mappe mentali
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Posted by Alessandro Cosimetti on 23 Lug 2008 | Tagged as: lettura veloce, mappe mentali, apprendimento, e-book, memoria
Pochi giorni fa, avevo sottolineato il fatto di come il lettore sia sempre più un animale in via di estinzione.
Nel farlo, avevo anche raccontato dell’iniziativa di un gruppo di giovani studenti russi all’interno dello zoo di San Pietroburgo.
Diciamo che ora dovrei ricredermi, soprattutto sulla base delle statistiche del mio blog e sul numero dei miei iscritti alla lista sulla Crescita Personale.
Dai dati raccolti, noto che un gran numero di visitatori entrano nel blog proprio con keywords (parole chiavi) come: apprendere, lettura veloce, memoria, apprendimento ed altre simili.
Altro elemento che mi ha confermato questa tendenza è stato, come dicevo prima, le iscrizioni ad una delle mie liste.
Quest’ultima è notevolmente cresciuta subito dopo aver inserito come bonus l’ebook gratuito sulle tecniche basi della lettura veloce e della memorizzazione.
A questo punto, è inevitabile e deducibile che esista effettivamente un desiderio di apprendimento sempre maggiore.
In fondo se ci pensi bene, il successo e l’uso sempre più consistente di internet, nasce proprio dalla voglia di apprendere e assimilare il maggior numero possibile di informazioni.
Alessandro Cosimetti
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Posted by Alessandro Cosimetti on 08 Giu 2008 | Tagged as: lettura veloce, benessere fisico, mappe mentali, apprendimento, memoria, stress
Prendo spunto dall’articolo di ieri, sugli attacchi di panico e di stress che solitamente colpiscono gli studenti alle prese con gli esami.
E’ un argomento molto discusso e forse troppe volte sottovalutato. Anche questa mattina, mi sono imbattuto su un nuovo articolo che ha come tema principale proprio i metodi di studio.
Addirittura in Cina, gli oculisti hanno prescritto a molti studenti, degli esercizi per evitare la prespiobia.
Causa primaria di questo difetto visivo è proprio un metodo di studio errato e spesso anche poco profittevole.
Colpevole di tale fenomeno, maggiormente diffuso negli ultimi anni, sembrerebbe essere lo stesso sistema educativo nazionale.
L’eccessiva competizione tra studenti, il numero sempre più alto di ore che si trascorrono a studiare, sembrerebbero influire negativamente sulla salute degli occhi.
E’ risaputo che la stanchezza mentale non comporta nessun vantaggio ai fini dell’apprendimento stesso. Non sarà certo il tempo che trascorriamo sui libri a farci assimilare proficuamente gli argomenti che trattano.
Il Photoreading e le tecniche di Apprendimento Dinamico, basano i loro studi sulla struttura e la capacità della mente umana.
Non si tratta di quantità ma sempre e solo di qualità dello studio!
Alessandro Cosimetti
Posted by Alessandro Cosimetti on 07 Giu 2008 | Tagged as: mappe mentali, lettura veloce, benessere fisico, apprendimento, pnl, stress, memoria, emozioni
Chissà quante volte avrai sentito ripetere la frase che da anche il titolo alla famosa commedia di Edurado De Filippo:
“Gli esami non finiscono mai!”
In effetti la vita non smette mai di riservarci prove e continui esami nel suo cammino.
Naturalmente in quest’articolo, ti parlerò degli esami universitari ma soprattutto quelli di maturità che nei prossimi giorni, caratterizzeranno le attività dei licei italiani.
Ricordo ancora il mio esame. Ti sto parlando del 1996. Ammetto di non conoscere l’iter degli esami di quest’ultimi anni.
Le materie che portai furono meccanica e italiano. Ah, dimenticavo, mi sono diplomato in meccanica industriale.
Negli anni successivi, ho avuto comunque modo di seguire le vicissitudini di studio dei miei amici iscritti all’Università. Spesso, io stesso dovevo segnarmi i giorni dei loro esami e questo per evitare di distogliere la loro attenzione durante i periodi antecedenti alle prove.
Ho assistito a dei veri e propri rituali come ad esempio il famoso caffè dello studente (non sto a spiegarti la sua preparazione per evitare che qualcuno possa metterlo in pratica).
E’ risaputo comunque di un notevole sovraccarico di tensione e stress da parte degli studenti che si apprestano a sostenere un esame.
Recentemente alla questione, si è anche interessata l’Associazione Europea Disturbi Attacchi di Panico.
Le maggiori preoccupazioni sono collegate alla paura di avere un’amnesia davanti alla commissione. Ad essa, si aggiunge anche quella di non avere un vero e proprio metodo di studio.
Spesso, ci si trova davanti a montagne di testi, appunti e materiale di vario genere. L’unica soluzione possibile, sembrerebbe essere proprio quella di tuffarsi nello studio con la speranza di assimilare qualcosa.
Statisticamente gli errori che uno studente commette ormai da anni sono quello di passare troppe ore consecutivamente a studiare. Dormire poco, trascurando totalmente la fase di riposo e quindi quella del recupero psicofisco.
A questi si aggiunge anche l’errore di starsene troppo tempo in luoghi chiusi e poco aerati.
Sinceramente tutto ciò, non mi stupisce e questo perchè sin dai tempi della scuola, gli stessi insegnanti non ci hanno mai insegnato a studiare.
Sono soliti, spiegare le lezioni, indicare i testi su cui studiare ma senza mai spiegare come funziona il nostro cervello in fase di apprendimento.
Sembrerebbe una cosa scontata, ma in realtà il vero “male dello studente” è quello di non saper come utilizzare al meglio le proprie risorse interiori.
Proprio l’altra sera, a cena, ne parlavamo insieme a Gianluigi, brillante studente di Economia a Tor Vergata ma soprattutto gran conoscitore dei sistemi di apprendimento in fase di studio.
Mi sono trovato d’accordo con lui su molti aspetti. Entrambi utilizziamo metodi che abbiamo appreso mediante studi di tecniche mnemoniche, di apprendimento e di lettura rapida.
I risultati che ha ottenuto e che tutt’ora sta conseguendo, confermano in pieno le sue metodologie!
Alessandro Cosimetti
Posted by Alessandro Cosimetti on 09 Mag 2008 | Tagged as: lettura veloce, mappe mentali, creatività, apprendimento, memoria
Dal punto di vista strettamente anatomico, il cervello non è paragonabile ad un muscolo, in quanto non possiede la stessa struttura e le stesse funzioni.
Al di là di questa semplificazione, l’aspetto che hanno in comune i muscoli ed il cervello è la possibilità di poter progredire, di migliorare, di sviluppare le loro capacità.
Se voglio apportare miglioramenti alle mie fasce muscolari, eseguirò esercizi appropriati, magari iscrivendomi in palestra.
A questo punto, proseguendo nella comparazione muscolo-cervello, sorge spontanea la domanda:
“Allora, esiste anche una palestra per sviluppare le capacità del nostro cervello?”
La risposta è: “Certo che si!!”
Oggi, le grandi case di produzione di giochi, si stanno dando la guerra nella realizzazione dei così detti “brain games” (appunto giochi per il cervello).
A questo punto, è doveroso un salto nel passato, esattamente nel 1974 (neanche ero nato!).
Come non ricordarsi, il cubo di Rubik. Forse il nome non ti dice nulla, ma ti basta vedere la foto che ho inserito per questo post, per riattivare subito la tua memoria.
Sono sicuro che almeno una volta, ti sarà capitato di “smanettare” questo oggetto (magari con risultati più soddisfacenti dei miei!).
Oppure ti è capitato di vedere la scena del film “La Ricerca della Felicità” dove il protagonista (Will Smith) era impegnato all’interno di un taxi, ha risolvere il “grattacapo” a quello che poi sarebbe diventato il suo capo.
Impresa replicata da Smith, durante una trasmissione americana (vedi video qui).
Il cubo di Rubik, nel tempo ebbe anche dei precedessori, come ad esempio Simon, il disco dalle quattro facce (rosso, giallo, verde, blu) che sviluppava una sequenza di colori dopo l’altra da ripetere in maniera esatta.
Era un perfetto esercizio per allenare la memoria e il colpo d’occhio.
Insomma, in un periodo e in una fase socio-culturale condizionata dal caro-vita, è curioso vedere come gli strumenti di ultima generazione per allenare il nostro cervello, nelle vendite, abbiano registrato un’impennata addirittura del 40%.
I “giochi cerebrali” stanno conquistando un mercato sempre più vasto e vario che non conosce età ed estrazione sociale.
Ci sono vari formati caratterizzati dalle più disparate argomentazioni: memoria, matematica, lingue straniere, ecc.
A dire la verità, ancora non ne ho mai fatto uso, anche se sottopongo quotidianamente il mio cervello a dei costanti esercizi di sviluppo.
Ad esempio le tecniche di lettura rapida, basano il loro successo, proprio sull’uso costante ed appropriato di determinate tecniche.
Recarsi in palestra una volta ogni tanto, non ci farà conseguire nessun risultato degno di nota.
Al tempo stesso, utilizzare di rado, i metodi di lettura rapida o di memorizzazione, non servirà assolutamente a niente!
Qualsiasi tipo di ginnastica ci accingiamo ad eseguire, per poter apportare dei miglioramenti, deve essere eseguita con costanza, fiducia, passione, curiosità e conoscenza del metodo.
Alessandro Cosimetti
http://www.ginnastica-esercizi-cervello-memorizzazione.eoltt.com