Archivio della categoria ‘memoria’

Un aspetto sugli ebook per la scuola

Mercoledì, Luglio 9th, 2008

ebook-scuola-apprendimento-libri.jpgUltimamente si è parlato degli ebook come soluzione ed alternativa ai comuni libri cartacei. Si è accostato questo fenomeno interattivo alla scuola.

Molti ne hanno commentato i pregi, la praticità, l’innovazione, ecc. Concordo totalmente con chi parla degli ebook come soluzione (o formato del futuro) ma soltanto per certi versi.

Innanzi tutto, mi domandavo (e mi domando tutt’oggi) se i costi degli ebook potessero raggiungere quelli sproporzionati che ad oggi siamo stati abituati a vedere nella rete.

Su questo andrebbe fatta chiarezza. E’ vero che molti ebook trattano argomenti che non troveremo mai in una comune libreria. Altrettanto vero però che molti di questi sono soltanto improvvisazioni ed estrapolazioni di testi di autori decisamente più illustri (per non parlare delle traduzioni degli ebook americani).

I testi (seppur cartacei) di quest’ultimi, non costano neanche 1/4 del valore di un ebook dove magari viene trattato soltanto un aspetto del primo (magari da un autore sconosciuto). Il perchè? Non lo so neanche io!

Quindi quando sentivo parlare di prodotti digitali come soluzione ai portafogli delle famiglie, mi chiedevo se effettivamente potesse essere evitata la speculazione che molti ebook ad oggi sono stati in grado di generare.

Infatti proprio oggi leggo sull’Ansa che per “alleggerire” le spese delle famiglie, gli ebook non saranno scaricabili, ma bensì accessibili (emendamento del Governo).

La questione più che altro è relegata ai costi di stampa (carta, cartucce per la stampante, ecc.). Il ragionamento sarebbe:

“Se dopo dobbiamo spendere i soldi per tramutare il digitale in cartaceo, che risparmio si otterrebbe?”

In effetti, quasi tutti gli ebook che ad oggi ho acquistato (almeno quelli più interessanti) li ho stampati su carta e questo perchè leggere un testo di 200/400 pagine su un monitor, non è il massimo per ciò che concerne l’apprendimento e la lucidità mentale.

Ad oggi, mi riesce difficile immaginare un bambino che studia sottoponendo i suoi occhi allo stress dello schermo di un pc per un tempo alquanto prolungato.

Questo aspetto non può essere sottovalutato, soprattutto se consideriamo le ore che i studenti trascorrono davanti ad un testo, sia a scuola che a casa (una sommatoria non di poco conto).

Per uno come me che fa dell’efficenza psicofisica (vedi Reading & Walk), un punto di forza dell’apprendimento, restare incollato davanti ad un monitor non è certo il massimo, soprattutto nelle giornate primaverili ed estive.

Certo, l’ebook permette di essere aggiornato senza costi e con una rapidità non possibile ad un comune libro, ma ripeto non credo che sia stata data importanza a tutti gli aspetti che gravitano su questa innovazione (apprendimento su tutti).

Alessandro Cosimetti

Evitare la Presbiopia con tecniche di Apprendimento Dinamico

Domenica, Giugno 8th, 2008

apprendimento-dinamico-presbiopia-photoreading.jpgPrendo spunto dall’articolo di ieri, sugli attacchi di panico e di stress che solitamente colpiscono gli studenti alle prese con gli esami.

E’ un argomento molto discusso e forse troppe volte sottovalutato. Anche questa mattina, mi sono imbattuto su un nuovo articolo che ha come tema principale proprio i metodi di studio.

Addirittura in Cina, gli oculisti hanno prescritto a molti studenti, degli esercizi per evitare la prespiobia.

Causa primaria di questo difetto visivo è proprio un metodo di studio errato e spesso anche poco profittevole.

Colpevole di tale fenomeno, maggiormente diffuso negli ultimi anni, sembrerebbe essere lo stesso sistema educativo nazionale.

L’eccessiva competizione tra studenti, il numero sempre più alto di ore che si trascorrono a studiare, sembrerebbero influire negativamente sulla salute degli occhi.

E’ risaputo che la stanchezza mentale non comporta nessun vantaggio ai fini dell’apprendimento stesso. Non sarà certo il tempo che trascorriamo sui libri a farci assimilare proficuamente gli argomenti che trattano.

Il Photoreading e le tecniche di Apprendimento Dinamico, basano i loro studi sulla struttura e la capacità della mente umana.

Non si tratta di quantità ma sempre e solo di qualità dello studio! 

Alessandro Cosimetti

Gli Esami non finiscono mai!

Sabato, Giugno 7th, 2008

esami-apprendimento-mnemoniche-studenti.jpgE’ tempo di esami!

Chissà quante volte avrai sentito ripetere la frase che da anche il titolo alla famosa commedia di Edurado De Filippo:

“Gli esami non finiscono mai!”

In effetti la vita non smette mai di riservarci prove e continui esami nel suo cammino.

Naturalmente in quest’articolo, ti parlerò degli esami universitari ma soprattutto quelli di maturità che nei prossimi giorni, caratterizzeranno le attività dei licei italiani.

Ricordo ancora il mio esame. Ti sto parlando del 1996. Ammetto di non conoscere l’iter degli esami di quest’ultimi anni.

Le materie che portai furono meccanica e italiano. Ah, dimenticavo, mi sono diplomato in meccanica industriale.

Negli anni successivi, ho avuto comunque modo di seguire le vicissitudini di studio dei miei amici iscritti all’Università. Spesso, io stesso dovevo segnarmi i giorni dei loro esami e questo per evitare di distogliere la loro attenzione durante i periodi antecedenti alle prove.

Ho assistito a dei veri e propri rituali come ad esempio il famoso caffè dello studente (non sto a spiegarti la sua preparazione per evitare che qualcuno possa metterlo in pratica).

E’ risaputo comunque di un notevole sovraccarico di tensione e stress da parte degli studenti che si apprestano a sostenere un esame.

Recentemente alla questione, si è anche interessata l’Associazione Europea Disturbi Attacchi di Panico.

Le maggiori preoccupazioni sono collegate alla paura di avere un’amnesia davanti alla commissione. Ad essa, si aggiunge anche quella di non avere un vero e proprio metodo di studio.

Spesso, ci si trova davanti a montagne di testi, appunti e materiale di vario genere. L’unica soluzione possibile, sembrerebbe essere proprio quella di tuffarsi nello studio con la speranza di assimilare qualcosa.

Statisticamente gli errori che uno studente commette ormai da anni sono quello di passare troppe ore consecutivamente a studiare. Dormire poco, trascurando totalmente la fase di riposo e quindi quella del recupero psicofisco.

A questi si aggiunge anche l’errore di starsene troppo tempo in luoghi chiusi e poco aerati.

Sinceramente tutto ciò, non mi stupisce e questo perchè sin dai tempi della scuola, gli stessi insegnanti non ci hanno mai insegnato a studiare.

Sono soliti, spiegare le lezioni, indicare i testi su cui studiare ma senza mai spiegare come funziona il nostro cervello in fase di apprendimento.

Sembrerebbe una cosa scontata, ma in realtà il vero “male dello studente” è quello di non saper come utilizzare al meglio le proprie risorse interiori.

Proprio l’altra sera, a cena, ne parlavamo insieme a Gianluigi, brillante studente di Economia a Tor Vergata ma soprattutto gran conoscitore dei sistemi di apprendimento in fase di studio.

Mi sono trovato d’accordo con lui su molti aspetti. Entrambi utilizziamo metodi che abbiamo appreso mediante studi di tecniche mnemoniche, di apprendimento e di lettura rapida.

I risultati che ha ottenuto e che tutt’ora sta conseguendo, confermano in pieno le sue metodologie!

Alessandro Cosimetti

Allena il tuo cervello con un corso di neuro fitness!

Giovedì, Giugno 5th, 2008

fitness-cervello.jpgIl nostro cervello è una macchina meravigliosa e semplicemente perfetta.

Durante l’evoluzione che ha portato all’Homo Sapiens, si è sviluppato e specializzato, rendendo l’essere umano un “animale razionale”, in grado di comunicare con i propri simili, attraverso l’uso articolato del linguaggio.

Tutto ciò, ha permesso l’elaborazione di pensieri astratti e logici.

Spesso diamo per scontato tutto il lavoro che ogni giorno riesce a espletare.

Siamo portati spesso a curare l’alimentazione e la nostra salute mediante la pratica del fitness. Dedichiamo anima e corpo (è il caso di dirlo) al nostro aspetto fisico e alla salute del nostro corpo.

Ci nutriamo con specifici alimenti che possano apportare benefici alla pelle, al fegato, all’intestino, senza però prestare la stessa attenzione al nostro cervello e alle sue necessità.

In poche parole, spesso lo abbandoniamo!

In questo periodo si nota una vera e propria attenzione (purtroppo per ora solo commerciale) ad una forma di fitness solitamente portata ad allenare il nostro muscolo più importante (il cervello appunto!).

I giochi elettronici diffusi sul mercato, in questi ultimi mesi, sono utili, seppur tengano allenate soltanto alcune aree del nostro sistema nervoso centrale.

Non dobbiamo dimenticare però, che oltre ad imparare ad utilizzare le connessioni logiche, figurative e deduttive, è altresì importante rendere ogni sua area perfettamente in forma.

In gioventù, siamo pieni di attenzioni e curiosità. Ogni cosa ci attrae, suscitando in noi, voglia di provare e tentare mille cose nuove.

Questa meravigliosa intraprendenza e curiosità mette in moto tutti i nostri sensi e ogni area del cervello, in quanto questi viene stimolato sotto mille punti di vista.

Giunti all’età adulta, ecco che presi dal solito “tran tran”, dalle preoccupazioni e dalle mille cose da fare, non poniamo più attenzione a nuovi stimoli, permettendo a quest’ultime di coinvolgerci sempre di meno.

Anche i cambiamenti cominciano a farci paura. Ma non deve essere così!

Oggi, si parla di demenza senile, di Alzheimer, di queste malattie neurodegenerative che colpiscono incuranti i nostri neuroni (le cellule preziose del nostro cervello) distruggendoli nel tempo.

Molti studiosi, in particolare neurologi, hanno riscontrato una serie di esercizi realizzati per il nostro sistema cerebrale.

La loro peculiarità, risiede proprio nella comprovata efficacia nell’allontanare malattie (ad esempio l’Alzheimer) e tenere vivo e sveglio tutto il nostro sistema cognitivo.

Non ti aspettare esercizi o programmi di allenamento complicati!

Sebbene questo importantissimo muscolo sia complesso e incredibilmente perfetto, non necessita di difficoltose tecniche.

E’ sufficiente capirne il suo funzionamento, affinchè con poche attenzioni possa raggiungere livelli di fitness da campione!

Articolo gentilmente concesso da Tiziana De Giosa

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