Credenze Limitanti nello Sport
Se non sei capitato qui per caso, e se mi segui da un po’, ti sarai accorto che ultimamente con l’avvento delle Olimpiadi, in questo mese ho dedicato molti post allo sport.
In particolar modo, ho cercato di estrarre da ogni competizione, dai comportamenti e dalle abitudini degli atleti, elementi su cui effettuare delle analisi psicofisiche.
Ieri abbiamo parlato degli ancoraggi. Oggi, ci dedicheremo alle credenze.
In particolare modo, affronteremo il problema delle credenze limitanti nello sport.
E’ doveroso per me, innanzi tutto dirti cosa siano le credenze. Queste ultime sono tutto ciò di cui siamo profondamente convinti, nonostante non ne abbiamo una comprovata efficacia.
Molte persone spesso sono convinte di una certa cosa, per puro sentito dire. Non hanno mai effettuato test o verifiche, ma soltanto perchè altri ne convalidavano l’esistenza, anche loro sono portati a crederci.
Le credenze sono convincimenti psicologici presenti in tutti i settori della nostra vita. Ad esempio, in ambito finanziario, conosco molte persone che reputano l’investimento in Borsa una perdita di denaro.
In poche parole, affermano che investendo i propri soldi in questo modo, si ottiene una loro perdita matematica.
La cosa è alquanto limitante, se non fosse che la Borsa è una compravendita di titoli azionari, per cui se da una parte c’è qualcuno che perde denaro, dall’altra c’è sicuramente qualcun altro che nella medesima operazione, ne guadagna.
Quindi, dire che in Borsa si perde sempre, non è affatto vero!
Nello sport avviene la stessa cosa. Le credenze limitanti si fanno strada anche in questo settore.
Una delle storie sulle credenze limitanti che ho ascoltato, è stata proprio quella di Roger Bannister.
Per molti anni, molte persone anche medici professionisti, ritenevano impossibile per l’essere umano, percorrere 1 miglio in meno di 4 minuti.
Nel 1954 Roger Bannister, riuscì ad abbattere questo tempo. Ottenne questo risultato, non solo con il duro allenamento, ma soprattutto mediante le sue visualizzazioni, dove in anteprima aveva vissuto la sua impresa.
Questo risultato, fu un grande successo, non soltanto per se stesso, ma per l’intera umanità. Dopo di lui altre persone riuscirono a percorrere la stessa distanza in meno di 4 minuti, effettuando tempi migliori dei suoi.
Cosa aveva fatto Bannister di così importante?
Aveva fornito nuove credenze, nuovi spunti e nuovi stimoli su cui credere e lavorare.
La stessa cosa è accaduta in questi Giochi Olimpici con il corridore giamaicano Usain Bolt con il nuovo record dei 100 metri maschili (9”68).
Devi sapere, che Bolt, è un atleta di ben 196 cm di altezza, una statura per molti considerata non idonea per un centometrista.
Atleti come lui, solitamente vengono impiegati nei 400 metri, lui invece non ha dato valore a queste affermazioni stabilendo un primato mondiale.
“Niente è impossibile, ai sogni bisogna crederci perchè prima o poi si realizzeranno” invece è lo slogan del nuotatore statunitense Michael Phelps (nella foto) che ha battuto il record del connazionale, Mark Spitz aggiudicandosi ben 8 medaglie d’oro nella stessa Olimpiade (Spitz si era fermato nel ‘72 a sette ori).
Quando siamo convinti di una certa cosa, difficilmente la si mette in discussione.
Le credenze sono tutto ciò che fanno la differenza, tra una vita felice ed appagante, ed un’altra triste e distruttiva.
Sono le idee e le convinzioni che si hanno sulla vita, a distinguere un uomo di successo, da un altro rassegnato a vivere una vita che non vorrebbe.
Alessandro Cosimetti
