Italia in mano a potenti settantenni?
Abbiamo sempre considerato l’Italia un Paese retrogrado e comandato dalle stesse persone che di decennio in decennio rimangono saldamente ai vertici del potere.
Fenomeno che non rende certo onore alla nazione e che trova terreno fertile sia nella politica che nelle aziende che fanno parte del patrimonio del Paese.
In politica il gioco della Maggioranza e dell’Opposizione propone sempre i soliti volti. A nulla serve cambiare nome ad uno schieramento se poi le persone che lo compongono sono sempre e solo le stesse di prima.
Sembrerebbe che per i giovani non ci sia proprio spazio.
Ma di chi è la colpa?
Dei giovani che non hanno la stessa preparazione dei loro precedessori?
C’è chi afferma che la nuova generazione pecchi di umiltà, nella capacità di sacrificarsi, nella preparazione.
Dall’altro canto, invece si punta il dito su un potere dittatoriale che non lascia il minimo spazio alle nuove leve.
Illuminante ed interessante il lavoro di Nunzia Penelope, giornalista ed autrice del libro:
Da una sua inchiesta durata circa 2 anni, ha studiato ed intervistato gli ultrasessantenni che da anni dominano la scena e i giovani rampanti dell’ultima generazione.
Dal suo testo abbiamo un quadro maggiore di questo mancato passaggio di consegne.
Eppure basterebbe porre l’attenzione sulle aziende nate proprio dalla geniale idea di giovani ormai conosolidati ai massimi vertici del mondo.
Prendiamo il tema del web ad esempio. Molti dei nostri politici ne sanno davvero poco, nonostante l’immenso potere mediatico e il diffusissimo uso che se ne fa oramai in tutti i settori lavorativi della società.
Qualche esempio?
Microsoft, Google, Ebay, Youtube…
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
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