Comunicare e comprendere i bisogni
Da bambino, avevo un grosso problema nel comunicare i miei bisogni.
Quando volevo una cosa quasi provavo timore nel chiederla. Anche un semplice bicchiere d’acqua per me, era una impresa.
Spesso, quando mi trovavo a casa di persone con cui non avevo una grande familiarità, ed avevo urgenza di andare al bagno, me ne stavo zitto, senza chiedere il permesso per utilizzarlo.
Quando mi capitava di pranzare a casa dei miei amichetti, mangiavo soltanto ciò che mi proponevano, senza prendere mai l’iniziativa di assaggiare qualche altra pietanza presente in tavola.
Insomma, avevo il desiderio di soddisfare determinati bisogni, ma non trovavo mai il modo di comunicarli diversamente dal semplice parlare.
Fortunatamente, qualche volta capitava che mi “leggessero nel pensiero” evitandomi di chiedere determinate cose.
A parole di sicuro non mi esprimevo, quindi presumo che i miei interlocutori capissero certe mie esigenze, che riuscivo a comunicare in tutt’altra maniera.
Le mie incertezze, le risposte dubbiose, le frasi smorzate. Le lunghe pause, parole cadenzate, insomma il mio para verbale, mi aiutava anche senza volerlo.
Comunque, il lavoro più grosso lo faceva la mimica facciale, lo sguardo ed i miei gesti.
In questo caso, parliamo del mio non verbale. Sai da bambino, non ero certo quello che si poteva definire un gran chiacchierone!
Insomma, mi capitavano dei bravi interlocutori, capaci di reperire delle informazioni e di comprendere i miei bisogni, anche se purtroppo non sempre era così.
Sai questo è quello che accade anche a chi vorrebbe sedurre una persona ad esempio. Rischia di apparire invadente e questo perchè non ha ben capito le esigenze ed i bisogni di colui (o colei) che ha difronte.
Nel commercio è la stessa cosa. Ti è mai capitato, all’interno di in un negozio di abbigliamento, di imbatterti nella commessa di turno che tirava fuori tutta la merce, ma nulla che fosse veramente di tuo gradimento?
Magari ciò che cercavi era esattamente sopra uno scaffale, a due metri da voi. Ma se tu non sai esattamente cosa cerchi, e se lei non riesce a estrapolare informazioni utili, allora rischiate entrambi di perdere del tempo (il negoziante anche un cliente, in questo caso!).
Comunicare, non significa esclusivamente esprimersi a parole. Come dice la PNL, la comunicazione verbale ha una valenza pari soltanto al 7%. E il restante 93%? Non lo sfruttiamo?
Capisco comunque che possa risultare davvero difficile, comprendere certi bisogni, se già a priori non conosciamo gli elementi che costituiscono la nostra comunicazione.
Alessandro Cosimetti
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Tags: comunicazione


