La consapevolezza di una scelta
Se mi segui da tempo su questo blog, sai che non nutro una grande ammirazione verso l’istruzione del nostro Paese.
Decisamente fuori competizione rispetto al resto dell’Europa e del mondo.
Non mi stupisco quindi del solito fenomeno dei “cervelli in fuga”.
Verso la fine della scuola media, mi trovai a fare una scelta: iniziare a lavorare oppure proseguire con gli studi.
Non avevo le idee abbastanza chiare sulla scelta del percorso di studi d’affrontare.
Certo, amavo molto il disegno artistico, ma ero timoroso sulle opportunità di lavoro che poteva offrirmi un titolo di studio del genere.
Alla fine scelsi l’istituto tecnico industriale e dopo cinque anni divenni perito meccanico.
Devo essere sincero, di impieghi grazie a quel diploma ne ho trovati, tra cui la mia ultima esperienza come impiegato presso una grande azienda.
Ora, sicuro che starai pensando: “E allora? Di che ti lamenti?”
Te lo dico subito, Mi lamento del fatto di non aver avuto la possibilità di conoscere tutte le opzioni a mia disposizione.
Vedi, oggi nonostante abbia avviato un’attività da libero professionista che mi appassiona molto, non farei la stessa scelta che feci quando avevo 13 anni.
Di passioni ne ho tante e molto probabilmente in passato con una maggiore consapevolezza sul mondo del lavoro, non avrei perso otto anni della mia vita a fare qualcosa che non amo.
Si, è vero, non sono l’unico che ha ricoperto una mansione che detesta, anzi mi considero fortunato perché le mie esperienze negative mi hanno permesso di raggiungere i miei veri obiettivi.
Ma come ben sai, non tutti ci riescono. Forse timorosi di fallire, di deludere qualcuno, rimangono “aggrappati” a quello che hanno.
Odiano il proprio lavoro, ma non fanno nulla per cambiarlo e ti assicuro che il solo fatto di desiderarlo non equivale certo a volerlo!
Vedi, quando decisi di iscrivermi ad un liceo, ho cercato di reperire informazioni su tutti i percorsi di studio possibili, ma nessuno è stato in grado di guidarmi e direzionarmi verso una soluzione.
Alla fine, come ti ho detto prima, ho fatto una scelta basando tutto sulla sensazione di sicurezza.
Soltanto dopo, nel corso degli anni, ho cominciato ad abituarmi all’idea di guadagnarmi da vivere con un lavoro che non rispettasse le mie vere attitudini.
Ne parlavo qualche giorno fa proprio con Gianluigi. Oltre ad essere un grande appassionato di crescita personale, è anche iscritto alla facoltà di economia a Tor Vergata.
Quando gli chiesi come mai non avesse scelto una facoltà molto più vicina alle sue passioni, come scienze della comunicazione, mi diede una risposta perfettamente in linea con il concetto di questo post.
Mi disse: “Certo Ale, ci avevo pensato eccome. Mi ero anche presentato direttamente alla facoltà per avere delle informazioni, ma non mi è stato possibile”
Ora, ti starai chiedendo cosa lo abbia ostacolato.
“Vedi Ale, quando ho chiesto del materiale da consultare, mi hanno dirottato verso una grande scrivania piena di fogli, volantini, di tutte le forme e colori, quindi…”.
Bhe, capisci tu stesso che Gianluigi, un po’ come me quando scelsi il liceo, si trovò a fare una scelta che non corrispose pienamente alle sue vere passioni ed interessi.
Certo, una laurea in economia è pur sempre utile ma spesso fare esattamente ciò che amiamo, rende la vita molto più leggera!
Alessandro Cosimetti
Condividi questo articolo con i tuoi amici
Vuoi essere informato sui nuovi contenuti del blog?
Segui gli aggiornamenti attraverso i feed rss.
Non sai cosa siano? Visita la pagina
di spiegazione per scoprire come utilizzarli.
Per caso hai già letto gli articoli qui di seguito?
Tags: apprendimento, crescita professionale, istruzione, lavoro




Ottobre 8th, 2008 at 3:52 pm
Ahahaha.. mi ricordo!
Non credi sia il massimo che alla facoltà di scienze della comunicazione non siano in grado di comunicare un programma di studi??
In realtà la storia della scelta della facoltà è un po’ più complessa, visto che non avevo ancora chiaro ciò che volevo.
Anzi ti dirò di più, credevo di voler entrare a medicina o odontoiatria: dopo una settimana alla facoltà di odontoiatria mi sono reso conto che non era ciò che volevo (idem per medicina)..
Insomma mi hai dato una buona idea per un post
Un abbraccio
Ottobre 8th, 2008 at 4:03 pm
Si, è vero, mi parlasti anche della facoltà di odontoiatria avendo tuo padre come dentista.
Ma l’episodio della facoltà di scienze della comunicazione è davvero il massimo dell’incoerenza!
Come ben sai, nella vita per fare quello che vogliamo non servono titoli o attestai ma soltanto capacità e cultura propria!
Alessandro