molto poco!

Ora un altro esempio. Questa volta prendiamo un caso reale.

Un impiegato lavora in una multinazionale. Conosce il settore e quindi decide di proporre delle idee innovative ai suoi diretti responsabili.

Nessuno lo ascolta e le sue idee rimangono irrealizzate.

Cosa fa questo impiegato?

Presenta le dimissioni. Diventa libero professionista. Ora, bada bene, non cambia mercato, ma soltanto il suo punto d’applicazione.

Presenta il progetto a nuovi partner che a differenza della sua azienda, sono entusiasti delle sue idee.

Ora guadagna di più, ha più tempo per se stesso, maggiori gratificazioni, e tanti altri vantaggi ancora!

Conosci qualcuno che abbia intrapreso la sua stessa strada?

Hai mai provato a cambiare soltanto il punto d’applicazione?

Lo sai che tanti ragazzi sono abilissimi con internet e quello che sanno fare potrebbe incrementare le vendite di una grande azienda, o di un cliente con grosse risorse economiche?

Ne conosco tanti, molti dei quali davvero competenti e capaci. Eppure, se ne restano chiusi nella loro stanzetta, soffocando totlamente il loro enorme potenziale.

Magari anche tu, sei bravissimo a fare una certa cosa, e potrebbe renderti di più, proprio se il tuo punto d’applicazione fosse un altro.

Alessandro Cosimetti

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