Le Olimpiadi, questione di politica, marketing e folclore
Oggi, la maggior parte dei blog, parlano dell’apertura dei Giochi Olimpici in Cina.
Ognuno cercando dei riferimenti ed appigli verso i propri argomenti.
Per mesi, questo evento è stato caratterizzato da azioni di tipo politico (vedi il caso del Tibet). Qualcuno addirittura ha parlato di boicottaggio da parte dei nostri atleti.
Sinceramente, non credo che spetti a loro un azione del genere. Chi si è assunto delle responsabilità e delle cariche specifiche, doveva a limite, farsene promotore in prima persona (i politici).
Molti blog, sottolineano come le Olimpiadi siano un potente ed incredibile fenomeno di marketing. Le varie strategie che la precedono sono di una minuziosità e complessità che davvero sembrerebbero non lasciare nulla al caso.
Non appena viene designato il Paese organizzatore, le Olimpiadi cominciano a mettersi in moto con largo anticipo rispetto all’evento stesso.
Qualcuno, ha giustamente sottolineato come le città che le hanno ospitate ne abbiano guadagnato in termini di visibilità e turismo anche negli anni a seguire (vedi Barcellona).
Noi appassionati di sport, magari non diamo molta importanza al marketing e a questi discorsi, limitandoci alle competizioni vere e proprie.
Le ultime settimane, soprattutto in Italia, non abbiamo potuto fare a meno di parlare del problema del doping. Ed ecco che mi chiedo se nei prossimi giorni, ci saranno nuovi casi di positività.
Resta il fatto, che le Olimpiadi sono delle grandi manifestazioni capaci di muovere le grandi masse.
In questo momento, mi trovo accanto alla tv, mentre sta sfilando la squadra statunitense (solitamente coloro che ottengono il medagliere più ricco in assoluto!).
Della cerimonia quello che più mi piace, sono le rappresentazioni folcloristiche tipiche dei Paesi partecipanti e questo perchè non posso fare a meno di pensare alla storia dei Giochi Olimpici.
Ammiro l’orgoglio e lo sguardo fiero con cui vi partecipano.
Alessandro Cosimetti
Zen To Done
Il Best Seller Internazionale di Leo Babauta,
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