Mi sono fatto veramente male con il passato. Devo lavorarci sopra. Assolutamente!

Un ricordo del passato su cui avevo già lavorato, è tornato a farmi visita.

Quando viviamo nel passato, inevitabilmente ci focalizziamo sugli errori. Tutto ciò di buono che potremmo raccogliere nel presente, lo vediamo sotto gli occhi critici di chi pensa di non meritarsi nulla dalla vita.

Ieri pomeriggio stavo davanti al mio notebook senza concludere niente. Guardavo lo schermo in maniera svogliata, come se fossi sotto un effetto ipnotico, mentre passavo da un sito all’altro senza neanche ricordarmi cosa stessi vedendo.

Di una cosa sono sicuro: nella mia mente, stavo rivivendo un film del mio passato di 3 anni fa.

La sera sarei dovuto uscire, ma ho preferito starmene a casa. Dovevo porvi rimedio perché in quel momento mi sentivo come un tossicodipendente che era tornato a farsi.

Il passato è la mia bestia nera, ne ho discusso più volte nel blog di come sia estremamente importante focalizzarci soltanto sul presente. I ricordi del passato invece sono come le ruote di un auto impantanata nel fango: girano ma non ti portano da nessuna parte.

Subito dopo cena, presi un testo di Richard Bandler per mettere in pratica uno suo esercizio, in modo da lavorare sulle modalità delle immagini del film che mi ero creato nella mente.

Riporto qui di seguito l’esercizio, anche se per renderlo maggiormente efficace, ti consiglio di studiarti le submodalità e la time line.

Stare meglio al momento giusto

  1. Pensa alla tua linea del tempo. Immagina di svolazzarci sopra, in modo da vedere sia il passato e il futuro.
  2. Ripensa a un momento in cui sei stato davvero benissimo,dove ridevi e sentivi che tutto sarebbe andato per il meglio. La vita in quel preciso istante era assolutamente meravigliosa.
  3. Rendi il ricordo il più vivido possibile e cerca di sentirne la sensazione all’interno del tuo corpo. Ritorna sulla tua linea del tempo, portandoti con te la sensazione.
  4. Dai un colore a questa sensazione e immagina di inondare il tuo passato di questa sensazione.
  5. Osserva come il passato si estende fino al momento della tua nascita, compreso i momenti e le esperienze vissute. Osserva come i brutti ricordi abbiano un colore scuro, quasi tendente al nero.
  6. Restando sopra la tua linea del tempo, immagina di innaffiare il passato con quella sensazione che continua a girare nel tuo corpo. Nota come ripulisca tutte le esperienze, comprese quelle cupe, cambiandone il colore per sempre.
  7. Ora, immagina di ritornare al presente e di calarti in esso. Col viso rivolto al futuro, lascia che questa sensazione lo riempia completamente, così da sentirti sempre più entusiasta all’idea di procedere verso l’avvenire e verso ciò che ha in serbo per te.

Ho impiegato circa 1 ora per eseguire questo esercizio, perché ho voluto cercare il ricordo più bello che abbia mai vissuto in passato e passare in rassegna tutte le submodalità delle immagini.

Come ho accennato prima, è praticamente impossibile comprendere l’esercizio senza conoscere il significato di submodalità e time line.

Alessandro Cosimetti

P.s. Ringrazio tutti gli amici che su Facebook mi hanno lasciato messaggi di conforto subito dopo aver letto il messaggio sulla bacheca: «Oggi mi sono fatto veramente male con il passato. Devo lavorarci sopra. Assolutamente!».



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8 Commenti a “Mi sono fatto veramente male con il passato. Devo lavorarci sopra. Assolutamente!”

  • Simo:

    Grazie Ale per aver condiviso…questa…”esperienza”!! Mi hai dato un sacco di spunti…e anche una bella idea di cosa regalarmi per Natale: questo bel libro di Bandler!!! :-)
    Un abbraccio, Simo
    P.s. Forse ho capito il concetto di “submodalità”…mi sa che lo applicavo sui miei Prof. più cattivelli dell’Università: me li immaginavo in mutande! Ehehheheh ;-)

  • @Simo, bravissima, molti miei amici che intervengono sulle submodalità, lo fanno con i loro capi e responsabili. Cambiano il suono della voce con quella di Paperino, tolgono luce e colore, sottofondo musicale, velocità e altro ancora.

    Ti fai un gran bel regalo! :-)

  • Giuseppe:

    Ciao Alessandro in questo momento mi frullano in testa migliaia di frasi motivazionali tutte cose che forse sai già ma stavolta invece ti dico altro, guardiamo la faccenda da un punto di vista diverso e chissà che magari ti tiri un po su!Noi non ci conosciamo ma a furia di leggere il tuo blog e come se fossi un amico mio,leggere le tue avventure forse me le fa in parte vivere in parte e alla lunga e come se ti conoscessi da quando ho inziato a visitare le tue pagine (avevo digitato su google lettura rapida inspirato dal 2° libro di A.Robbins).Molte volte prendendo spunto da cio che scrivi ho cercato di migliorare un po letto libri che tu hai letto e frequentato qualche blog da te segnalato e credo che puoi andarne fiero visto che è lo scopo del tuo sito (direi che di strada ne hai fatta).Quindi se riesci con gli altri abbi la fiducia di sapere che se ti impegni puoi riuscire anche con te stesso!!!e poi che senso avrebbe se insegni e poi non metti in pratica?
    Ciao.

  • @Giuseppe, la coerenza è un dato di fatto e non uno “status”. Quindi, giustamente quando parli di “mettere in pratica” ti do pienamente ragione.

    Questa vicenda di 3 anni fa, mi portò a intraprendere il percorso di crescita che – coloro che mi leggono – conoscono perfettamente.

    E’ chiaro che spesso capita di “ricadere” ed è per questo che ho esternato l’episodio nel blog e prima ancora su Facebook.

    Non mi reputo un trainer. Gli argomenti del mio blog, vertono soltanto su ciò che riesco a tramutare in realtà.

    Ti assicuro comunque che molti dei coach blasonati e di fama nazionale (mi limito al nostro paese) sono bravissimi nell’aiutare gli altri nel migliorarsi e a raggiungere i loro obiettivi nella vita, ma al tempo stesso, non riescono a fare altrettanto nel loro privato.

    Ora, non chiedermi i nomi, ma credimi se ti dico che quando lo venni a sapere, ne rimasi spiacevolmente deluso. Successivamente però feci un ragionamento e mi dissi:

    “Se Mister X, riesce a risolvere un mio disagio o limitazione, cosa me ne importa se lui stesso nella vita non mette in pratica i suoi insegnamenti!”

    Prendi ad esempio Richard Bandler. Ha aiutato moltissime persone a risolvere la loro tossicodipendenza ma lui stesso per anni (non so se abbia risolto questo aspetto) è stato cocainomane.

    Grazie per il commento e per il fatto di considerarmi un “amico” ;-)

  • Giuseppe:

    Magari non ti reputi un trainer ma in sin dei conti quando hai aperto questo blog avevi un minimo di obiettivo o aspirazione.Se poi qualcuno prende spunto e magari trova il tassello mancante per migliorarsi che male c’è?Anzi credo che ci si debba sentire fieri,che si abbia più motivazione a curarlo e a continuare a scrivere e rispondere ai commenti.Capita (io per primo) che per timidezza o per paura di scrivere qualche cavolata di non lasciare alcun commento,ma credo che siano la lifa vitale di chi come te si impegna costantemente nel far progredire i propri progetti.Ottimo lo spunto su mister x che predica bene e poi si comporta male.
    Ciao.

  • @Giuseppe, beh, non mi resta che ringraziarti nuovamente! ;-)

  • Ciao Alessandro,

    ti ringrazio per la citazione… e ne approfitto
    per farti gli Auguri per uno splendido 2010 :-)

    Ps. si chiude un anno e i ricordi del passato
    diventano sempre più lontanti…e puoi vedere
    ancora meglio le belle sorprese che ti riserva
    il futuro :-)

  • Ciao Genna,
    non devi ringraziarmi, il tuo blog è una risorsa eccezionale che seguo costantemente attraverso i feed rss.

    Sono io che ti ringrazio e contracambio di cuore gli auguri per un felicissimo 2010 sempre più lontano e meno dipendente dal passato! ;-)

    Un abbraccio!!

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