Idee straordinarie contro la precarietÃ
Sentiamo spesso parlare di precarietà e di mancanza di lavoro.
A volte però trovo che focalizzarci troppo su questo termine limiti la propria mente nella realizzazione di quelle che solitamente amo definire con il nome di idee straordinarie.Â
Ho letto questa mattina su un quotidiano romano, la notizia di un numero sempre più consistente di ragazzi di Roma, che creano annunci per “vendere” le loro competenze.
Lo strumento da loro utilizzato è naturalmente il web, oramai sempre più di uso comune.
Forse sono ancora uno dei pochi che crede che il lavoro come dipendente sia finito?
Mi spiego meglio. Il lavoro di quest’ultimo tipo persiste, ma soltanto per chi accetta di sottostare a determinate condizioni che soltanto chi svolge una mansione del genere può conoscere (io l’ho fatto per otto anni).
Interessante, è la storia di un ragazzo che ha preso spunto da una sua personale esperienza per inventarsi come “esperto”.
In pratica, gli è capitato una volta di aiutare una signora a montare un mobile acquistato da Ikea.
Nei giorni successivi venne nuovamente richiamato ma questa volta, da un’altra persona venuto a conoscenza delle sue abilità , dalla signora che aveva precedentemente aiutato (potere del passaparola!).
Nel suo annuncio pubblicitario sul web, ora si presenta come “esperto montatore di mobilio di fabbricazione di Ikea”. L’idea ha funzionato alla meraviglia e le richieste non sono tardate ad arrivare a grappoli.
Da tempo invece già esistono i chef a domicilio che si presentano direttamente a casa per preparare e cucinare pietanze per serate o eventi speciali.
Una mia amica invece ha lasciato il salone di bellezza dove lavorava come parrucchiera, per mettersi in proprio.
Ha acquistato un’apparecchiatura facilmente trasportabile e un pò come lo chef a domicilio, si presenta su richiesta a casa delle sue clienti. Tra le altre cose rilascia anche una regolare ricevuta.
La spesa di tale prestazione è indiscutibilmente minore rispetto a quella sostenibile all’interno del salone stesso.
La cosa interessante di tutto questo fenomeno, sono le analisi statistiche che effettuano molti di questi ragazzi per trovare richieste ed attività , che al momento sembrerebbero non essere adeguatamente coperte.
Situazioni analoghe hanno reso eBay il luogo ideale per crearsi delle imprese medio piccole con cui lavorare.
In Italia forse non tutti ricordano la giovane ragazza che inizialmente cominciò a vendere abiti da lei non più utilizzati (la madre si lamentava del suo armadio stracolmo), per poi sulla scia dell’enorme successo ottenuto, crearsi un marchio di abbigliamento di sua invenzione.
Alla faccia della precarietà …!
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
uno dei blogger più famosi del mondo!

