L’errore di confondere la ipnosi con la magia
Recentemente sul telegiornale, abbiamo assistito a casi di furti mediante la pratica dell’ipnotismo.
Ma cosa è fondamentalmente l’ipnosi?
Innanzi tutto, andrebbe fatta una chiara distinzione tra quest’ultimo termine ed ipnotismo.
Il primo è l’aspetto psicofisiologico del soggetto che entra nello stato particolare, mentre la metodica e le tecniche impiegate vengono appunto definite con il termine ipnotismo.
Solitamente, si tende a limitare il campo di definizione dell’ipnosi, attualmente impiegata in ambito terapeutico e nella ricerca clinica.
Ipnosi, deriva dal greco “hypnos” ovvero “sonno” sulla base delle analogie esistenti tra la manifestazione del sonno fisiologico e quella relativa ad una condizione particolare della nostra mente.
Ad oggi però, possiamo dire che mediante questo termine, coniato nella prima metà del 800, si indica un condizionamento, apprendimento, inibizioni ed eccitazione da parte del soggetto.
La C.I.I.C.S. (Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale) definisce il fenomeno come “la manifestazione plastica dell’immaginazione creativa adeguatamente orientata”.
Di ipnosi si occupò anche Sigmund Freud, ma la laboriosità dei procedimenti ipnotici, la limitazione delle applicazioni terapeutiche, lo spinsero ad abbandonarla per creare un nuovo metodo: la psicoanalisi.
Un particolare interesse, sull’ipnosi si ebbe durante la prima guerra mondiale quando con tale metodo si iniziarono a trattare le nevrosi traumatiche di guerra. Soltanto dopo la seconda guerra mondiale l’atteggiamento della scienza ufficiale nei confronti dell’ipnosi migliorò.
Il dottor Milton Erickson, che sviluppò un’ipnoterapia chiamata “ipnosi ericksoniana”, che permette la comunicazione diretta con l’inconscio del paziente.
Quest’ultima, è una tecnica molto simile ad una comune comunicazione. Dal modellamento delle pratiche di Erickson e di altri ipnoterapeuti, ne naque appunto la Programmazione Neuro Linguistica (PNL).
Il paziente in questo caso, mediante la ipnosi, riesce a modificare la sua percezione della realtà (mondo esterno), vivendo stimoli, emozioni ed impulsi psicologici che nella vita reale non esistono.
Così facendo può variare le sensazioni che provengono dal suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea, ecc.
In casi patologici, è molto importante modificare i significati che il soggetto ha dato alle sue passate esperienze. In questo caso si possono ricordare anche episodi di vita molto remoti.
In ipnosi esiste la possibilità di alterare la qualità e la quantità del controllo della muscolatura volontaria, della motilità e in particolare di modificare alcune funzioni del nostro organismo, credute al di fuori di ogni controllo volontario, quali quelle del sistema neurovegetativo, del sistema neuroendocrino e del sistema immunitario.
Quest’ultima è una pratica spesso utilizzata dagli atleti, mediante la tecnica della visualizzazione. La mente vive anticipatamente determinati eventi ancora prima che il copro si cimenti nella realtà.
Sulla base di quest’ultimo concetto, potremmo dire che esiste un riscaldamento muscolare ed uno mentale.
L’utilizzo dell’ipnosi nella terapia è detta ipnoterapia, o meglio “ipnositerapia” ed è un lavoro clinico, ossia si tratta di impiegare lo stato e le dinamiche dell’ipnosi in una strategia terapeutica specifica delle diverse specializzazioni della medicina.
Giuridicamente sono contemplati i reati con l’ipnosi, intendendo con ciò quei casi in cui si induca con la suggestione un soggetto a compiere un illecito.
A tal proposito, ricordiamo gli episodi accaduti negli ultimi giorni alla cassiera di un supermercato, all’addetta di un ufficio per il cambio di moneta, una coppia di anziani che hanno consegnato soldi e beni di valore dopo essere state abilmente ipnotizzate.
Alessandro Cosimetti
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