Il Complesso da Dio: l’egocentrismo divino dell’essere creativo
Non abbiamo creato il mondo o qualcosa del genere, ma credo che la maggior parte di noi più volte pecchi di “egocentrismo divino“. Tuttavia, ci possono essere alcuni aspetti negativi nell’essere creativi, soprattutto nel caso di un Complesso da Dio.
Il Complesso da Dio.
Il Complesso da Dio è definito come uno stato psicologico della mente in cui una persona crede di avere poteri soprannaturali o abilità divine. E’ la persona che di solito si ritiene al di sopra delle regole della società e deve essere oggetto di speciali considerazioni.
Possiamo onestamente pensare di essere una divinità? No. Ma alcune persone creative sono molto sensibili a raccogliere almeno alcuni degli aspetti del Complesso da Dio.
I creativi trascorrono tutto il giorno a creare. E’ naturale che a volte si sentano troppo coinvolti in quello che fanno senza pensare a ciò che li circonda in quel momento.
Ecco cosa porta un creativo a pensare di essere simile a Dio.
1. Si perdono nei loro piccoli mondi.
La capacità di creare qualcosa di davvero unico richiede una serie speciale di talenti. Tuttavia, quest’ultimi a volte hanno effetti negativi collaterali, ad esempio una visione a tunnel. Il più delle volte, siamo solo concentrati sul progetto a cui lavorano, e nient’altro.
Avete mai visto un bambino giocare con i blocchi di costruzione, completamente preso da ciò che sta costruendo? È molto simile. Il mondo esterno non ci tocca, quando siamo in “fase di costruzione”.
2. A volte pensano che la loro idea sia la migliore.
E’ difficile per i creativi ritenere che vi siano due soluzioni di due problemi. Le loro idee devono essere le migliori, un po’ come i bambini per i genitori. Non possono immaginarli più belli di come sono.
3. Hanno un desiderio costante di essere illuminati.
Qualche volta l’apprendimento – conseguentemente sfoggiando questa nuova conoscenza – è un modo per sentirsi più competenti e sicuri delle proprie capacità. E’ più che altro il desiderio di sfamare un’insicurezza.
4. Sono un po’ troppo competitivi.
Nella mitologia greca, gli dei sono sempre stati confrontati reciprocamente suscitando spesso litigi tra di loro. A questo proposito, le persone creative possono essere un tantino sul lato competitivo. Siamo onesti: si paragonano gli uni agli altri, sia inconsciamente o intenzionalmente. È una specie di natura umana. Vogliono essere i migliori. Sempre!
5. Possono guardare dall’alto in basso.
Questo potrebbe riguardare solo la mia esperienza personale – e mi dispiace ammetterlo – a volte mi ritrovo a guardare con disprezzo gli altri. Non è necessariamente una cosa consapevole, ma a volte i pensieri tendono ad insinuarsi nella mia testa. Confrontare me stesso a qualcun altro, ricordandone i difetti, mi fa stare meglio. È terribile, ma è vero!
6. A volte si rifugiano nel confronto.
Molto simile a guardare con disprezzo gli altri, le persone creative possono a volte lottare confrontandosi agli altri. «Ho più muscoli di quello». «I miei progetti sono molto più interessanti dei suoi». L’auto-confronto, è solo uno squallido modo per dimostrare che siamo superiori a quasi tutti gli altri in qualche modo.
7. Possono prendere le loro creazioni troppo sul serio.
Sono particolarmente colpevole di questo.
Come abbiamo detto in precedenza, le nostre creazioni sono come i nostri figli. Le abbiamo create. C’è un legame speciale, (anche tra qualcosa di così apparentemente insignificante, come un po’ di codice html) con qualcosa creata personalmente. Quando la gente critica o prende in giro, crea dei profondi tagli. Inoltre, a volte ci troviamo a pensare che le nostre creazioni siano più importanti di quelle che realmente sono. Essere un creatore può renderci molto sensibili al Complesso da Dio.
8. Possono essere male interpretati a loro favore.
Questo generalmente succede perché nel loro piccolo mondo pensano che la loro idea sia migliore rispetto al resto. Indipendentemente dalla ragione, parlare con una persona creativa a volte può sembrare una conferma del fatto che tutto ruoti intorno a loro.
9. Si sentono incompresi e mal pagati.
A volte sembra che nessuno capisca e apprezza quello che fanno quotidianamente. Essere creativi non significa necessariamente mostrare questo aspetto. Come si fa a spiegare alla gente il significato di quello che fanno, chiedendo un mucchio di soldi?
10. Mai si scusano della loro eccentricità.
Sì, che ci crediate o no, a volte le persone creative sono un tantino eccentriche. Non è necessariamente una brutta cosa. Tuttavia, se conosciamo la nostra eccentricità senza correggerla, può tramutarsi in una cosa negativa. Non possono pensare di essere sopra la correzione a causa delle loro menti creative.
E tu, ti consideri una persona creativa vittima dell’egocentrismo divino?
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
uno dei blogger più famosi del mondo!

