Comunicare senza Ascoltare. Cosa comporta?
Tempo fa, navigavo su internet alla ricerca di materiale da studiare per un progetto che sto realizzando.
Trovo un sito che offre dei corsi gratuiti in formato video. Compilo il modulo, dove obbligatoriamente mi chiede anche il numero di telefono.
Conoscevo già l’azienda per nome, e da un po’ di tempo leggo anche il loro blog.
Insomma, mi registro e pochi minuti dopo, ricevo la 1^ lezione, nella mia casella di posta elettronica.
Ora, non voglio soffermarmi tanto su quest’ultimo aspetto, ma piuttosto sulla telefonata che ho ricevuto recentemente.
Mi ha contattato una loro collaboratrice per promuovermi il loro prodotto (era chiaro che il videocorso online avesse questa finalità !).
La cosa che mi ha colpito è stato proprio il modo con cui è stata intavoltata la discussione per telefono.
Sarebbe meglio dire, che forse in fondo una vera e propria conversazione neanche c’è stata!
Andiamo per punti.
Mi squilla il telefono ed io: “Pronto?!”
Operatrice: “Buongiorno, vorrei parlare con il Sig. Alessandro Cosimetti”
Alessandro: “Buonasera, sono io mi dica…”
Operatrice: “Salve Sig. Cosimetti, siamo della XXX e la chiamo in quanto si è registrato al nostro sito richiedendo la partecipazioni ai corsi online gratuiti sulla XXX….”
Alessandro: “Si…eh….”
Operatrice: “La chiamo in quanto abbiamo da presentarle, un’offerta sul nostro prodotto che scade il giorno XXX, e visto che lei è interessato…bla…bla…”
Alessandro: (Nel frattempo respiro e mi guardo intorno)
Operatrice: “Vede il costo attualmente è di euro XXX, quindi capisce lei stesso che aderendo sin da subito, avrà un risparmio di XXX…bla…bla…”
Alessandro: (Continuo a respirare e nel frattempo do da mangiare ai pesci rossi nell’acquario)
Operatrice: “La nostra offerta è stata studiata per quelli che….quindi potrà capire come….bla…bla…”
Alessandro: (Respiro, sbuffo, passeggio per la stanza e subito dopo inizio a controllare la posta elettronica)
Bhe, diciamo che la telefonata è durata…aspetta che te lo dico con esattezza (guardo sul cellulare). Ecco, 4 minuti e 35 secondi.
Insomma in quasi cinque minuti ho tirato fuori 3-4 parole al massimo. Alla fine l’operatrice, forse preoccupata del fatto di non sentirmi (forse avrà pensato che io abbia avuto un malore), mi ha chiesto se ero interessato.
Non ero convinto, non tanto sull’effettiva validità e qualità del loro prodotto ma da ben altro. Insomma, gli ho detto che nel frattempo avrei seguito il loro corso gratuito per poi valutare con più calma.
Cosa è mancato in tutto questo?
La comunicazione!
Non è stata limitante o povera, ma bensì non è c’è stata per niente.
Innanzi tutto la mia interlocutrice, non ha ascoltato i miei effettivi bisogni senza dei quali credo sia alquanto difficile individuare le mie necessità (ascoltare serve proprio a questo).
Seconda cosa, non mi ha posto nessuna domanda (tra cui quella per sapere se ero ancora vivo dall’altra parte dell’apparecchio!).
E’ mancato anche quello che in PNL si chiama ricalco che nello specifico era relegato al nostro verbale e paraverbale.
Non parlavo quasi mai e lei invece non solo mi ha inondato di concetti, frasi, termini tecnici, ma usava un paraverbale (velocità , pausa, cadenze) totalmente differente dal mio.
Morale della storia, non ci siamo venuti incontro (anzi, in questo caso era lei che doveva farlo in quanto vestiva in quel momento i panni della venditrice!).
Questi sono aspetti che non devono assolutamente mancare nella comunicazione, sia che avvenga tra persone che si trovano di fronte, ma anche, come nel mio caso, mediante una telefonata.
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
uno dei blogger più famosi del mondo!

