La capacità di flessibilità: dall’era glaciale alla crisi economica attuale
Il genere umano si è evoluto grazie alla capacità di flessibilità cosa che non è stata possibile per certe specie di animali che durante l’era glaciale si sono estinte.
Nella vita di tutti i giorni, abbiamo bisogno di esplorare in continuazione ogni variazione utilizzata nei processi con cui vogliamo ottenere risultati. Perfino quelli che si sono dimostrati efficaci in precedenza, potrebbero non esserlo più, se cambiasse il sistema o l’ambiente che ci circonda.
E’ facile credere che, se qualcosa finora ha funzionato, continuerà a funzionare anche in futuro. Ma se intervenissero mutamenti nel sistema circostante, sarà ancora così?
In altri termini, se qualcuno intende conseguire un obiettivo, deve poter avere un certo numero di strade possibili da percorrere. Il numero di opzioni necessarie, a sua volta, potrebbe dipendere dalla quantità di cambiamenti che possono avvenire nel sistema e nell’ambiente in cui si cerca di conseguire un certo risultato.
Facciamo un esempio.
Diciamo che il tuo obiettivo è quello di spostare la sedia da una parte all’altra della stanza. Alzi la sedia e la trasporti direttamente nel punto di destinazione. Ok!
Ora immaginiamo che quella sedia si trovi in California e ci sia un terremoto. In questo caso avresti bisogno di un maggior numero di variabili per conseguire il tuo intento a causa dei cambiamenti che intervengono nell’ambiente.
Insomma per adattarsi e sopravvivere serve la flessibilità. Infatti in momenti e contesti caratterizzati dal cambiamento, la flessibilità diventa più essenziale.
E’ per questo motivo che la crisi economica ha maggiormente colpito i dipendenti di imprese, perché è nella loro natura quella di adagiarsi a un sistema unico: quello dell’azienda per cui lavorano. Lo stipendio fisso per certi versi è una gran bella sicurezza, ma per tanti altri è un ostacolo alla crescita economica.
Se prendessi i miei ex colleghi in azienda e li catapultassi fuori le “mura aziendali” si sentirebbero come “pesci fuor d’acqua”. Hanno assimilato talmente bene i ritmi, le abitudini, i protocolli dell’ambiente che li circonda da non poterne più fare a meno.
Per loro la flessibilità non esiste, in quanto riversano totalmente il proprio destino nelle mani dell’azienda che poi sono un gruppo di manager che potrebbero lasciare la barca prima ancora che affondi.
Quando ero ancora un dipendente, nonostante l’ottimo rapporto con i colleghi e i miei responsabili, ero sempre alla ricerca di qualcosa di maggiormente gratificante, sia sul piano economico che professionale.
Chiaramente, non mi limitavo ad acquisire conoscenze ed esperienze soltanto attraverso il mio impiego, ma studiavo, leggevo testi ed ebook, partecipavo ai corsi e conferenze.
Insomma investivo sulla mia formazione e tutto interamente a mie spese!
In fondo, un segreto per gestire efficacemente la creatività consiste nel determinare il punto in cui applicare la flessibilità.
Alessandro Cosimetti
