Esame Lavoro: Studiare ciò che serve!
Posted by Alessandro Cosimetti on 12 Gen 2008 at 12:24 am | Tagged as: Lettura, Creatività, Apprendimento, Comunicazione
Gli “Esami non finiscono mai” è una commedia del 1973 di Eduardo De Filippo.
Quante volte avrai sentito questa frase? Io in molteplici situazioni ed occasioni della mia vita.
Era anche un modo per spaventare, per accrescere nei giovani il senso di responsabilità. Per non parlare poi del mondo universitario con le sue infinite prove davanti alle varie commissioni.
Tutto questo però sembrerebbe cambiare senso se non fosse che Lorenzo Ait (laureato in Scienze della Comunicazione e Master in PNL) ha ben pensato di stravolgerne il significato.
Nel suo libro “30 e lode senza studiare” affronta il tema degli esami universitari. Una realtà da lui considerata superficiale ed utile soltanto per pagare le tasse.
Chiaramente un testo scritto come denuncia verso un sistema capace soltanto di enfatizzare sempre più le piaghe della mala-università.
Sottolinea la mancanza di preparazione da parte dei professori, che stando ad un suo studio statistico, durante gli esami, farebbero sempre le stesse domande.
Ecco qualche esempio bizzarro ma molto probabilmente anche efficace:
- Seguire altri esami ed annotare le domande, studiando soltanto quelle più frequenti
- Fare andare al proprio posto una persona somigliante che ne sappia più di te
- Effettuare uscite strategiche in bagno in fase di scelta da parte dell’esaminatore
- Usare un finto libretto dei voti contenente già dei 30 e lode
Ritengo comunque importante sottolineare il vero messaggio del libro. L’autore invita il lettore-studente a non perdere tempo nello studio di argomentazioni non più richieste nel mondo del lavoro ma ancora presenti in università.
Lui stesso durante il periodo dello studio, contemporraneamente lavorava presso un’azienda di formazione.
Del suo pensiero condivido non solo quest’ultimo aspetto, ma soprattutto il fatto di costruirsi una propria cultura con letture varie e in linea con le esigenze del mercato attuale, con un occhio di riguardo verso probabili mutazioni future.
“Per trovare un posto di lavoro, oggi conta di più la capacità di crearsi una propria cultura individuale”. Questo è esattamente ciò che lui afferma.
Ne ho avuto la prova proprio con mio fratello Giuliano ed il suo percorso formativo.
Quante persone effettivamente ogni giorno a lavoro mettono in pratica ciò che hanno studiato al liceo o all’università?
Mi ricorda molto il Principio di Pareto che io stesso applico ad esempio, nella lettura di un libro. E’ la famosa legge del 80/20.
“La maggior parte degli effetti è dovuta ad un numero ristretto di cause”
Cosa significa?
In genere l’80% dei risultati dipende dal 20% delle cause. Questo principio può avere diverse applicazioni pratiche in diversi settori, come l’economia e la qualità.
Io nella lettura di un libro scopro sempre che tutta la sua essenza è presente in non più del 20% dei suoi contenuti.
E tu, hai mai fatto caso a questo aspetto?
Alessandro Cosimetti
http://www.esami-studiare-lavoro-universita.eoltt.com
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