Che popolo siamo? Poeti, santi, eroi o altro?
La palestra dove mi alleno, si trova nel quartiere romano dell’Eur. Questa mattina, sono arrivato con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario di apertura.
Mi sono accomodato sulle panchine di marmo che si trovano nel vialetto di ingresso, in attesa che aprissero. Sollevando lo sguardo al cielo, ho posto la mia attenzione sulla frase:
« Un popolo di poeti, di artisti, di eroi,
di santi, di pensatori, di scienziati,
di navigatori, di trasmigratori »
Questa scritta, campeggia su tutte e quattro le facciate del Palazzo della Civiltà (meglio conosciuto come Palazzo della Civiltà e del Lavoro).
L’ho letta più volte, e non ho potuto fare a meno di riflettere: «Quanto, di ciò che è scritto fa ancora parte della nostra cultura e tradizione?»
Allora ho cominciato ad analizzare ad una ad una le parole che componevano la frase . Ho constatato che la vena poetica mi ha sempre accompagnato in tutta la mia vita, come del resto l’amore per ogni forma di arte.
Il pensiero fa parte della mia indole di solitario silenzioso. Scienziato non lo sono mai stato, ma la voglia di sperimentare non mi è mai mancata.
Eroe io? Non credo di aver fatto gesti eclatanti. La mia figura di eroe ad esempio è Salvo D’Acquisto, perché reputo l’eroismo come il senso di responsabilità e sacrificio verso gli indifesi. Al momento, non ho fatto niente di così profondo da farmi entrare di diritto nella storia.
Non sono un navigatore, e non credo che Internet sia la stessa cosa, ma amo alla follia viaggiare e scoprire nuovi territori.
Trasmigratore è la parola che meno mi si addice, anche se per anni è stata una caratteristica di molti emigranti italiani. Forse, al momento questa parola assume nella mia vita, un significato più spirituale che materiale.
E tu? Quanto ti ritrovi in questa frase?
Alessandro Cosimetti
P.s. Dimenticavo la parola “santo”. Non so cosa abbiano voluto intendere, ma non credo spetti a me dirlo e…deciderlo!

