L’Io e l’Orgoglio irrinunciabile!
Nella nostra vita, spesso ci troviamo a relazionarci con persone con le quali è difficile comunicare.
A volte, sembra impossibile superare i contrasti del carattere.
Alla base di ogni questione (un po’ come accade nel campo animale) basata sul principio dell’affermazione del più forte, esiste il proprio IO.
Parliamo appunto della capacità di far prevalere la difesa del proprio orgoglio, della propria autostima!
Accade infatti che in una discussione, in un normale confronto tra individui, nessuno voglia cedere il passo. Un po’ come se la meta (ipotetico traguardo) dovesse avere per forza due vincitori, invece di un compromesso!
Nel contesto dell’Analisi Transazionale (una teoria di derivazione psicologica) si parla di “copioni”, ovvero modalità comportamentali e mentali che una persona utilizza nelle sue “transazioni”.
Parliamo quindi dell’insieme di stimoli e reazioni che comunemente avvengono tra individui.
Possiamo immaginare che il confronto tra persone, reciti un copione che si vada a collocare, sempre secondo l’approccio transazionale a livelli diversi della personalità.
Quest’ultima infatti, possiede tre livelli.
1. Lo stato “Io genitore” caratterizzato da un’attenzione e da una critica di giudizio che è influenzato dai valori e dagli atteggiamenti di una persona.
2. Lo stato “Io adulto” rappresentato dal pensiero rivolto alle cose, al raccoglimento dei dati, dal fare scelte e prendere decisioni.
3. Lo stato “Io bambino” caratterizzato da risposte emotive alle situazioni. Ad esempio sentirsi, felici, tristi, allegri, o irritati o comportarsi in modo impulsivo, creativo, curioso, verso eventi o persone.
Dunque, nel confronto tra due persone (di cui sopra si parlava) prevarrebbe il livello dell’Io bambino, in quanto le reciproche reazioni, sfiorano i sentimenti di autostima dei partecipanti alla discussione.
Se per qualche motivo ambedue le persone non hanno un’adeguata considerazione di sé, accade che si sentano reciprocamente offesi dal comportamento dell’altro.
Questo proprio perché nessuno vorrà sentirsi diminuire dalle critiche o osservazioni sul proprio comportamento.
Orgoglio irrinunciabile è il termine con cui viene indicato questo processo mentale.
Ma si può rinunciare al proprio orgoglio?
Certo non è facile, anche perché dipende dai contenuti del dialogo e da dal fatto se si sia violato un diritto fondamentale della persona umana: dignità soggettiva.
Tuttavia quando questo diritto non è leso, si può adottare la strategia di fermarsi, guardare alla propria condizione interna.
Domandati: “Corrisponde a quello che realmente sono, quello che mi viene detto?”
A quel punto sicuro di questa autovalutazione rispedisci al mittente l’osservazione o l’eventuale critica!
Ed ecco che una delle due persone fa un salto di livello nell’ambito della sua personalità. Dal livello Io bambino al livello Io adulto.
Tale processo, permette di superare quelle improduttive questioni legate all’affermazione del proprio orgoglio, tra esseri umani in cerca dell’armonia del buon vivere.
Certo, pensare in questi termini, non credere possa risolvere il problema. Queste indicazioni sono solo una possibile risposta.
Innanzi tutto, devi effettuare un lavoro interiore. Soltanto così potrai superare le tue difficoltà ed ottenere una convivenza pacifica tra persone desiderose di comunicare e conoscersi.
Articolo gentilmente concesso da:
Dott. Claudio Virgili (Trainer Umanista)
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
uno dei blogger più famosi del mondo!

