Il conformismo e la paura di emergere dal gruppo
La zona comfort è quello stato psicofisico dove inconsciamente cerchiamo di non uscire per paura di confrontarci, con una realtà totalmente differente a quella a cui siamo abituati.
Questo sistema viene attivato sulla base delle nostre esperienze passate e sulle nostre convinzioni depotenzianti.
Il conformismo è la tendenza ad adattarci alle opinioni e ai comportamenti dell’ambiente circostante. In questo caso sacrifichiamo quello che è il nostro libero arbitrio.
Il conformismo ha le sue radici nella paura di uscire dal branco e di essere visti come dei diversi. Quasi come gli insetti che si mimetizzano con l’ambiente circostante, la personalità in questo caso non riesce ad emergere.
L’atteggiamento opposto al conformismo è chiaramente l’anticonformismo ed è un comportamento prettamente di ribellione, dove si rifiuta fortemente ogni idea prevalente.
Evitando il conformismo si riesce a sviluppare un livello di coscienza tale da metterci in condizione di sfidare i comportamenti comuni senza alcuna sofferenza.
Gli artisti e i scienziati, solitamente riescono a maturare un atteggiamento non conformista, dando luogo alle loro libere espressioni e ideologie.
Recentemente il Vasily Klucharev del Donders Center for Cognitive Neuroimaging in Olanda ha scoperto due regioni del cervello dove nasce il conformismo.
Secondo questa scoperta, ogni volta che tendiamo ad allontanarci dalle opinioni del gruppo, queste ci richiamano all’ordine, trasmettendoci un segnale di errore di comportamento.
Ma sarà così? Davvero le zone celebrali del nostro cervello riescono a sopraffare la nostra volontà decisionale?
Alessandro Cosimetti
