Obiettivo: Desiderare non è sinonimo di volere
Spesso mi soffermo a pensare a tutte quelle persone che a parole affermano di desiderare una certa cosa, ma poi nell’atto pratico, fanno esattamente il contrario.
Nell’azienda per cui lavoravo, avevo molti colleghi che non facevano altro che lamentarsi della loro posizione professionale e della loro retribuzione economica.
Anche io la pensavo esattamente come loro. Non amavo il mio lavoro e desideravo ardentemente una nuova posizione.
Eppure, nonostante gli stessi apparenti obiettivi, le azioni per concretizzarli, non erano uguali.
Ad esempio ogni mattina mi portavo qualche libro da leggere, o ebook stampato, con cui durante la pausa pranzo studiavo.
I miei ex colleghi invece o se ne stavano fuori al corridoio a chiacchierare, oppure andavano a pranzare alla tavola calda (perdendo un mucchio di tempo in inutili file).
Loro desideravano ed io invece passavo all’azione.
E’ circa un anno che ho dato le dimissioni all’azienda mentre i miei ex colleghi, tutt’oggi passano da un reparto all’altro sperando che questo loro emigrare possa apportare qualche miglioramento nella loro vita.
Da adolescente, avevo problemi di peso che portavo con me da qualche anno. I medici mi prescrissero qualche dieta ma non ottenni grandi risultati.
In quel periodo non trovavo necessario perdere del peso. Ne tanto meno mostravo interesse, sulla mia salute o sulle conseguenze fisiche e sociali che avrei subito nel corso degli anni.
Il desiderio di cambiare nel tempo divenne talmente tanto che le azioni, per concretizzare tale cambiamento furono quasi inevitabili.
Oggi, ascolto le storie di tante persone che vorrebbero modellare il proprio corpo, ma oltre il semplice desiderare, non vedo nei loro comportamenti nessuna strategia (volontà) per ottenere risultati degni di nota.
Iscriversi ad un centro sportivo, non basta. Bisogna anche sapere cosa fare quando stiamo li dentro, ma cosa più importante capire perchè lo stiamo facendo.
In geometria si dice che una retta è costituita da due punti. Nella costruzione di un obiettivo, possiamo adottare lo stesso criterio.
Per costruire qualcosa, dobbiamo sapere da dove partiamo (primo punto) ma soprattutto, dove vogliamo arrivare (secondo punto). In PNL si usa chiamarli “stato attutale” e “stato desiderato”.
Molti si muovono perchè maggiormente motivati da un punto rispetto ad un altro. Ci sono quindi persone che formulano frasi del genere:
“Il mio attuale lavoro è noioso…” oppure “Voglio perdere peso e non essere più grasso..”
mentre altri con frasi del tipo:
“Voglio un lavoro che mi lasci più tempo libero per me stesso…” o “Voglio arrivare ad indossare la taglia 46 entro sei mesi…”
Il semplice desiderare una cosa, non equivale a volerla sul serio. La mente per attivarsi, deve avere una base di appoggio tale da motivarci nella realizzazione del nostro obiettivo.
“Vorrei…mi piacerebbe…sarebbe bello se…chissà se anche io…ecc.”
Queste sono le tipiche frasi di chi pensa di desiderare una certa cosa, ma poi fatti alla mano, non fanno e non faranno mai nulla per raggiungere il loro obiettivo e sai perchè?
Semplicemente perchè un effettivo e reale obiettivo, in realtà non esiste!
Pensi di volere una certa cosa, ma poi se non applichi nulla di diverso da tutto ciò che fino ad oggi hai fatto, è inevitabile stagnare nello stesso punto.
Sai come si dice: “Stesse azioni, stessi risultati!”
Se qualcosa non funziona, cambiala. Continuare ad adottare una strategia che non ti sta portando nessun risultato equivale soltanto ad una semplice perdita di tempo (a volte anche di denaro!).
Concludo ricordandoti che desiderare non è sinonimo di VOLERE!
Alessandro Cosimetti
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