Vedi, di crescita personale non ci capisco proprio un bel niente!
Potresti pensare che siccome spesso sul blog scrivo di crescita personale, nella vita sia infallibile.
La verità è che non ho incontrato una sola persona che scrive di queste cose e le pratica su base giornaliera. Si lo so, può sembrare strano ma questo capita anche con i migliori.
Ad esempio Richard Bandler co-creatore della Pnl, è stato in grado di aiutare moltissime persone nel risolvere i loro problemi quando lui stesso contemporraneamente era cocainomane (ora non so se abbia risolto questo aspetto).
La maggior parte di noi blogger che dispensano consigli e regole per una “vita perfetta” cercano di insegnare in modo da poter imparare. Il modo migliore per immergersi in un campo e impadronirsene, è proprio quello di insegnare (o tentare di insegnare) la stessa cosa.
Il lato oscuro della crescita personale (anormale)
Dedicarsi alla crescita personale, non è come le altre attività. Non è come giocare a tennis nei fine settimana, o collezionare francobolli nel tempo libero.
Lo sviluppo personale, d’altra parte, è una storia diversa. Una volta che si entra in questo circolo, non se ne esce più. Si può andare avanti, stabilizzarsi, ma non si può tornare indietro.
Ho pensato molto al termine “crescita” nel corso degli ultimi mesi e sono arrivato alla conclusione che potrebbe non essere il modo migliore per descrivere la vita nel pieno delle potenzialità. Non è semplicemente un problema di semantica, ma del nostro modo di vivere le cose.
Essere perennemente alla ricerca di una “crescita”, sembrerebbe una cosa intelligente da fare. Spesso siamo così focalizzati su di essa che non riusciamo a vedere il quadro più ampio della situazione. Questo tipo di crescita non è sostenibile.
Vedi a volte…
- A volte è più importante coltivare la spontaneità e la quiete.
- A volte abbiamo bisogno di tempo per celebrare le nostre realizzazioni.
- A volte necessitiamo di una pausa per poi tornare a crescere.
- A volte abbiamo bisogno di una pausa, semplicemente perché la preoccupazione di crescere diventa inconscia e non distinguiamo più le cose che valgono da quelle che ci allontanano dal nostro obiettivo.
- A volte è altrettanto importante l’esplorazione, l’espansione e la capacità di spingersi oltre i confini.
I pericoli della crescita personale iniziano quando il cambiamento smette di essere uno sviluppo effettivo. Diventa qualcosa che sentiamo di dover fare perché è “cosa buona”. Proprio per questo non mi piace il termine “miglioramento di sé stessi.”
Quando sei troppo concentrato sul miglioramento, la visione diventa confusa. E’ come alcuni maestri di yoga che si vantano di quanto tempo stanno in una certa posizione. Questo non è il punto.
Come molti libri di crescita personale che hai sullo scaffale: li hai acquistati, sono lì, ma sai bene che questo non è sufficiente.
Scoprire il colpevole
La crescita personale si fa pericolosa, quando lo sviluppo personale viene meno su chi sei, e si trasforma in qualcosa che fai solo perché supponi possa farti migliorare. Ancor più, quando stai cercando di “sviluppare te stesso” per raggiungere una falsa immagine della perfezione. Questo è seriamente controproducente.
Dobbiamo uscire dalle nostre teste
Quando stiamo facendo qualcosa solo perché è una buona idea, o perché pensiamo di dovergli dedicare un po’ del nostro tempo, dobbiamo fare un passo indietro. Dobbiamo chiederci: «Sto cercando di fare qualcosa di nuovo perché voglio diventare un modello per qualcuno?».
Perseguire la crescita personale è una cosa potente, ma dovrebbe essere utilizzata per scoprire e coltivare un sé più autentico ed evitare che diventi controproducente. Quello che dovrebbe renderci più felici, potrebbe diventare la fonte della nostra miseria, quando la stiamo perseguendo per “male ragioni”.
Invece di vivere più autenticamente, si finisce per respingere la vita così com’è, mentre questo è il momento in cui dobbiamo vivere. Adesso!
Non si tratta di diventare “migliori”. Si tratta di un collegamento con il “io” più profondo.
Penso che il problema più grande sia il fatto di essere positivi, disciplinati. Di assumersi la responsabilità per far accadere le cose.
Certo, sono strumenti potenti se usati correttamente, ma il problema sorge quando l’autenticità è sacrificata per la positività e la disciplina.
La vera felicità è una questione di equilibrio tra essere e divenire.
Allora, cosa significa?
Rendere la mente fluida come l’acqua
Così, a volte è meglio smettere di pensare alla crescita personale. Persistere, soffocherà soltanto le tue vere intenzioni.
Devi quindi uscire a modo tuo, diventare come l’acqua, soprattutto quando hai bisogno di crescere o espanderti per andare oltre un ostacolo e regolare il corso.
Rifletti, ma non cercare di possedere.
Alessandro Cosimetti
